Roma, 20 giugno 2026 – Chi quest’estate pensa di partire con il proprio cane, gatto o furetto deve fare i conti con regole sempre più strette. Le nuove norme europee, entrate in vigore da qualche settimana, prevedono il microchip obbligatorio, un passaporto per animali aggiornato e l’attestazione dei vaccini certificati. Senza questi documenti, avvertono i funzionari del Ministero della Salute, si rischia grosso: gli animali possono essere bloccati alla dogana o addirittura respinti all’ingresso nel paese di destinazione.
Viaggiare con animali nel 2026: le nuove regole da conoscere
Per chi si sposta fuori dall’Italia – sia dentro l’Unione europea che verso altri paesi – è fondamentale dimostrare che il proprio animale è identificato con microchip. Si tratta di un piccolo dispositivo elettronico (grande come un chicco di riso), inserito sotto la pelle dal veterinario, ormai l’unico riconosciuto in Europa. “Abbiamo visto un aumento dei controlli ai valichi, soprattutto in Austria e Francia”, spiega la dottoressa Valeria Ruggeri, veterinaria dell’Asl Roma 1. Se manca il microchip, l’animale può finire in quarantena o essere rispedito indietro.
Oltre al microchip serve il passaporto per animali da compagnia, rilasciato dai servizi veterinari Asl o da veterinari autorizzati. Dentro devono esserci tutte le vaccinazioni fatte e i dati sanitari aggiornati. Il passaporto vale in tutta l’Ue, ma ogni paese può chiedere qualcosa in più: ad esempio, la profilassi contro la rabbia con la vaccinazione fatta almeno 21 giorni prima della partenza.
Le tappe obbligatorie: vaccini e controlli sanitari
Un punto cruciale è la documentazione sui vaccini certificati. In Italia il vaccino antirabbico è obbligatorio per viaggiare all’estero – non solo fuori dall’Ue ma anche, da quest’anno, per chi va in Croazia o Slovenia. “Spesso si dimentica di fare il richiamo – sottolinea Ruggeri – ma i controlli sono severi e le multe non scherzano: si può andare dalla multa alla negazione dell’ingresso”.
In più, alcuni paesi richiedono un certificato di buona salute firmato dal veterinario entro dieci giorni dalla partenza. La Francia, per esempio, lo chiede per cuccioli sotto i tre mesi o animali anziani. “Conviene sempre dare un’occhiata al sito del Ministero degli Esteri o rivolgersi alle Asl”, consiglia Ruggeri.
Rischi e sanzioni: cosa può accadere alle frontiere
Negli ultimi mesi sono cresciuti i casi di viaggiatori bloccati alle dogane perché mancava qualche documento sugli animali domestici. La Polizia di Frontiera di Ventimiglia segnala che tra aprile e maggio ci sono stati “circa 80 casi di cani respinti o trattenuti temporaneamente”, molti provenienti dall’area milanese. Spesso basta una dimenticanza banale: richiamo vaccinale scaduto o passaporto non aggiornato dopo un cambio di proprietario.
“Chi viaggia con animali deve sapere che oggi i controlli sono molto più severi rispetto a qualche anno fa – avverte Pierre Martel, responsabile del confine francese –. Non si rischia solo una multa salata ma anche la quarantena obbligatoria per l’animale o addirittura il divieto d’ingresso”.
Come prepararsi: consigli pratici prima della partenza
Prima di mettersi in viaggio conviene controllare che il microchip sia leggibile (alcuni modelli molto vecchi possono creare problemi), che il passaporto sia aggiornato con tutte le vaccinazioni richieste e che siano pronti i documenti sanitari originali. Il Ministero della Salute consiglia una visita dal veterinario almeno un mese prima della partenza, così da evitare sorprese.
Per chi va fuori dall’Ue – verso Svizzera, Regno Unito o Stati Uniti – le regole cambiano parecchio. Spesso servono esami del sangue aggiuntivi e tempi lunghi tra vaccino e viaggio. “Le norme cambiano spesso; meglio informarsi bene prima”, raccomandano gli esperti dell’Ambulatorio Veterinario Mobile di Milano, specializzato nell’aiutare chi viaggia con gli animali.
In caso di dubbi conviene sempre consultare i siti ufficiali (Ministero della Salute, ambasciate dei paesi destinazione) e portare con sé copie cartacee e digitali dei documenti principali. Solo così si evita il rischio — non raro — di restare fermi al confine senza poter andare avanti insieme al proprio animale.
Le regole ci sono e i controlli aumentano ogni giorno. La vacanza con amici a quattro zampe parte dal veterinario: meglio non dimenticarlo mai.