Le lingue più amate e odiate al mondo: lo studio che rivela emozioni e pregiudizi nascosti

Giulia Ruberti

19 Aprile 2026

Milano, 19 aprile 2026 – Un nuovo studio internazionale, pubblicato oggi sul Journal of Cross-Cultural Psychology, mette in luce come le lingue influenzino emozioni, personalità e giudizi delle persone. E svela anche quali idiomi riescano davvero a “conquistare il cuore” in tutto il mondo. A guidare la ricerca è stata la dottoressa Sara Kim dell’Università di Cambridge, che ha coinvolto oltre quindicimila persone da 32 Paesi, raccogliendo dati tra gennaio e novembre 2025. L’obiettivo? Scoprire come il modo di parlare – non solo le parole usate, ma il “come” le si pronuncia – plasmi i nostri pensieri e sentimenti più profondi.

Il legame tra lingua e percezione emotiva

Parlare una lingua straniera fa sentire diversi. Lo ha spiegato chiaramente la ricercatrice durante la conferenza stampa di questa mattina a Londra: “Chi usa una lingua che non è la propria spesso sente una distanza emotiva da concetti e scelte morali”. Un dato interessante: gli intervistati tendono a giudicare più duramente le stesse situazioni se presentate in un idioma straniero. Ma non è solo una questione di parole. “Abbiamo notato che molte persone cambiano tono di voce e persino postura quando parlano in una lingua diversa dalla loro”, ha aggiunto Kim.

L’italiano Giorgio Rinaldi, docente di linguistica applicata all’Università di Bologna e parte del progetto, racconta: “Io, per esempio, in inglese sono più diretto; mentre in francese mi sento più formale”. Piccoli dettagli – postura, inflessioni o microespressioni – che nel tempo costruiscono quella che gli studiosi chiamano una vera “seconda pelle emotiva”.

Idiomi che conquistano: fascino e simpatia

Ma quali sono le lingue che suscitano più attrazione nel mondo? I risultati indicano due candidati in cima alla lista: francese e spagnolo. Non solo per motivi storici o demografici, ma soprattutto per “l’armonia dei suoni” e quella sensazione di “calore” che trasmettono – così emerge dai questionari.

Al contrario, alcune lingue del Nord Europa come tedesco e olandese sono state definite “più fredde” o “tecniche”. Tuttavia il tedesco ottiene buoni voti per affidabilità e rigore. Lingue meno comuni come ungherese o basco attirano curiosità ma difficilmente simpatia immediata. Uno studente argentino ha confessato: “Parlare portoghese mi mette allegria. Sento proprio un cambio d’umore”.

Personalità e giudizi morali cambiano con le lingue

Un punto chiave riguarda la cambiamento della personalità con l’uso delle diverse lingue. Oltre il 60% degli intervistati dice di sentirsi “più sicuro” o “più riservato” a seconda dell’idioma parlato. Chi usa l’inglese come seconda lingua tende ad esempio a mostrarsi più assertivo rispetto alla propria lingua madre.

Interessante anche l’impatto sui giudizi morali: quando si affrontano dilemmi etici in una lingua straniera, molte persone si distaccano dall’emotività immediata e adottano decisioni più razionali. Kim spiega così il fenomeno: “Parlare una lingua straniera attiva aree del cervello diverse rispetto alla madrelingua”.

La lingua del cuore: romanticismo e identità

Lo studio non trascura le emozioni romantiche. Molti associano intimità e vulnerabilità all’uso della propria lingua madre. Ma c’è chi ammette di sentirsi “più libero” o “meno giudicato” quando parla in un’altra lingua. Una giovane italiana ha detto: “In spagnolo mi confido meglio; è come se togliessi un peso”.

Gli esperti spiegano questo meccanismo con la distanza emotiva creata dal parlare un’altra lingua, che rende più facile esprimere sentimenti che nella propria sarebbero troppo diretti o personali.

Gli sviluppi futuri della ricerca

Il team di Kim guarda già avanti con nuovi studi sull’impatto dei media digitali sul rapporto tra lingua ed emozioni. “I social stanno cambiando il modo in cui viviamo la comunicazione – dice Kim – vogliamo capire se i giovani vedono queste differenze come ostacoli o opportunità”.

In attesa dei prossimi risultati, resta chiaro un punto: le lingue non sono mai solo strumenti per comunicare, ma modellano profondamente identità e sentimenti molto più di quanto pensiamo.

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