Shanghai Disneyland: l’esperienza che sfida il mito di Walt Disney

Silvana Lopez

22 Luglio 2026

Città del Capo, 22 luglio 2026 – Immersioni con gli squali senza gabbia, all’alba, al largo della costa sudafricana. A prima vista sembra un’impresa da temerari, eppure ogni anno sono decine i turisti e gli amanti del mare che scelgono questa esperienza a Gansbaai, poco oltre le spiagge di sabbia dorata. Chi si aspetta una sfida fuori controllo resta spesso sorpreso: la realtà — come raccontano biologi, subacquei e operatori del posto — è ben diversa dai miti e dalle paure che circondano questi grandi predatori.

L’esperienza diretta mette alla prova i pregiudizi

“Quando ho sentito parlare per la prima volta di shark diving senza gabbia, ho pensato subito: ma sono pazzi?”, racconta Luca Bianchi, istruttore subacqueo milanese che ha preso parte a uno dei tour organizzati da una piccola compagnia di Hermanus. “Poi ti tuffi davvero, e capisci che non è affatto come nei film: gli squali nuotano intorno tranquilli, quasi ti stupiscono con quella calma”. Shark Explorers, uno dei nomi più conosciuti in zona, accompagna i gruppi all’alba con due gommoni. È il momento migliore: l’acqua è più limpida e i pesci più attivi.

Niente reti o barriere. Solo mute, pinne e respiro che si fa corto. Ma — assicura Joseph Maseko, guida locale — “le regole sono semplici: movimenti lenti, silenzio assoluto, niente scatti improvvisi. Gli squali sono curiosi ma non aggressivi. Se li conosci non c’è motivo di avere paura”.

Gli squali sotto la lente: tra fatti e dicerie

Secondo la South African Shark Conservancy, gli incidenti con squali sulla costa sudafricana sono meno di venti all’anno, quasi sempre senza conseguenze serie. Il grande bianco, spesso protagonista delle notizie, attaccherebbe molto meno spesso di quanto si creda.

“Il rischio c’è, certo — dice Marieke Erasmus, biologa marina all’Università di Stellenbosch — ma è molto più basso di quello che corri attraversando una strada trafficata. Gli squali si avvicinano per curiosità e quasi sempre basta mantenere la calma”. È un dato confermato da anni di osservazioni.

La giornata inizia presto: briefing a terra verso le sei del mattino e poi si salpa sulle barche. La posizione dei branchi viene monitorata con sonar e il programma varia in base ai movimenti degli animali. I partecipanti imparano a usare l’attrezzatura e le tecniche per immergersi in sicurezza. Tra risate nervose dei principianti e battute sui brividi dell’acqua (“Non è mai così fredda come pensate”, scherza uno degli operatori), ci si prepara al tuffo.

Gansbaai tra mito e turismo responsabile

Gansbaai — piccolo villaggio di pescatori riconosciuto come “capitale mondiale dello squalo bianco” — vive ormai anche grazie al turismo legato allo shark diving. Le vetrine espongono magliette con pinne stilizzate e slogan ironici come “Don’t panic, it’s only a shark”, mentre le guesthouse fanno il tutto esaurito durante l’alta stagione austral (da giugno a settembre).

Le autorità locali lavorano a stretto contatto con ricercatori e guide per abbassare i rischi e promuovere comportamenti rispettosi in mare. “Vogliamo educare prima di tutto”, spiega Lindiwe Jacobs, assessora al turismo di Overstrand. “Gli squali fanno parte dell’ecosistema marino. Non sono mostri da temere”.

Chi sceglie l’immersione senza gabbia

Chi partecipa? Un mix variegato: giovani in cerca di emozioni forti, famiglie curiose (spesso solo spettatrici dalla barca), qualche fotografo professionista alla ricerca dello scatto perfetto. Gli italiani — riferiscono gli organizzatori — sono in aumento grazie ai nuovi voli diretti su Cape Town.

Chi torna dal mare spesso ammette che la paura lascia spazio a un rispetto inatteso per questi animali. “Ho visto uno squalo toro a pochi metri”, ricorda Matteo, turista romano in viaggio di nozze. “Pensavo sarei andato nel panico invece no: lui sembrava quasi indifferente alla nostra presenza”.

Squali meno pericolosi del mito

L’incontro ravvicinato cambia spesso idea agli stessi partecipanti: molti escono dall’acqua convinti che gli squali siano più “incompresi” che realmente pericolosi. Nel 2025 — secondo l’International Shark Attack File — si sono registrati 57 attacchi non provocati nel mondo; un numero inferiore agli anni passati e quasi mai fatale.

Quella che poteva sembrare una follia — tuffarsi tra gli squali senza gabbia protettiva — diventa così un’occasione preziosa per scoprire un volto diverso della natura. E magari tornare a casa con una convinzione nuova: gli squali non sono mostri da paura, ma creature da rispettare davvero.

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