I 10 comportamenti in aereo più odiati dagli italiani: dal TikTok rumoroso alla manicure vietata in volo

Simona Carlini

21 Luglio 2026

Roma, 21 luglio 2026 – Viaggiare in aereo può diventare una prova di pazienza, tra corridoi stretti e bagagli stipati. I comportamenti molesti in volo che gli italiani trovano davvero insopportabili non sono più solo i soliti sedili che si reclinano all’improvviso. Dal cibo dai profumi troppo forti ai video guardati ad alto volume senza cuffie, la lista delle fastidiose abitudini si allunga. Sono spesso piccoli gesti a trasformare un viaggio in un incubo di sopportazione.

Cibo odoroso: il fastidio che infastidisce di più

Secondo un sondaggio appena pubblicato da Assoutenti, il motivo principale di malumore è sempre lo stesso: il passeggero accanto che apre scatole piene di aromi invadenti. “Portano ormai di tutto, dalla focaccia all’aglio fino al curry”, racconta Elena C., insegnante milanese di 38 anni che vola spesso su tratte nazionali. Ben il 62% degli intervistati indica proprio i pasti dal profumo pesante come la fonte maggiore di disagio. E non si tratta solo di panini tradizionali: cresce chi sceglie piatti etnici o fatti in casa, senza badare troppo agli altri intorno. Ieri sulla tratta Roma-Catania, un gruppo di studenti ha tirato fuori lasagne e parmigiana nei loro vassoi d’alluminio. “Ho pensato: qui dentro manca l’aria”, confessa una passeggera con un filo di rassegnazione.

Video e musica a tutto volume: un nervo scoperto

Al secondo posto nella classifica dei fastidi ci sono quelli legati alla tecnologia usata con poca attenzione. Guardare film o video senza cuffie è ormai all’ordine del giorno, tanto che alcune compagnie come ITA Airways e Ryanair hanno dovuto inserire avvisi precisi nelle regole di bordo. Secondo Assoutenti, il 45% degli utenti segnala almeno un episodio per tratta con qualcuno che ascolta audio ad alto volume. “Succede spesso con bambini o adolescenti, ma anche tra adulti”, racconta un ex assistente Alitalia che preferisce non farsi riconoscere. E quando gli steward fanno notare il problema, la risposta spesso è stizzita: “Che fastidio do? Sto solo guardando una partita”, dice Marta G., hostess a Fiumicino.

Sedili reclinati e invasioni di spazio: vecchie storie mai superate

Ogni cabina ha la sua polemica sui sedili. Al terzo posto tra i disagi più segnalati c’è chi reclina lo schienale senza avvertire chi sta dietro, una pratica considerata scorretta dal 39% dei passeggeri, soprattutto sui voli brevi o durante i pasti. “Mi sono ritrovato il vassoio addosso e il caffè rovesciato”, racconta Luigi S., dirigente romano rientrato da Palermo domenica sera. Il problema dello spazio personale va oltre: gambe stese nel corridoio, braccioli contesi, piedi nudi sotto i sedili… Scene purtroppo ben note a chi viaggia spesso.

Bagagli troppo grandi e chiacchiere a voce alta

Chiudono la classifica le valigie troppo ingombranti portate in cabina (segnalate dal 28%) e le risate e conversazioni ad alto volume in gruppi numerosi. Le hostess raccontano episodi quasi quotidiani sui voli interni: “Capita spesso che intere file si conoscano e parlino come se fossero al bar”, spiega Sara D., assistente su Bologna-Palermo. Non mancano poi passeggeri che scattano foto agli altri senza chiedere o spostano bagagli altrui nelle cappelliere per guadagnare spazio.

Le compagnie cercano soluzioni, ma l’educazione fa la differenza

Negli ultimi mesi le principali compagnie hanno provato a mettere freno a questi comportamenti. Da aprile ITA Airways ricorda durante l’annuncio iniziale di “usare sempre le cuffie” e “evitare cibi troppo odorosi”. Ryanair ha introdotto personale dedicato al controllo dei bagagli a mano già al gate d’imbarco. Però, secondo Assoutenti, i risultati per ora sono limitati: il 65% ritiene che rispettare le regole dipenda più dall’educazione delle persone che dai divieti aziendali.

Eppure — dicono quasi tutti gli assistenti intervistati — basterebbe poco per rendere il viaggio più piacevole: “Un sorriso, qualche attenzione in più, una parola gentile”, suggerisce Marta G., mentre richiude l’ennesimo trolley stracolmo nella cappelliera sopra la testa.

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