Estate all’Argentario: il mare più esclusivo tra spiagge segrete, jet set e tesori sommersi

Giulia Ruberti

20 Giugno 2026

Porto Ercole, 20 giugno 2026 – Sull’Isola di Giannutri, appena scorgibile all’orizzonte dalla costa dell’Argentario, sembra che ci siano solo il vento, le colonie di gabbiani reali e qualche delfino di passaggio. E invece, nelle ultime settimane, questo angolo nascosto del Tirreno è tornato a essere tappa fissa per il jet set internazionale. Un’isola rocciosa, lunga poco più di due chilometri, che da sempre alterna la solitudine delle sue scogliere alle visite discrete di chi cerca privacy assoluta: regine, armatori, celebrità e appassionati di immersioni.

Isola di Giannutri: il fascino discreto che conquista il jet set

Chi arriva qui spesso lo fa in barca, soprattutto tra maggio e settembre. L’attracco è al piccolo porticciolo di Cala Spalmatoio: poche case basse con i tetti rossi, una quindicina di abitanti fissi secondo i dati comunali e la natura che sembra inghiottire tutto il resto. “Da qui vedi l’alba e il tramonto sul mare. Di notte c’è quasi sempre buio totale”, racconta Massimo C., pescatore storico dell’isola. Il silenzio è rotto solo dal vento e dalle grida delle berte.

Ma basta poco per notare qualcosa che non torna. Nel weekend una ventina di barche – molte con bandiera straniera – si alternano tra Cala Maestra e le calette più nascoste. Si vocifera che negli ultimi anni sull’isola siano sbarcati membri della casa reale spagnola e volti noti del cinema francese. “La privacy è totale, a volte persino troppa”, spiega un responsabile del servizio traghetti. Niente paparazzi in vista. È proprio questa possibilità di sparire per qualche giorno che attrae.

I ristoranti “giusti”, tra pescato fresco e tavoli vista mare

Qui la scelta per mangiare si conta sulle dita: due locali storici e qualche tavolata privata in terrazza, senza troppi fronzoli. Il più famoso è il Ristorante Da Gino, a due passi dal porto. Qui il menù cambia secondo quello che si pesca ogni giorno: totani ripieni, spaghetti alle vongole, grigliate di ricciola. “Abbiamo clienti che vengono ogni estate da vent’anni”, racconta Alessandra, cameriera da sempre. Sullo sfondo si sente il cuoco che parla con un fornitore sulla terraferma: il pane arriva presto da Orbetello, l’acqua minerale a giorni alterni.

Poco più avanti un piccolo bar con sei tavoli all’ombra serve caffè e granite già dalle nove del mattino. Chi frequenta abitualmente sa bene che qui non c’è carta dei vini; sono i clienti stessi a portare le loro bottiglie locali. Questa semplicità genuina convince anche personaggi famosi a prendersi una pausa lontano dai riflettori. “Qui puoi toglierti le scarpe e restare in costume fino a sera”, confida un imprenditore milanese.

Sotto il mare: relitti, cernie giganti e immersioni “segrete”

Per gli amanti delle immersioni l’isola ha un altro volto – meno evidente ma sempre più ambito. A circa cinquanta metri dalla costa sud-orientale, tra i 30 e i 48 metri di profondità, si trova il relitto Anna Bianca, un mercantile affondato negli anni Settanta ormai rifugio di murene e branchi di barracuda. Secondo le guide sub locali da maggio a ottobre decine di gruppi chiedono di immergersi tra le lamiere coperte da gorgonie.

Ma non finisce qui: lungo le scogliere sotto Punta San Francesco spesso si vedono cernie giganti e tartarughe caretta caretta risalire verso la superficie. I centri diving collaborano con le guide ambientali del Parco dell’Arcipelago Toscano per proteggere queste specie. “È vietato portare via conchiglie o coralli”, ricordano i cartelli all’imbarco – perché la tutela dell’ambiente è una questione molto sentita dagli isolani.

Regole d’accesso rigide e turismo sostenibile: le nuove tendenze

Dal 2024 sull’isola sono entrate in vigore regole più strette per difendersi dal turismo di massa: massimo 300 accessi al giorno (come prevede l’ordinanza comunale), controlli rigorosi agli sbarchi e ticket d’ingresso diversi per chi arriva con barche private. I residenti ne parlano con cautela. “Il rischio è snaturare tutto: va bene il turismo, ma senza affollamento”, riflette Rosanna, commerciante stagionale.

Intanto Giannutri resta una meta per pochi – che siano regine in incognito o semplicemente amanti delle isole minori. E forse è proprio questa sua solitudine ostinata – fatta di silenzi, pesce fresco appena pescato e relitti misteriosi sotto il mare – a renderla ancora oggi così ambita dal jet set internazionale.

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