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Vacanze estive 2024: ecco cosa è aumentato di più tra voli, gelati e costi in Italia

Simona Carlini by Simona Carlini
20 Luglio 2026
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Esperienze

Roma, 20 luglio 2026 – Partire per le vacanze nel 2026 pesa di più rispetto a dieci anni fa: un’analisi basata sui dati Istat mostra che il costo medio per una famiglia italiana è salito in modo significativo. Alcune spese, come i voli nazionali e i prodotti di prima necessità, hanno fatto registrare aumenti evidenti. In tanti se ne erano accorti già a maggio o giugno facendo qualche preventivo, ma ora i numeri confermano una tendenza che dura da anni.

I voli interni restano la voce più cara

Tra tutte le spese, l’incremento più vistoso riguarda proprio i voli nazionali. L’ultimo report Istat parla chiaro: rispetto al 2016 un biglietto interno è costato in media il 37% in più. Chi ha prenotato tratte come Roma-Catania o Milano-Palermo nelle settimane centrali di luglio lo ha visto coi propri occhi: biglietti intorno ai 160 euro solo andata, cifre che una volta erano tipiche del periodo natalizio o situazioni di emergenza.

Non è solo colpa dell’aumento delle materie prime – spiega Alessandro Mariani, responsabile trasporti dell’associazione Codici – “I costi operativi sono cresciuti, ma l’offerta è rimasta quasi la stessa”. La domanda resta alta soprattutto nei fine settimana: “Le famiglie con bambini devono incastrare turni di lavoro e chiusure scolastiche e spesso non hanno alternative”.

Alberghi e ristoranti rincarano meno, ma si fanno sentire

Anche hotel e ristoranti non sono rimasti fermi. Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, il prezzo medio per una stanza in hotel tre stelle è salito del 12% rispetto al 2016. A Rimini o Ischia una camera doppia standard oggi costa intorno ai 114 euro a notte, con un aumento di circa 50 euro sulla settimana rispetto a dieci anni fa. I ristoranti hanno seguito la stessa strada: secondo Federconsumatori, lo scontrino medio per una famiglia di quattro persone è passato da 54 a oltre 65 euro. “Materie prime, energia e salari sono aumentati”, spiega Marta Finocchiaro, titolare di una trattoria a Cefalù. “Abbiamo cercato di limitare gli aumenti nei menù turistici, ma qualcosa abbiamo dovuto fare”.

La spesa alimentare in vacanza cresce a doppia cifra

Un altro capitolo da tenere d’occhio è quello dei prodotti alimentari acquistati durante le vacanze. Pane, acqua, latte, frutta – consumi quotidiani – sono saliti in media del 15% rispetto al 2016. In molte località balneari il prezzo di un chilo di pesche o due litri d’acqua minerale supera del 30% quello che si trova nei supermercati cittadini d’inverno. “Nei posti di villeggiatura lavoriamo con margini diversi”, sottolinea Giuseppe Leone, presidente della Federazione Dettaglianti Alimentari. “Spesso dipendiamo da forniture che arrivano da lontano”.

Spiagge, ombrelloni e stabilimenti: aumenti contenuti ma costanti

Per quanto riguarda i servizi balneari, la situazione sembra più tranquilla: il costo medio per un ombrellone con due lettini si aggira attorno ai 24 euro al giorno (più o meno come nel 2019), anche se nelle località più gettonate si superano facilmente i 40 euro nelle settimane centrali d’agosto. Gli aumenti sono dunque contenuti ma continui: il Sindacato Italiano Balneari parla di un rincaro medio annuo del 2,7% dal 2016 ad oggi. In alcune spiagge del Salento o della Versilia – secondo testimonianze raccolte da alanews.it – chi arriva all’ultimo rischia di non trovare posto o deve pagare supplementi per la prenotazione online.

Vacanze più corte o fuori stagione: così gli italiani cercano di risparmiare

Di fronte ai rincari molte famiglie si arrangiano riducendo i giorni in ferie o scegliendo periodi meno affollati come giugno e settembre. Una ricerca di Confesercenti mostra che la durata media delle vacanze in Italia è scesa da 9 a 6 giorni. Cresce anche la domanda per gli affitti brevi su piattaforme digitali come Airbnb e Booking, considerate spesso più economiche delle strutture tradizionali.

Il nodo del caro-vita estivo non si scioglie

Il quadro finale è chiaro: “Il costo delle vacanze è aumentato ovunque”, riassume bene Federica Caprari, esperta di turismo sostenibile. “Eppure la voglia di partire non cala mai davvero. Per molte persone andare in ferie resta quasi una necessità”. Dietro ogni scontrino o prenotazione c’è quasi sempre una scelta difficile – fatta di rinunce, calcoli attenti e qualche piccolo lusso conquistato con fatica.

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