Roma, 25 giugno 2026 – Questa mattina all’aeroporto di Fiumicino si è acceso il confronto tra il nuovo sistema di ingresso Schengen e i passeggeri extra Ue. A confermarlo è stato Marco Troncone, amministratore delegato di Aeroporti di Roma, durante la conferenza stampa delle 10.30 nella sala arrivi del Terminal 3. Le nuove procedure di controllo documentale, obbligatorie per legge, stanno già causando code e ritardi ben più lunghi del previsto.
Code ai controlli: i primi effetti del nuovo sistema Schengen
Secondo Troncone, il sistema – entrato in funzione oggi per tutti i cittadini non comunitari che sbarcano nell’area Schengen – richiede la scansione elettronica del passaporto e la registrazione biometrica di ogni viaggiatore. “In teoria dovrebbe velocizzare tutto,” ha ammesso, “ma stamattina abbiamo già contato attese oltre i quaranta minuti”. Dalle testimonianze raccolte sul posto, passeggeri provenienti da Doha, New York e Abu Dhabi hanno raccontato di essere rimasti bloccati quasi un’ora ai varchi, sotto gli occhi attenti della Polizia di Frontiera.
Il manager non ha nascosto le preoccupazioni: “Con i voli intercontinentali del pomeriggio temiamo un peggioramento. Abbiamo messo a disposizione rinforzi e personale extra”. Alle 9.45 la sala arrivi internazionale era un via vai continuo: trolley impilati, famiglie in fila e un gruppo di ragazzi con magliette della Summer School di Cambridge cercava informazioni senza riuscire a ottenerle.
Le nuove regole europee e l’impatto operativo
Il nuovo Entry/Exit System (EES), introdotto dalla Commissione UE, obbliga a tracciare ogni ingresso nell’area Schengen tramite lettura digitale dei documenti e raccolta delle impronte digitali. Un modo per aumentare la sicurezza e tenere sotto controllo chi arriva da paesi extra Ue, ma che sta mettendo a dura prova scali grandi come Fiumicino.
“L’obiettivo è migliorare i controlli,” ha spiegato Troncone, “ma non possiamo ignorare che rischiamo rallentamenti importanti”. La società che gestisce l’aeroporto è in costante contatto con Ministero dell’Interno e Polizia di Stato per tenere d’occhio la situazione, ma “le tempistiche imposte dal regolamento UE non hanno lasciato spazio ai test sul campo”.
Già ieri sera le autorità avevano invitato i passeggeri extra Ue ad arrivare con largo anticipo. Però – raccontano alcuni dipendenti Adr incontrati all’ingresso del Terminal 1 alle 7.20 – “molti arrivano ancora senza sapere nulla delle novità. Spiegare tutto mentre si formano le code è davvero complicato”.
Le reazioni dei passeggeri: tra disagi e incertezza
Chi è partito oggi parla di confusione e disorientamento. Ahmed, 37 anni, tornava da Casablanca per lavoro: “Mi sono trovato davanti a un macchinario nuovo. Ho chiesto aiuto a una hostess, ma sembrava anche lei poco preparata”. Simile il racconto di Ruth, 26 anni, studentessa israeliana: “Ho perso la coincidenza per Milano. Nessuno mi aveva detto che avrei dovuto aspettare così tanto”.
In un angolo del terminal c’era una famiglia brasiliana con le valigie accatastate: il padre mostrava il biglietto all’assistente Adr cercando risposte; la madre cercava di calmare un bimbo impaziente con l’acqua. Scene come questa si sono viste in più punti: gente che tentava di collegarsi al wi-fi per avvisare parenti o fissava il display voli con aria preoccupata.
Prospettive per i prossimi giorni
Secondo Adr, le difficoltà potrebbero ridursi nei prossimi giorni “se ci sarà collaborazione tra personale aeroportuale e forze dell’ordine”, ma restano timori concreti sui picchi del fine settimana e dell’estate. “Non escludiamo attese anche più lunghe in certi orari”, ha sottolineato Troncone.
Sul sito ufficiale dell’aeroporto appare già da stamattina l’avviso: “Presentarsi almeno tre ore prima” per chi arriva da paesi extra Ue. La polizia invita alla calma: “Stiamo facendo tutto il possibile”, ha detto un funzionario poco dopo le 11 al varco 5. Solo allora qualcuno ha iniziato a tirare un sospiro.
Mentre questa nuova fase dei controlli prende forma davanti agli occhi dei viaggiatori, resta da vedere se la macchina organizzativa reggerà l’urto nei prossimi giorni. Per ora, nel più grande scalo italiano l’unica certezza è l’attesa nei corridoi.