Mei su campionati europei di atletica a Torun: Dosso punta all’oro, lo sport come integrazione

Silvana Lopez

20 Marzo 2026

Torun, 20 marzo 2026 – Con il primo suono della sirena e le divise che fanno il loro ingresso sulle pedane, questa mattina sono ufficialmente partiti i Campionati Europei di Atletica Indoor a Torun, in Polonia. Cinque giorni intensi, dal 20 al 24 marzo, in cui l’Arena Torun diventa il vero epicentro dello sport europeo. La squadra italiana – settanta atleti convocati sotto la guida della direttrice tecnica Antonella Rossi – punta a bissare i risultati positivi degli ultimi anni, consapevole però che la sfida si fa sempre più dura. “Vincere è difficilissimo”, ha detto ieri il presidente federale, Marco Baldi, durante l’incontro con la stampa italiana. “A Parigi hanno preso medaglie 43 paesi: il livello è salito, non ci sono più nazioni che fanno da fanalino di coda”.

Il livello cresce: 43 nazioni sul podio a Parigi

Il messaggio di Baldi è chiaro. Agli ultimi Campionati Europei outdoor, lo scorso agosto a Parigi, ben 43 Paesi sono riusciti almeno una volta a salire sul podio. Una distribuzione delle medaglie sempre più ampia che racconta una crescita diffusa nel mondo dell’atletica europea. Un fenomeno che rende la gara “più incerta e stimolante”, come ha sottolineato il presidente.

“Non basta più essere forti in tre o quattro specialità”, ha spiegato Baldi ai giornalisti ieri pomeriggio nell’area stampa dell’Arena Torun. “Serve profondità, continuità e anche un pizzico di fortuna. Ogni piccolo errore può costarti una finale”. I numeri parlano chiaro: nel 2025, venticinque paesi avevano conquistato almeno una medaglia; un anno dopo quasi il doppio. In questo contesto si muovono anche le speranze italiane.

Le ambizioni della squadra italiana tra giovani e veterani

Nelle file azzurre l’aria è carica di ottimismo ma senza facili illusioni. La direttrice tecnica Rossi ha descritto “una squadra motivata”, con un mix di atleti esperti e giovani promettenti. Tutti gli occhi sono puntati, come prevedibile, su Filippo Tortu (velocità) e Larissa Iapichino (salto in lungo), ma non mancano le sorprese: dal triplista emergente Riccardo Poggi alla mezzofondista esordiente Veronica Anselmi, pronta a farsi notare sul palcoscenico continentale.

“Non partiamo certo favoriti ovunque”, ha ammesso Rossi durante la riunione tecnica di ieri sera. “Ci sono nazioni dell’Est e la scuola nordica con atleti fortissimi in quasi tutte le discipline”. Eppure l’Italia vuole confermare i risultati dell’ultima edizione, chiusa con cinque medaglie (di cui due ori).

Le qualificazioni cominciano oggi alle 10:00, mentre le prime finali sono previste per stasera, quando il salto con l’asta maschile accenderà gli spalti.

La sfida degli outsider e i rischi delle sorprese

Occhi puntati – lo sanno bene i tecnici italiani – sulle “outsider” come Slovacchia, Estonia e Portogallo, Paesi che hanno fatto passi avanti soprattutto nei lanci e nelle prove multiple. Secondo l’analista federale Paolo Ferrero, “le batterie saranno già tirate fin dal mattino: i ranking internazionali dicono poco, qui spesso vince chi regge meglio la pressione”.

Da non sottovalutare nemmeno il clima polacco: fuori fa freddo vicino allo zero e dentro all’impianto ci sono sbalzi termici importanti. Dettagli che potrebbero condizionare soprattutto chi non ha esperienza nei palazzetti dell’Est Europa.

Qualcuno della squadra azzurra è arrivato con un giorno d’anticipo proprio per abituarsi all’ambiente. “Siamo qui da ieri pomeriggio”, ha raccontato Tortu in zona mista. “La pista sembra veloce ma le condizioni sono particolari. Bisognerà adattarsi subito”.

Aspettative e reazioni del pubblico italiano

Nel frattempo cresce l’attesa tra i tifosi italiani. L’associazione “Cuore Azzurro” ha organizzato una trasferta con una quarantina di sostenitori presenti già all’alba davanti all’ingresso B dell’Arena Torun. “Qui si sente un’atmosfera diversa rispetto agli anni passati”, dice Stefano Bianchi, portavoce del gruppo. “La concorrenza è dura ma noi vogliamo stare vicini ai nostri atleti in ogni gara”.

Le dirette tv saranno trasmesse dalla Rai: prima serata su RaiSport dalle 19:00 con collegamenti live direttamente da bordo pista. I social sono già pieni di foto e messaggi di incoraggiamento sotto l’hashtag ufficiale #Torun2026.

Un campionato che guarda a Parigi e oltre

Non è solo una questione di medaglie. Molti tecnici e dirigenti vedono questi Europei come una tappa fondamentale verso i Giochi Olimpici di Parigi 2028. “Serve fare esperienza internazionale”, ha spiegato Rossi. “La vera prova sarà capire chi saprà farsi trovare pronto tra due anni”.

Per ora Torun resta un banco di prova autentico per la nuova atletica europea: più livellata, più giovane e sempre meno scontata. Solo domani, con le prime premiazioni, si potrà avere un quadro più preciso delle forze in campo. Intanto gli occhi restano incollati sulle pedane… e sulla bandiera tricolore che sventola tra gli spalti polacchi.

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