Misteri Sottomarini a Milano: Al Museo della Scienza Il Toti Diventa la Prima Escape Room Subacquea

Giulia Ruberti

31 Maggio 2026

Milano, 31 maggio 2026 – Dal 29 maggio il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, nel cuore pulsante di Milano, ospita una novità che sta già facendo parlare: la prima escape room mai allestita dentro un vero sottomarino. Si chiama Toti Submarine Escape ed è un mix avvincente di gioco, storia e tecnologia in uno scenario che, dicono gli organizzatori, non ha paragoni.

Un tuffo nei segreti del Toti

Sulla banchina di via San Vittore, sotto l’imponente sagoma del Sommergibile Enrico Toti (S-506), le persone si radunano fin dalle prime ore del mattino. Prenotare è praticamente d’obbligo, confermano dallo staff. Il motivo è semplice: qui si entra davvero nel cuore di un sottomarino autentico, lo stesso che nel 1967 ha iniziato il suo servizio nella Marina Militare Italiana e che oggi rappresenta una delle attrazioni più amate da milanesi e turisti al museo.

Durante il percorso, guidati da indizi e rompicapi, i partecipanti devono ricostruire le tracce di un antico mistero legato al sommergibile. “Non si tratta solo di risolvere enigmi”, spiega Francesco Basso, responsabile delle attività esperienziali, “ma di immergersi nella vita quotidiana dei marinai, tra tubi, paratie strette e compartimenti angusti”.

La prima escape room davvero sott’acqua

L’idea di trasformare il Toti in una escape room era nell’aria da tempo. “Abbiamo voluto far vivere a tutti l’atmosfera della vita sott’acqua”, racconta Basso. Qui non si tratta solo di gioco: la storia vera dell’imbarcazione si intreccia con la sfida. Le squadre sono da 4 a 7 persone e ogni sessione dura circa 75 minuti. Si parte dal compartimento prodiero e si avanza scovando indizi nascosti dietro pannelli, simulazioni di allarmi e codici morse da decifrare.

Il livello? “Da medio a difficile”, commenta un operatore, “ma se serve qualche suggerimento lo diamo volentieri”. L’obiettivo è chiaro: “Chi esce dal sommergibile deve portare con sé qualcosa in più della semplice soluzione del mistero”.

Storia e tecnologia in un’esperienza unica

Ogni dettaglio del Toti Submarine Escape richiama fedelmente la realtà vissuta dall’equipaggio: dalle cuffie originali alle luci soffuse, fino alle paratie che scricchiolano nonostante il restauro e all’odore metallico che sembra ancora fresco. La storia ruota attorno a un evento inventato ma credibile: la misteriosa sparizione di un oggetto durante una missione addestrativa negli anni Settanta. I partecipanti indossano badge con i nomi dei veri marinai, si muovono quasi in punta di piedi tra gli strumenti di bordo cercando indizi nei minimi dettagli.

“Per me è stato come tornare indietro nel tempo”, racconta Alessia Rinaldi, tra i primi a provare l’esperienza. “Si sente la tensione nell’aria anche solo perché le uscite sono vere porte stagne”.

Un successo che parla chiaro

Il progetto nasce dalla collaborazione con una società specializzata in giochi dal vivo e con il prezioso contributo degli ex marinai del Toti, oggi volontari che raccontano direttamente la storia del sommergibile. “Abbiamo voluto rispettare la memoria dell’imbarcazione”, spiega il direttore del museo Fiorenzo Galli, “evitando effetti speciali troppo invadenti e puntando tutto sull’autenticità”.

Il pubblico non ha tardato a rispondere: nelle prime 48 ore oltre 400 persone hanno partecipato alle sessioni inaugurali. Tutti i turni di giugno sono già esauriti. Un segnale forte che dimostra come ci sia voglia di esperienze nuove anche tra chi frequenta spesso i musei.

Come partecipare: orari e costi

L’accesso al Toti Submarine Escape è riservato ai maggiori di 14 anni (per motivi di sicurezza) ed è incluso nel biglietto speciale per la mostra temporanea: 28 euro per gli adulti, 20 euro per gli studenti. Si può entrare dalle 10 alle 19 con turni ogni 90 minuti; è caldamente consigliata la prenotazione online sul sito ufficiale del museo. Fuori dal sommergibile è stato allestito anche un punto ristoro temporaneo con caffè, panini e qualche souvenir a tema navale.

Chi ha già provato questa esperienza parla senza mezzi termini di qualcosa di «fuori dal comune». Ma quello che lascia davvero il segno è il contatto diretto col passato. Come dice Marco, liceale milanese: “Non pensavo che un sottomarino vero potesse ancora far venire i brividi”. Forse proprio qui sta la magia: a Milano la scienza può trasformarsi anche in gioco vero.

Change privacy settings
×