Roma, 15 maggio 2026 – Sabato 16 e domenica 17 maggio, circa 30 “archivi di pietra” spalancheranno le loro porte in 18 Regioni italiane, regalando un’occasione poco comune: entrare nelle storie custodite da biblioteche, monasteri, castelli e conventi che di solito restano lontani dai classici percorsi turistici. È la ventisettesima edizione di questa manifestazione, un evento che, anno dopo anno, ha trasformato la semplice curiosità per il passato in un appuntamento ormai fisso per tanti italiani.
Un viaggio negli archivi nascosti d’Italia
Chi organizza l’evento racconta che il percorso si estenderà da Trento a Siracusa, passando per borghi, città grandi e piccoli centri spesso dimenticati dalle guide turistiche. “Quest’anno vogliamo portare il pubblico esattamente dove di solito nessuno arriva: nei depositi delle abbazie, nei sotterranei delle rocche, tra scaffali pieni di codici e mappe”, ha spiegato Caterina Rinaldi, voce ufficiale della manifestazione.
Il calendario delle visite è studiato con cura. In molti siti l’ingresso sarà possibile solo in fasce orarie precise – sabato pomeriggio dalle 15 alle 19 e domenica mattina dalle 10 alle 13 – per ragioni organizzative e di sicurezza. Gli organizzatori suggeriscono di prenotare online; tuttavia, in certi luoghi si potrà entrare fino al raggiungimento del limite massimo di visitatori.
Biblioteche, abbazie e castelli: le tappe da non perdere
Tra i luoghi simbolo di questa edizione ci sono la storica Biblioteca Malatestiana di Cesena, il Monastero di Torba a Gornate Olona (Varese), la suggestiva Certosa di San Martino a Napoli e il maestoso Castello Normanno-Svevo di Bari. Solo in questi siti si prevedono oltre mille visitatori nel weekend, secondo quanto comunicato dagli organizzatori.
Non mancano poi realtà più piccole ma altrettanto preziose, come l’Archivio storico di Montalbano Elicona, sui monti Nebrodi, dove saranno esposti documenti settecenteschi mai mostrati prima al pubblico. In Emilia-Romagna, invece, il convento di San Giovanni Evangelista a Parma ospiterà una mostra dedicata ai libri corali miniati del XV secolo.
Un patrimonio da salvare: cifre e testimonianze
Secondo l’ultimo censimento dell’Associazione nazionale archivi di pietra, in Italia ci sono oltre 600 biblioteche storiche, archivi ecclesiastici e fondi antichi conservati in edifici monumentali. Di questi però solo pochi aprono regolarmente al pubblico: “La maggior parte resta chiusa per problemi legati alla conservazione o alla mancanza di personale”, spiega Francesca Ricci, responsabile della sezione studi. Eppure proprio questi spazi contengono manoscritti medievali, registri catastali risalenti all’Unità d’Italia e lettere inedite firmate da artisti e uomini politici.
Nelle passate edizioni sono stati più di 40 mila i visitatori complessivi; quest’anno – con la fine delle restrizioni sanitarie – si punta a una crescita sensibile. “C’è una voglia forte di riavvicinarsi alla memoria collettiva – aggiunge Ricci – la gente vuole capire dove nascono davvero le storie”.
Tra passato e futuro: esperienze dal vivo e novità digitali
In alcuni luoghi si potranno consultare i documenti digitalizzati grazie a schermi interattivi. A Venezia, per esempio, sarà possibile sfogliare virtualmente l’inventario delle lettere commerciali settecentesche conservate nel convento dei Frari. “In questo modo si protegge l’originale e allo stesso tempo si amplia l’accesso al materiale”, spiegano i volontari che accompagneranno le visite.
Durante i tour non mancheranno momenti speciali: brevi letture dal vivo e performance musicali curate dagli studenti dei conservatori locali. Un modo per far vivere ambienti spesso freddi e silenziosi come gli archivi di pietra, coinvolgendo anche i più giovani.
Come partecipare: info pratiche
Per scoprire tutti i siti aperti e come accedervi – alcune visite sono gratuite mentre altre richiedono un piccolo contributo – basta consultare il sito ufficiale: www.archividipietra.it. Qui vengono pubblicate tutte le novità sulle aperture straordinarie e gli orari aggiornati.
Il consiglio degli organizzatori è chiaro: muoversi con anticipo perché “ogni anno i posti finiscono in fretta”. Un’occasione preziosa per riscoprire quel patrimonio nascosto d’Italia fatto di mura antiche e tesori poco conosciuti.