Bologna, 11 luglio 2026 – Weekend a rischio maltempo sull’Italia, con temperature che giocano a sali e scendi e nuovi picchi di caldo attesi già dalla prossima settimana. Questa mattina la Protezione Civile ha lanciato un allarme dopo le piogge sparse e i rovesci che nelle ultime ore hanno bagnato il Nord e parte del Centro. Ma la vera emergenza resta l’acqua: il fiume Po, dicono i dati dell’Autorità di bacino, ha portata sufficiente solo per i prossimi 10 giorni.
Piogge a singhiozzo, ma l’anticiclone non molla
Tra venerdì e domenica, secondo le previsioni dell’Aeronautica Militare, molte province vivranno giornate a metà tra schiarite e rovesci veloci. Ancora una volta è il Nord-Est la zona più colpita: temporali anche intensi si sono abbattuti sabato mattina nel Ferrarese e in Polesine. A Bologna, Padova, Torino dalle 5 alle 11 si sono alternati scrosci brevi ma forti. “Non è un cambiamento definitivo,” spiega il meteorologo Giacomo Visconti. “Questa è l’ultima fiammata di aria instabile, da lunedì torna il sole su quasi tutta Italia”.
Sardegna sotto assedio dal caldo africano
Se al Nord l’instabilità dà un po’ di tregua dall’afa, altrove il caldo è pronto a tornare con forza. La Sardegna, avvertono dal Centro Meteo Regionale di Cagliari, toccherà punte sopra i 40 gradi nelle zone interne tra martedì e mercoledì. Nuoro, Oristano, Iglesias già invitano anziani e persone fragili a stare attenti. “Potrebbe fare 5-6 gradi in più rispetto alla media,” conferma Luca Tocco, tecnico meteo. “Meglio evitare uscite nelle ore più calde”.
Po in difficoltà: irrigazioni a rischio
Ma la vera emergenza riguarda le risorse idriche al Nord. Giovedì mattina i Consorzi di bonifica emiliani hanno segnalato che alle 8 a Pontelagoscuro (Ferrara) il livello del Po era sceso a ben -7,2 metri rispetto allo zero idrometrico. Tradotto: acqua appena sufficiente per irrigare nei prossimi dieci giorni, “a meno che non arrivi qualche pioggia importante”, avverte Franco Cocchi, portavoce dei consorzi del Parmense.
L’allarme coinvolge migliaia di ettari coltivati tra Lombardia ed Emilia-Romagna. Nei campi di mais tra Cremona e Piacenza si lavora già con turni ridotti per risparmiare ogni goccia d’acqua nei canali. Alcuni agricoltori sentiti a Zibello alle prime luci spiegano: “Se non cambia niente saremo costretti a fermare le irrigazioni tra pochi giorni”.
Stop agli sprechi: controlli sull’acqua potabile
Nei comuni lungo il fiume sono scattati controlli più severi sull’uso dell’acqua potabile. A Guastalla la polizia municipale ha diffuso un avviso: “Limitate l’uso per giardini e piscine”, si legge nel comunicato pubblicato stamattina sul sito ufficiale. Gli amministratori chiedono anche ai cittadini di segnalare perdite o usi impropri.
A Milano e Torino invece le società dell’acqua rassicurano: al momento nessun problema nelle forniture domestiche, ma si resta vigili e in contatto continuo con l’Autorità di Bacino per monitorare ogni possibile criticità.
Luglio rovente: caldo africano in arrivo
Gli esperti del Centro Nazionale per le Ricerche prevedono una seconda metà di luglio dominata dall’anticiclone africano. Da lunedì 14 luglio – spiega Paolo Cifarelli – “un’ondata calda farà salire le temperature sopra i 36 gradi sulla Pianura Padana e nelle zone interne del Centro-Sud”.
Questo peggiorerà la siccità soprattutto sull’Appennino centrale e in alcune zone della Basilicata. A Potenza, segnala il bollettino Arpa delle 13, i livelli delle falde sono già sotto la media stagionale.
Agricoltori in difficoltà: rischio perdite pesanti
“Questa alternanza continua tra pioggia e caldo ci mette davvero in difficoltà”, racconta Luca Vassalli, produttore ortofrutticolo del Mantovano. Secondo Coldiretti si rischiano perdite fino al 15% su mais e frutta se entro due settimane non tornano piogge regolari. Nei mercati di Modena e Parma si fanno sentire già i rincari su pomodori e pesche.
Insomma resta alta l’incertezza per un’estate imprevedibile, con il termometro che salirà mentre il conto dell’acqua diventa sempre più pesante da pagare.