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Spighe Verdi 2026: 97 Borghi e Comuni Italiani Premiati per la Sostenibilità, Ecco l’Elenco Completo Regione per Regione

Giulia Ruberti by Giulia Ruberti
25 Giugno 2026
in Destinazioni
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Destinazioni

Roma, 25 giugno 2026 – Sono 97 i comuni italiani che da oggi possono vantare la bandiera delle Spighe Verdi 2026, dieci in più rispetto allo scorso anno. Il premio, assegnato dalla FEE (Foundation for Environmental Education), celebra quei territori che si sono distinti per uno sviluppo rurale sostenibile. La cerimonia di consegna si è svolta stamattina nella sede di Confagricoltura, a Roma, in Corso Vittorio Emanuele II, con sindaci e amministratori arrivati da ogni angolo d’Italia.

Spighe Verdi, premiati 97 comuni: chi entra e perché

Tra le novità di quest’anno spiccano realtà sparse da Nord a Sud, come i piccoli comuni di Castagnole delle Lanze (Asti), Grottaminarda (Avellino), Montescaglioso (Matera) e Orte (Viterbo). Un allargamento che, come sottolineano i rappresentanti FEE, dimostra quanto le amministrazioni locali stiano mettendo al centro una gestione del territorio più responsabile: dalla tutela delle risorse idriche fino alla promozione di filiere agricole più sostenibili. «Qui l’agricoltura non è solo produzione: è cura dell’ambiente e sviluppo sociale», ha detto Claudio Mazza, presidente di FEE Italia, nel suo discorso inaugurale.

Il programma “Spighe Verdi”, attivo dal 2015, prende in considerazione diversi aspetti: dalla gestione del suolo alla qualità delle acque, dall’attenzione al paesaggio fino alle iniziative di educazione ambientale. Prima dell’assegnazione vera e propria, vengono controllati dati e documenti — spesso raccolti direttamente dagli enti locali durante l’anno. Quest’anno il giudizio è stato più rigoroso del solito; eppure quasi cento comuni hanno raggiunto il traguardo.

Ruralità sostenibile e ritorno alla terra

Il focus resta sulle buone pratiche messe in campo nei piccoli centri agricoli. Nel 2026 sono stati premiati soprattutto i territori che hanno investito in energie rinnovabili — come i pannelli fotovoltaici installati nei vigneti di Barolo e Monforte d’Alba — oltre al recupero delle acque piovane e alla tutela delle specie autoctone. A Cisternino (Brindisi), dove la bandiera arriva per la quarta volta consecutiva, il sindaco Luca Convertini racconta: «Tutti i bambini delle scuole partecipano a progetti sul rispetto della biodiversità. Qui non è solo un’etichetta».

Altri numeri interessanti: oltre il 75% dei comuni premiati nel 2026 ha superato l’80% nella raccolta differenziata; molti organizzano almeno un’iniziativa all’anno per valorizzare prodotti tipici — dal grano Senatore Cappelli alle ciliegie ferrovia. Un trend che intercetta anche i flussi turistici: diversi sindaci ammettono che la bandiera verde ormai è diventata un vero e proprio biglietto da visita, non solo per chi abita sul posto ma anche per chi arriva da fuori.

La mappa delle Spighe Verdi: regioni protagoniste

Dal punto di vista geografico emergono regioni come Toscana, Piemonte e Puglia in testa alla classifica. La Toscana conferma ben 16 comuni premiati; il Piemonte ne conta 14; mentre la Puglia arriva a 12. Tra le province più ricche di riconoscimenti spiccano Siena, Asti e Lecce. In Calabria fa la sua prima comparsa Roseto Capo Spulico (Cosenza), mentre nelle Marche torna tra i premiati Morro d’Alba.

Non mancano piccoli centri che puntano a coniugare tradizione e innovazione. A Greve in Chianti (Firenze), l’assessora all’ambiente Francesca Sani racconta: «Abbiamo recuperato antiche terrazze vitate usando tecniche moderne per l’irrigazione». Un lavoro quotidiano — sottolineano gli esperti — che passa anche dalla collaborazione fra cittadini, agricoltori e scuole.

Cosa significa essere “Spiga Verde” oggi

Essere “Spiga Verde” non vuol dire solo issare una bandiera in piazza. Per tanti amministratori — come confida il sindaco di Castellaneta (Taranto) — rappresenta soprattutto «un modo per far capire che qui la terra viene curata ogni giorno». Il programma FEE offre anche formazione e consulenza ai comuni vincitori; un supporto prezioso che spesso porta a nuove iniziative sul territorio. «Abbiamo avviato orti urbani e nuovi sentieri nel bosco», racconta Marco Rinaldi da Castiglione d’Orcia (Siena).

Difficile misurare con precisione l’impatto sulla qualità della vita o sull’economia locale ma quel che è certo è una consapevolezza ambientale crescente nelle zone rurali italiane. E non è poco: in molte aree interne la Spiga Verde è ormai un punto di riferimento per chi vuole restare o tornare a vivere lontano dalla città.

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