Nuoro, 14 aprile 2026 – Sono vent’anni che “Primavera nel cuore della Sardegna” accende la primavera della Barbagia e del centro Sardegna. Da venerdì prossimo, ben quattordici paesi si animano con un calendario che spazia per dieci fine settimana, fra cultura, sapori e racconti legati all’identità locale. Dal 19 aprile al 23 giugno, piazze, cortili e strade si trasformano in palcoscenici di incontri, laboratori, mercatini e spettacoli legati a tradizioni antiche. Un percorso nato piccolo ma che in due decenni è diventato un appuntamento imperdibile per chi vuole scoprire il volto autentico dell’isola.
Un cammino lungo vent’anni
Quando nel 2006 la rassegna è partita da Oliena, sembrava destinata a essere solo una festa di paese, una delle tante nell’entroterra. Invece – ricorda con una punta di emozione Giovanni Melis, presidente dell’associazione Borghi Autentici di Sardegna – “in pochi anni abbiamo visto arrivare visitatori da tutte le province sarde e poi anche dal continente”. La formula non è cambiata: “Ogni paese apre le sue porte per due giorni ai curiosi”, spiega Melis. Nasce così un calendario diffuso: da Gavoi con i laboratori del pane carasau, alle sfilate di costumi antichi a Ollolai, fino alle serate di poesia improvvisata a Fonni.
Quest’anno la manifestazione toccherà tappe importanti come Orani, nota per il museo Nivola e la ceramica artigianale; Mamoiada, capitale delle maschere tradizionali; ma anche Aritzo, Lodine e Meana Sardo. Nei giorni clou – sabato e domenica – la gente del posto sembra moltiplicarsi: “Lo scorso anno a Ovodda abbiamo contato quasi tremila presenze in un solo giorno”, racconta la sindaca Maria Lai. “Per noi è anche un modo per trasmettere ai giovani il senso della nostra storia”.
Tradizioni in mostra e sapori autentici
Al centro del progetto resta la valorizzazione della cultura materiale e delle antiche arti artigiane. Nelle case storiche aperte ai visitatori si possono ammirare telai in funzione, forni accesi per il pane lentu, pasticceri all’opera con formaggelle e seadas. A Gavoi, tra via Roma e piazza San Gavino, le donne insegnano i segreti del ricamo filé o della tessitura del tappeto barbaricino.
Il mercato contadino offre una scelta ampia: dal formaggio vaccino come il casu marzu – per i più coraggiosi – al miele millefiori di montagna fino al lardo affumicato. I prezzi? “Popolari”, assicurano gli organizzatori: una degustazione completa costa 10 euro, mentre i laboratori sono aperti a tutti senza barriere. Nel pomeriggio spazio ai cori polifonici (il canto a tenore è patrimonio Unesco dal 2005) e ai gruppi folkloristici in costume tradizionale.
Identità che guarda al turismo sostenibile
In vent’anni “Primavera nel cuore della Sardegna” ha invertito una tendenza preoccupante. In questi territori segnati dallo spopolamento da decenni si punta su un turismo lento e fuori stagione. “Non è la solita Sardegna fatta solo di spiagge”, sottolinea l’antropologa Lucia Sanna che ha seguito alcune edizioni della rassegna: “Qui la cultura viene prima di qualsiasi offerta commerciale”. Lo dimostrano i numeri: secondo Visit Sardinia nell’ultima edizione ci sono state oltre 30mila presenze nei dieci comuni coinvolti. Alberghi pieni nelle valli del Gennargentu e ristoranti con prenotazioni ben oltre la loro capacità.
Il progetto guarda avanti: “Vorremmo coinvolgere sempre più giovani nelle botteghe artigiane”, spiega Melis. La Regione ha messo sul piatto un fondo di circa 80mila euro per sostenere le start-up legate all’accoglienza diffusa.
L’attesa nei paesi: “Una boccata d’ossigeno”
Per gli abitanti questi giorni sono attesi come una vera festa che spezza la monotonia quotidiana. Non si tratta solo di folklore: “Senza queste iniziative molte attività locali sarebbero già chiuse”, confida Salvatore Fadda, pastore di Ollolai. Bambini vestiti in abiti tradizionali che animano le vie lastricate, il profumo intenso di mirto nei cortili aperti, artigiani che mostrano ai turisti come si forgia il coltello sardo.
A Ovodda e Lodine – secondo le prime stime – sono previste oltre 5mila persone solo nel primo weekend. Non mancano però le preoccupazioni sulla sicurezza: vigili urbani al lavoro su doppi turni e navette gratuite dai parcheggi esterni.
Così “Primavera nel cuore della Sardegna” spegne venti candeline intrecciando passato e futuro. Dieci weekend per ritrovare – tra mestieri dimenticati e sapori genuini – un’identità ancora viva ai margini delle grandi rotte turistiche.