Oscar del Cicloturismo 2026: Umbria e le Regioni Top dei Migliori Percorsi Lenti in Italia

Giulia Ruberti

21 Giugno 2026

Sanremo, 21 giugno 2026 – Ieri sera, sul palco dell’Ariston a Sanremo, sono stati assegnati gli Oscar del cicloturismo 2026. A trionfare è stata l’Umbria, che ha scalzato dalla vetta Puglia, Piemonte e Lazio. Un successo che gli organizzatori spiegano con “l’investimento sulle piste ciclabili e la qualità dell’offerta territoriale”. In platea, tra operatori, amministratori e appassionati delle due ruote, l’atmosfera era carica di entusiasmo a pochi passi dal mare.

L’Umbria conquista il podio

“Un premio che ci spinge a fare ancora meglio”, ha commentato con un sorriso Paola Agabiti, assessore al turismo della Regione Umbria, mentre stringeva la targa dorata. La giuria, composta da esperti e giornalisti, ha voluto premiare la regione per le infrastrutture curate – su tutte la Greenway del Tevere e i sentieri della Valle Umbra – ma anche per l’accoglienza riservata ai ciclisti: oltre 120 strutture bike friendly censite in un anno raccontano di un territorio pronto ad accogliere.

Il premio arriva dopo mesi di lavoro sul campo: dai nuovi percorsi alla segnaletica aggiornata fino ai progetti nelle scuole. “Non è stato un caso”, ha confidato un tecnico regionale subito dopo il verdetto. “Abbiamo ascoltato i cicloturisti e puntato su servizi concreti: punti di assistenza, mappe digitali, fontanelle e rastrelliere nei borghi”.

Puglia, Piemonte e Lazio inseguono

Dietro l’Umbria, la Puglia si piazza seconda grazie al percorso costiero tra Otranto e Santa Maria di Leuca, dove la ciclovia dei due mari richiama ogni anno migliaia di appassionati. L’assessore Massimo Bray sottolinea gli sforzi per mettere in sicurezza i tratti più esposti: “Abbiamo aumentato del 30% i chilometri di pista protetta”. Ma il vero obiettivo rimane “collegare le piste urbane con quelle extraurbane”.

Sul terzo gradino del podio c’è il Piemonte, grazie alle colline delle Langhe e dell’Astigiano. Quarta posizione per il Lazio, con una menzione speciale per l’anello della Via Appia Antica e la mobilità slow attorno ai laghi di Bracciano e Bolsena.

Un settore in crescita: dati e numeri

Durante la serata – organizzata dall’associazione Italian Greenways – sono stati presentati i numeri che fotografano un settore in forte espansione. Il cicloturismo in Italia vale oltre 2 miliardi di euro all’anno e coinvolge più di 5 milioni di visitatori, italiani e stranieri. Rispetto al 2025 c’è stato un +8%, segno di una tendenza in crescita che trasforma borghi e zone interne in mete sempre più amate.

“A cambiare sono i bisogni dei turisti”, ha spiegato il presidente Roberto Bruni. “Si cerca autenticità: piccoli alberghi, paesi fuori mano, pedalate senza fretta. Le regioni che vincono sanno ascoltare questi viaggiatori nuovi”.

Nel foyer si sono incrociate tante storie diverse: una famiglia olandese che ha pedalato lungo la ciclovia delle Valli Umbre; ragazzi torinesi partiti in notturna lungo il Tanaro; anziani romani che ogni weekend salgono in bici tra Ostia e il centro città.

I progetti futuri e le sfide ancora aperte

Tra le priorità emerse ora c’è la manutenzione delle piste già esistenti, il collegamento fra percorsi regionali e nazionali, l’accessibilità per chi ha disabilità. “Il rischio è vedere tratti isolati ovunque”, avverte l’urbanista Elisa De Rosa del Politecnico di Torino. “Solo una regia nazionale può evitare sprechi o duplicazioni”.

Intanto si guarda già alla prossima edizione degli Oscar, fissata a giugno 2027 a Trento. L’Umbria punta a 50 chilometri nuovi tra Terni e Orvieto entro fine anno. La Puglia parte con i lavori per collegare Lecce a Gallipoli su sede protetta. Il Piemonte scommette sulle ciclovie enogastronomiche coinvolgendo produttori locali.

Quando si sono spenti i riflettori nell’Ariston, gli assessori hanno salutato in fretta – una stretta di mano, qualche foto con la targa –, ma l’atmosfera restava carica di speranza: “La vera sfida è convincere chi ancora non ci crede che il cicloturismo può cambiare i territori”. Guardando alla mappa delle reti ciclabili che cresce ogni anno, qualcuno quella sfida l’ha già raccolta sul serio.

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