Skill-cation: la nuova tendenza delle vacanze per imparare viaggiando tra Marocco e Toscana

Giulia Ruberti

16 Maggio 2026

Roma, 16 maggio 2026 – Prendere una pausa dalla propria città, spezzare la monotonia quotidiana e scoprire volti nuovi: è questa la scelta di molti italiani che partono alla ricerca di qualcosa in più di una semplice vacanza. La preferenza? Spiccatamente per destinazioni di sole e mare. Ma cosa si cerca davvero in un viaggio che promette anche un po’ di apprendimento? È il dubbio che accompagna chi parte da Roma Termini alle 7.15 diretto verso sud o chi si affida a un volo per Marrakech o a un treno che taglia la Toscana.

Vacanze: relax sì, ma anche esperienze vere

Oggi chi viaggia – dai giovani studenti alle famiglie fino ai professionisti – lo fa soprattutto per spezzare il ritmo serrato della vita quotidiana. Lo conferma una recente indagine dell’Osservatorio Turismo Italiano. “Imparare con leggerezza”, racconta Elisa, 34 anni, mentre sorseggia un caffè in Piazza del Campo a Siena: “Ho scelto il Marocco perché volevo vedere un modo diverso di vivere. Ma la vera sorpresa è stata incontrare persone che mai avrei immaginato”.

Non è solo prendere il sole dunque. C’è chi si cimenta nel preparare il cous cous a Essaouira, chi si gode una cena toscana in una trattoria di Volterra, chi impara qualche parola nuova chiacchierando con compagni di viaggio incontrati sul posto. Detto questo, più della metà degli intervistati sul portale Italia in Viaggio ammette che la scelta del mare serve soprattutto per “disconnettersi”, più che per vere esperienze formative.

Marocco e Toscana: mete preferite dagli italiani

Due destinazioni continuano a farla da padrone: Marocco e Toscana. “Il Marocco attira chi cerca un’esotica vicinanza”, spiega Paola Sanna, agente di viaggio nel cuore di Milano. “La Toscana resta un classico intramontabile, specie d’estate, grazie a cultura, cucina e quei borghi dove sembra davvero che il tempo si sia fermato”.

I numeri dell’Associazione Nazionale Agenzie Viaggio parlano chiaro: negli ultimi dodici mesi gli italiani diretti in Marocco sono aumentati del 18%, con Marrakech e le coste di Agadir tra le mete più gettonate. Per la Toscana c’è un doppio flusso: rientrano gli stranieri e cresce l’interesse interno, soprattutto per soggiorni brevi da tre a cinque giorni.

Cosa si impara davvero viaggiando?

E quando si torna a casa? Le risposte sono varie. Andrea, 41 anni, impiegato torinese incontrato a Rabat racconta come una vacanza fuori stagione ti insegni “a rallentare”. Chiara, studentessa pisana, parla invece di “amicizie nate parlando con gente da ogni parte del mondo”. In generale cresce il desiderio di esperienze concrete: lezioni di cucina locale, visite guidate ai mercati tipici, escursioni accompagnate da guide del posto.

Secondo l’Osservatorio Turistico Regionale toscano ben il 62% dei viaggiatori ha partecipato ad almeno un’attività culturale o pratica durante il soggiorno: dalla raccolta delle olive nei poderi del Chianti ai workshop artigianali nelle botteghe fiorentine.

Mare e sole restano la priorità numero uno

Ma nonostante l’interesse per l’apprendimento, la voglia di mare e relax è ancora ciò che spinge maggiormente alla partenza. Lo ammette Francesco, avvocato romano in fila all’imbarco per Djerba: “Il mio obiettivo principale è staccare davvero. Se poi torno con qualche ricordo nuovo o un amico in più… meglio ancora”. Un sentimento comune a molti viaggiatori: imparare sì, ma senza sentirsi sotto esame.

L’ultimo rapporto ENIT conferma che quasi sette italiani su dieci scelgono località balneari per le vacanze estive. Tra queste spiccano le coste della Toscana (da Viareggio all’Argentario), insieme a Sicilia e Puglia; mentre il Marocco resta meta estera preferita da chi vuole mixare mare e cultura.

Viaggiare per cambiare sguardo sul mondo

Dalle parole raccolte tra aeroporti e stazioni emerge un filo conduttore: viaggiare serve prima di tutto a cambiare prospettiva. Non solo foto perfette o souvenir da mettere in valigia. Marta, 27 anni insegnante precaria racconta: “Vedere come si vive altrove fa bene al cuore. Ci sono piccole cose che ti restano dentro più di qualsiasi lezione formale”.

Una sensazione condivisa anche dagli addetti ai lavori del turismo: si parte per riposarsi ma sempre più spesso si torna arricchiti da incontri casuali o abitudini diverse. Un modo nuovo di imparare? Forse sì – se poi ci sono il sole e quel profumo di mare che ti accompagna anche dopo il viaggio.

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