Bangkok, 13 maggio 2026 – Le autorità thailandesi hanno deciso: dal 1° giugno torna l’obbligo di visto di ingresso per chi vuole stare in Thailandia più di 30 giorni. Dopo quasi due anni in cui chi proveniva da 93 Paesi, tra cui l’Italia, poteva entrare senza visto per periodi più lunghi, si torna indietro. Il Ministero del Turismo e dello Sport parla di “esigenze di sicurezza e controllo dei flussi”, ma il settore turistico, che si stava rialzando dopo la pandemia, rischia un nuovo colpo.
Ritorna l’obbligo del visto: cosa cambia e perché
La misura era stata varata a luglio 2024 per dare una spinta al turismo post-Covid. Così cittadini italiani, francesi, spagnoli e americani potevano stare in Thailandia fino a 60 giorni senza visto. Da giugno invece cambia tutto: la libera circolazione rimane solo per 30 giorni, poi chi vuole restare deve fare richiesta di visto, come ai tempi pre-pandemia. Il ministro Phiphat Ratchakitprakarn ha firmato il nuovo regolamento domenica, dopo mesi di trattative con diversi enti governativi. “Serve mantenere alti standard di sicurezza e gestire meglio i permessi”, ha detto il portavoce dell’Immigrazione.
Turismo in bilico: le prime reazioni
Nel 2025 sono stati quasi 36 milioni i turisti arrivati nel Paese, un segnale di ripresa rispetto agli anni difficili della pandemia, anche se lontano dai record del 2019. “Era chiaro che il rilancio c’era”, racconta Anna Baldini, direttrice di un tour operator a Roma. “Soprattutto tra luglio e dicembre abbiamo visto una vera impennata nelle richieste per viaggi lunghi: settimane al mare o tour culturali”. Ora però molte agenzie temono disdette per l’estate: “Non tutti vogliono affrontare la trafila burocratica in più”, ammette un rappresentante della Camera di Commercio Italo-Thailandese.
Anche le associazioni degli hotel a Phuket e Chiang Mai sono preoccupate per un calo delle prenotazioni nei mesi caldi. Apichart Srisawat, presidente della Federazione degli albergatori, dice: “Gli operatori locali temono questo ritorno al visto: molti turisti italiani avevano programmato soggiorni da 40-50 giorni”. Ma resta fiducioso: “La Thailandia continua ad avere il suo fascino”.
Nuove regole: cosa serve sapere
Le autorità chiariscono che per i soggiorni brevi non cambierà molto: senza visto si potrà entrare fino a 30 giorni mostrando passaporto e biglietto di ritorno. Chi invece vorrà fermarsi più a lungo dovrà chiedere il visto all’Ambasciata o ai Consolati thailandesi in Italia, presentando documenti che giustifichino il viaggio, conferme alberghiere e prova delle risorse economiche. Il costo? Intorno ai 40 euro, con tempi d’attesa tra i 4 e i 10 giorni lavorativi.
Chi viaggia per lavoro o studio non vedrà cambiamenti: i visti specifici restano come prima. Alcuni operatori segnalano la possibilità di chiedere una proroga direttamente in Thailandia – una strada scelta da molti expat – ma è comunque necessario regolarizzare la posizione entro i primi 30 giorni.
Cosa dicono le autorità italiane
La Farnesina, tramite l’Unità di crisi, ha già aggiornato il sito “Viaggiare Sicuri” con tutte le informazioni sulle nuove regole. “Invitiamo gli italiani a informarsi bene prima della partenza”, avvertono dal Ministero degli Esteri, ricordando che chi resta oltre senza permesso rischia multe o espulsione. L’Ambasciata italiana a Bangkok segnala che negli ultimi mesi sono cresciute le richieste da parte soprattutto di over 60 intenzionati a trascorrere l’inverno in Thailandia. Molti pensionati del Sud avevano già preso affitti lunghi e assicurazioni sanitarie. Ora regna un po’ d’incertezza: “Aspettiamo qualche settimana per capire se la domanda rimarrà stabile”, dice una mediatrice legale del Consolato.
Uno scenario che resta aperto
Nonostante questo ritorno alle restrizioni, le agenzie turistiche guardano al futuro con cauta fiducia. “La Thailandia non perderà il suo richiamo”, sottolinea Baldini. Le autorità thailandesi assicurano che monitoreranno la situazione nei prossimi mesi e sperano in soluzioni più flessibili nel tempo. Nel frattempo sui forum dei viaggiatori cresce la prudenza: meglio muoversi informati per evitare problemi come multe o respingimenti all’ingresso. Un equilibrio delicato resta da trovare tra sicurezza e libertà di movimento.