Roma, 16 maggio 2026 – Quest’estate gli italiani non lasceranno a casa i loro animali. Secondo l’Osservatorio nazionale turismo, chi partirà con un pet trascorrerà in media 12,1 notti fuori casa, spendendo circa 22,20 euro in più al giorno rispetto a chi viaggia da solo. È ormai chiaro: per molte famiglie il cane o il gatto sono parte integrante del viaggio. A metà maggio, le prenotazioni per giugno, luglio e agosto già dimostrano che la presenza degli animali è un fattore determinante.
Viaggiare con gli animali: boom nel 2026
I dati raccolti da Federalberghi e rilanciati da Enpa raccontano che quasi un italiano su tre porterà con sé il proprio cane o gatto durante le vacanze. Un numero in crescita: rispetto al 2022, la quota è salita dal 27 al 31 per cento. Tra le destinazioni più gettonate spiccano la Riviera romagnola, il Salento e il Lago di Garda. Qui alberghi e case vacanza hanno ampliato i servizi “pet friendly”. Antonella Bianchi dell’associazione albergatori di Rimini conferma: “Riceviamo molte richieste anticipando: soprattutto se possiamo ospitare animali di taglia media o grande”.
I 22 euro e spiccioli in più al giorno si spiegano con i costi extra per pulizie, kit di benvenuto dedicati agli animali, accesso a spiagge riservate e menù speciali nei ristoranti. “Le famiglie oggi guardano proprio a questi dettagli – spiega Bianchi – non basta più accettare un cane in camera”.
Non mancano ostacoli: regole troppo rigide e strutture non sempre accoglienti
Il viaggio con l’animale però non è sempre semplice. Altroconsumo ha registrato che nel 2025 oltre il 45% degli intervistati ha incontrato almeno una limitazione legata al proprio pet durante la vacanza. Spesso servono museruola o trasportino anche per cani piccolissimi nelle stazioni ferroviarie, spiagge vietate nelle ore più calde soprattutto sulle coste adriatiche, hotel che accettano animali solo fino a un certo peso.
Piera Rosati della Lega Nazionale Difesa del Cane sottolinea: “Serve una svolta culturale e normativa seria”. Molte strutture impongono regole rigide o costi poco chiari, rischiando così di far desistere alcuni proprietari dall’organizzare la vacanza. Non va meglio sul trasporto pubblico: diversi treni regionali mantengono tariffe extra e restrizioni che complicano la mobilità delle famiglie con animali.
Estate 2026: più servizi dedicati e prenotazioni in aumento
Per rispondere a queste difficoltà, molti operatori turistici hanno puntato su servizi pensati apposta per chi viaggia con pet. Secondo Assoturismo, il 18% delle nuove strutture offre aree gioco per cani, pet-sitting o accordi con veterinari locali. Nei campeggi e agriturismi si trovano piscine dedicate agli animali e percorsi natura dove cani e gatti possono muoversi liberamente. A Milano Marittima e Jesolo alcuni stabilimenti balneari hanno aperto vere “dog beach”, complete di doccette, recinzioni e ciotole d’acqua gratuite.
Paolo Mazzoni, gestore di uno stabilimento sul lago di Garda, non ha dubbi: “Rispetto a cinque anni fa le prenotazioni estive sono raddoppiate grazie all’accoglienza pet friendly”. Anche l’impatto economico è importante: secondo la Confederazione degli Esercenti Alberghieri il giro d’affari legato alle vacanze con animali toccherà quest’anno quasi i 950 milioni di euro.
Il turismo italiano cambia volto grazie ai pet
Dietro questo boom c’è un cambio profondo nelle abitudini degli italiani. I pet sono ormai una presenza fissa non solo nelle grandi città come Roma o Torino ma anche nei piccoli centri turistici. E condizionano sempre più le scelte delle famiglie: “Oggi contano non solo la qualità della struttura ma anche cosa offre ai nostri amici a quattro zampe – osserva Silvia Maggi, consulente turistica – Solo così si decide dove prenotare”.
Resta però molta strada da fare: permangono disuguaglianze tra nord e sud su spiagge libere accessibili e mezzi pubblici adeguati. La “vacanza con il proprio pet” continuerà a crescere ma sarà davvero sostenibile solo se accompagnata da regole più semplici e una rete capillare di servizi su tutto il territorio nazionale.