Prix Versailles 2026: gli hotel più belli del mondo premiati dall’UNESCO, l’Italia protagonista

Giulia Ruberti

14 Maggio 2026

Milano, 14 maggio 2026 – Il Prix Versailles ogni anno premia le architetture più sorprendenti del pianeta e per l’edizione 2026 l’Italia ha un motivo in più per sorridere: tra i 16 hotel più belli scelti dalla giuria internazionale c’è infatti una struttura italiana. La notizia è arrivata ieri sera da Parigi, dove all’Unesco si è svolta la cerimonia che come sempre mette sotto i riflettori progetti capaci di coniugare estetica, funzionalità e sostenibilità.

Un premio che va oltre la semplice bellezza

Il Prix Versailles, nato nel 2015, punta a far vedere l’architettura contemporanea da un punto di vista più ampio. Non si guarda solo a quanto è bello un edificio: conta anche l’uso di materiali innovativi, il modo in cui si inserisce nella città e come riesce a creare spazi che migliorano la vita delle persone. “Non parliamo solo di edifici, ma di luoghi che cambiano il nostro modo di vivere e pensare la città”, ha detto François de Mazières, presidente della giuria.

Per il 2026, una giuria formata da architetti, designer e figure culturali da tutto il mondo ha valutato centinaia di progetti. I criteri? Un mix tra modernità e rispetto della tradizione locale, attenzione all’ambiente e capacità di dialogare con il territorio. Ed è proprio qui che entra in gioco il successo italiano.

L’Italia brilla con uno dei 16 hotel più belli del 2026

Gli organizzatori hanno annunciato che a portare alto il nome dell’Italia è stato il Rosewood Roma, aperto lo scorso autunno nel cuore della Capitale, a pochi passi da Piazza di Spagna. Il progetto ha preso vita dal restauro di Palazzo Donarelli, un edificio dell’Ottocento tornato a splendere dopo tre anni di lavori firmati dallo studio milanese Citterio-Viel & Partners.

Non sono solo camere e suite: ci sono spazi aperti alla città come una hall pensata come una piazza coperta, un ristorante panoramico sulla terrazza – aperto sia agli ospiti sia ai romani – e una spa al piano nobile realizzata con materiali naturali italiani. “Volevamo restituire alla città un luogo d’incontro e cultura, non solo una meta per turisti”, ha spiegato l’architetto Antonio Citterio. Per la giuria del Prix Versailles questo progetto è un esempio concreto di come l’ospitalità possa integrarsi con la storia e la vita sociale della città.

Il panorama internazionale: chi sono gli altri premiati

Accanto al Rosewood Roma, i 16 hotel premiati dal Prix Versailles 2026 si trovano sparsi in tutto il mondo. Ci sono nomi come il Capella Hanoi in Vietnam, l’Aman New York, il Ksar Resort di Marrakech e il Kimpton Maa-Lai a Bangkok. Sono strutture molto diverse per stile, dimensioni e filosofia d’accoglienza, ma tutte condividono la stessa visione: comfort unito al rispetto dell’ambiente.

Il premio non riguarda solo gli hotel: in questa edizione sono stati celebrati anche aeroporti, stazioni ferroviarie e negozi iconici. La cerimonia parigina si è tenuta come sempre nell’auditorium dell’Unesco su avenue de Suffren, davanti a un pubblico fatto di architetti, urbanisti e rappresentanti istituzionali. “Vogliamo far capire – ha sottolineato De Mazières – che ogni progetto può contribuire a rendere il mondo più bello e vivibile”.

L’Italia reagisce: soddisfazione tra operatori e istituzioni

In Italia la notizia non è passata inosservata nel settore dell’ospitalità. Federalberghi ha parlato di “un riconoscimento importante in un momento delicato per il turismo”. Il Ministero della Cultura invece ha voluto evidenziare l’importanza dell’intervento sul patrimonio edilizio esistente: “Questi progetti dimostrano che innovazione e tutela possono camminare insieme”, ha commentato un funzionario della Direzione generale Architettura.

Davanti al Rosewood Roma ieri qualcuno si è fermato a guardare l’ingresso dopo l’annuncio. Un turista tedesco ha detto: “Non sapevo fosse così nuovo. Qui si respira qualcosa di speciale”. All’interno dell’hotel nessuna festa ufficiale ma – raccontano i dipendenti – “un grande orgoglio per essere stati scelti”.

Il futuro dell’ospitalità secondo il Prix Versailles

L’attenzione del Prix Versailles verso progetti capaci di cambiare davvero le città sembra destinata a crescere ancora nei prossimi anni. La sfida adesso sarà mantenere standard alti sia sul piano estetico sia su quello ambientale. Per le città italiane – Roma soprattutto – questo premio appena vinto rappresenta uno stimolo forte a puntare ancora più sulla qualità architettonica anche fuori dai circuiti turistici più battuti.

E così mentre a Parigi già si pensa all’edizione successiva del premio, il Rosewood Roma può vantarsi oggi del titolo di uno dei 16 hotel più belli al mondo secondo il Prix Versailles 2026. Un segnale piccolo ma chiaro: l’architettura italiana resta una voce autorevole sulla scena internazionale.

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