Roma, 14 maggio 2026 – L’Italia si prepara a un anno da record nel turismo: secondo le ultime stime del centro studi Demoskopika, nel 2026 si supereranno i 141 milioni di arrivi e sfioreranno i 479 milioni di presenze. Il presidente Raffaele Rio ha diffuso oggi questi dati, che indicano un aumento rispetto al 2025 del 2,1% negli arrivi e dello 0,4% nelle presenze, segnando un passo avanti per tutto il settore.
Numeri in crescita per il turismo italiano
Demoskopika, istituto indipendente con sede a Cosenza, vede in questi numeri la conferma della forza e della ripresa del turismo nel nostro Paese. “Siamo quasi tornati ai livelli pre-pandemia e alcune regioni li hanno già superati”, ha spiegato Rio durante la conferenza stampa alla Camera di Commercio di Roma. La stima nasce dall’analisi incrociata dei dati Istat, Enit e degli osservatori regionali aggiornati al primo trimestre.
A spingere il trend sono soprattutto i turisti stranieri. I visitatori internazionali provenienti da Germania, Stati Uniti, Francia e Regno Unito stanno riempendo non solo le città d’arte ma anche le coste e i borghi meno conosciuti. “Il segmento extra-europeo sta diventando sempre più importante”, ha aggiunto Rio.
La distribuzione regionale e le destinazioni preferite
I flussi si concentrano soprattutto su Veneto, Lazio, Toscana e Lombardia, regioni che guidano sia negli arrivi che nelle presenze. Venezia, Roma, Firenze e Milano restano mete top per milioni di turisti. Ma non mancano le sorprese: il Sud Italia cresce più della media grazie ai nuovi voli e a una promozione più mirata delle località come Polignano a Mare, Taormina e la Costiera Amalfitana.
Anche i piccoli centri stanno beneficiando di questo cambiamento. “Le richieste aumentano nelle zone interne e nei parchi nazionali”, segnalano gli esperti di Demoskopika. È il segno che gli italiani (e non solo) stanno puntando sempre più sul turismo lento, sulle camminate in natura e sulle vacanze green.
Il valore economico del comparto
L’aumento degli arrivi e delle presenze porta nuova linfa all’economia turistica italiana: Demoskopika prevede che nel 2026 il settore possa generare più di 104 miliardi di euro tra impatti diretti e indiretti. Gli operatori mostrano prudente ottimismo: “Potrebbe essere una stagione molto positiva se la situazione internazionale resta stabile”, commenta Riccardo Nencini, presidente di Federalberghi Toscana.
Le prenotazioni online parlano chiaro: la domanda per l’estate è alta. Gli hotel di fascia alta registrano occupazioni oltre l’85% a giugno e luglio. Le strutture extra-alberghiere puntano invece su formule più flessibili con pacchetti su misura.
Sfide e criticità sul territorio
Non tutto però procede senza intoppi. Demoskopika mette in luce alcune difficoltà: pressione crescente sulle grandi città con rischio overtourism, problemi nei collegamenti ferroviari verso il Sud e carenza cronica di personale qualificato nell’accoglienza. Questi problemi si sono visti anche nei ponti primaverili. “Serve una strategia nazionale chiara sulla formazione”, sottolinea Elena Petrosino, assessora al turismo di Napoli.
Gli operatori lanciano poi l’allarme sui costi: l’inflazione ha fatto salire prezzi medi di camere e servizi, rischiando di allontanare alcuni turisti verso mete meno care. “Non chiudiamo stanze per mancanza di richieste ma per carenza di personale”, ammette Luca Bartoli, titolare di un hotel sul lago di Garda.
Prospettive future
Per i prossimi mesi la partita si gioca anche sulla sostenibilità ambientale e sull’innovazione digitale. Le strutture più avanzate investono in servizi smart e soluzioni a basso impatto energetico. “Oggi il turista vuole esperienze autentiche e rispetto per il territorio”, spiegano da Demoskopika. Il 2026 potrebbe davvero essere l’anno della svolta definitiva per il turismo italiano: la sfida è far crescere i numeri senza perdere qualità.
Per ora – dicono dal Ministero del Turismo – la rotta è segnata. Toccherà agli operatori confermare queste aspettative quando l’estate entrerà nel vivo.