Milano, 17 maggio 2026 – Il mondo è meno spaventoso di quanto immaginiamo. È questa la frase che oggi ha colpito nel vivo i partecipanti a una conferenza sul viaggio responsabile al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Una provocazione ma anche un invito a guardare oltre le paure. Siamo in un’epoca in cui il mondo sembra più vicino, ma gli ostacoli – spesso mentali più che reali – sono ancora tanti, frenando la voglia di scoprire.
Viaggiare: voglia di partire o paura di restare?
Nel cuore del museo, vicino a via San Vittore, si è acceso un dibattito su cosa voglia dire davvero rendere il mondo più accessibile. Elisa Benassi, coordinatrice dell’associazione Viaggio Libero, ha detto chiaramente: “Non si tratta solo di rampe o ascensori, ma di superare pregiudizi e timori che bloccano l’idea stessa del viaggio”. Parole che risuonano soprattutto se si pensa ai timori legati alla sicurezza, alla salute o alla burocrazia: fattori che, secondo un sondaggio Ipsos di marzo 2026, spaventano quattro italiani su dieci al punto da fermarli prima ancora di partire.
Un altro nodo è la scarsità di informazioni chiare e aggiornate: i veri muri invisibili per chi ha esigenze particolari. “La paura nasce soprattutto dall’ignoranza”, racconta Benassi, “ma oggi esistono piattaforme digitali che raccolgono esperienze dirette: basta solo sapere dove cercare”.
Tecnologia e inclusione: strumenti reali
La tecnologia sta giocando un ruolo importante in questa sfida. L’ultimo rapporto del Politecnico di Milano ci dice che nel 2025 almeno 5 milioni di italiani hanno usato app o siti dedicati alla mobilità accessibile. Tra questi TripFriend, una delle piattaforme più note, con oltre 250 mila utenti attivi che condividono in tempo reale recensioni su hotel, mezzi pubblici e percorsi senza barriere.
Marco Lupi, consulente per l’accessibilità urbana del Comune di Bologna, mette però le mani avanti: “Non basta la tecnologia da sola. Se le informazioni non sono affidabili e aggiornate rischiamo solo di sostituire una barriera con un labirinto”. In sostanza: troppe fonti disordinate rischiano di confondere invece che aiutare.
Paura vs realtà: cosa raccontano i numeri
Nonostante i progressi tecnologici e sociali, la paura resta radicata soprattutto grazie a immagini forti ereditate dal passato: terrorismo, pandemie, truffe. Anche se questi eventi sono rari e spesso ingigantiti dai media. I dati parlano chiaro: secondo l’ISTAT nel 2025 i reati contro turisti sono calati del 9% rispetto all’anno prima. E sul fronte sanitario ci sono segnali concreti, come la mappa aggiornata dei presidi sanitari aperti ai viaggiatori internazionali pubblicata dal ministero della Salute.
“Il mondo fa meno paura quando lo conosci”, commenta Francesca Magni, antropologa culturale dell’Università Bicocca. Per lei – esperta nello studio della percezione del rischio tra i turisti – la risposta sta nella formazione e nella narrazione. “Raccontare le esperienze positive aiuta a costruire fiducia. Non si tratta di ignorare i problemi ma di bilanciarli con informazioni utili”.
Dove cercare informazioni affidabili
C’è chi si affida alle agenzie tradizionali, altri invece scelgono forum o social specializzati. Riccardo Tosi, responsabile customer care per EasyMove Italia, sottolinea l’importanza di incrociare sempre fonti ufficiali come Ambasciate e ASL locali con i feedback dei viaggiatori già tornati a casa. “Le foto scattate alle stazioni o le segnalazioni sui marciapiedi accessibili valgono più di mille brochure”, dice con un sorriso amaro.
Oltre la paura: storie che aprono porte
A chiudere l’incontro è stata una giovane viaggiatrice, Silvia Rocchi, 29 anni. Nel suo diario c’è scritto chiaro: “La maggior parte delle porte resta chiusa finché nessuno prova ad aprirla”. Una frase semplice che ha strappato un applauso spontaneo nella sala.
Il messaggio finale è forte: il mondo è davvero più accessibile della paura che ci fa esitare. Serve curiosità, pazienza e soprattutto saper cercare le informazioni giuste. Non basta fidarsi della prima risposta online; solo così il viaggio può diventare davvero possibile.