Edimburgo, 19 aprile 2026 – Dalle desolate brughiere delle Highlands scozzesi ai caratteristici villaggi bianchi della Grecia continentale, il 2026 conferma il ritorno in grande stile del road trip. Italiani e turisti europei sembrano riscoprire il gusto di viaggiare in auto, scegliendo tappe immerse nella natura e piccoli borghi pieni di storia. Da nord a sud, l’Europa offre itinerari che mescolano grandi città, panorami spettacolari e soste fuori dai circuiti più frequentati. Un fenomeno che si riflette nei numeri: Eurostat segnala un +17% nelle prenotazioni di auto a noleggio nel primo trimestre rispetto allo scorso anno.
Dalla Scozia all’Andalusia: paesaggi da togliere il fiato
Nel cuore delle Highlands, tra Inverness e Fort William, la “North Coast 500” si snoda per quasi 800 chilometri tra brughiere, laghi e castelli arroccati. Chi guida tra aprile e giugno trova strade quasi deserte e cieli che cambiano colore in continuazione. “Ogni curva è una sorpresa – racconta Mary McLeod, albergatrice a Durness –. Molti italiani arrivano qui per seguire le tracce dei clan o semplicemente per camminare avvolti nella nebbia”. Immancabili le soste per assaggiare salmone affumicato nei pub di Ullapool o un buon whisky nelle distillerie di Glenmorangie.
Scendendo verso sud, la costa dell’Andalusia resta uno degli itinerari più amati: da Siviglia a Cadice, passando per i pueblos blancos come Grazalema o Zahara de la Sierra. In primavera le colline si tingono di papaveri e ulivi secolari. Le strade strette e panoramiche mettono alla prova i guidatori ma regalano scorci che non si trovano altrove.
Fiordi norvegesi e Provenza: tra acqua cristallina e profumo di lavanda
Lungo la costa occidentale della Norvegia, la E39 collega Bergen ad Ålesund attraversando fiordi profondi e altopiani. Tra gallerie infinite e ponti sospesi sull’acqua, il panorama è mozzafiato. “Arrivare davanti al Geirangerfjord alle otto del mattino senza navi all’orizzonte è qualcosa di unico”, spiega Hans Møller, guida del posto. Va però messo in conto il costo dei traghetti (intorno ai 60 euro per veicolo) e qualche notte in piccole guesthouse affacciate sul mare.
In Provenza, da giugno a luglio, la Route de la Lavande si colora di viola con distese tra Manosque, Valensole e Sault. Nelle piazze di paesini come Forcalquier si sente già all’alba il profumo intenso della lavanda che entra dalle finestre. Qui tutto scorre piano: “Molti si fermano per qualche ora nei mercatini o nelle distillerie artigianali”, racconta François Delon, produttore locale.
Dal cuore dell’Europa alle spiagge nascoste del Sud
Attraversare l’Austria seguendo la Romantikstrasse, da Salisburgo a Vienna, vuol dire incontrare monasteri barocchi e cittadine medievali. A dominare sono i turisti tedeschi, ma gli italiani stanno scoprendo sempre più i bed & breakfast attorno ai laghi di Hallstatt. In primavera i prezzi restano abbordabili (una doppia intorno ai 90 euro), ma nei weekend centrali di maggio conviene muoversi con anticipo.
Più a sud-est, lungo la costa dalmata fra Zara e Dubrovnik, ci sono spiagge quasi segrete: molte calette si raggiungono solo con una breve camminata su sentieri o sterrati. Le agenzie locali indicano un prezzo base per l’affitto di una piccola utilitaria intorno ai 30 euro al giorno in bassa stagione.
Grecia continentale: borghi nascosti lungo strade panoramiche
In Grecia il percorso più gettonato parte da Atene verso nord tra i monasteri delle Meteore e il monte Olimpo. Gli ultimi dati del ministero del turismo mostrano un +12% negli arrivi nelle aree interne rispetto al 2025. “Le strade sono spesso strette – spiega Maria Papadopoulou, operatrice turistica locale – ma fermarsi nei paesi come Kalambaka ti fa sentire subito a casa”.
Un altro itinerario in crescita attraversa il Peloponneso con tappe a Nafplio, Monemvasia e le spiagge di Elafonissos. Qui si preferiscono guesthouse familiari (in media 55 euro a notte), puntando su un viaggio lento fatto di soste gustose fra feta fresca e olio d’oliva.
Viaggi su misura: tendenze, costi e qualche dritta
I dati raccolti dal Touring Club Italiano insieme a piattaforme come Booking confermano la voglia crescente di viaggi flessibili fatti giorno dopo giorno. Sempre più persone usano app offline (come Maps.me) per scovare deviazioni poco battute dal turismo classico. “L’imprevisto è parte dell’avventura”, dice Giovanni Rossi, insegnante bolognese appena tornato dalla Bretagna. “Il bello è cambiare programma quando ti capita un festival locale o una spiaggia deserta”.
I costi cambiano molto secondo il periodo: ad agosto noleggio auto e alloggi possono schizzare anche del 40% rispetto a giugno o settembre. Le assicurazioni sono consigliate soprattutto fuori dalle grandi città – ricordano gli operatori – ma c’è chi parte all’alba senza nulla prenotato. Perché lo spirito del road trip resta quello: scoprire l’Europa metro dopo metro con le mani sul volante e il finestrino abbassato ad ascoltare lingue diverse ad ogni sosta.