Roma, 21 luglio 2026 – Da primo agosto, chi decide di viaggiare in Europa con cani, gatti o furetti dovrà fare i conti con regole più severe. Il Ministero della Salute ha messo a punto nuove norme: microchip obbligatorio, passaporto europeo aggiornato e vaccini certificati sono ora indispensabili. La Direzione generale della Sanità animale spiega che l’obiettivo è fermare l’ingresso di malattie infettive e stringere i controlli alle frontiere. Chi non rispetta queste regole rischia di vedersi bloccare o addirittura respingere l’animale.
Microchip obbligatorio per tutti gli animali da compagnia
Il primo punto è chiaro e non lascia scampo: senza microchip, niente viaggio. Lo ha ribadito una circolare uscita il 15 luglio. La veterinaria Alessandra Grassi dell’ASL Roma 2 lo spiega così: «Il microchip è l’unico sistema riconosciuto in tutta Europa per identificare cani, gatti e furetti». Senza quel piccolo dispositivo sotto la pelle, l’animale non può essere collegato in modo certo al proprietario e non riceve il passaporto UE. I controlli sono serrati soprattutto negli aeroporti di Fiumicino, Malpensa e Venezia, ma anche ai confini stradali con Slovenia, Francia e Austria.
Ogni anno circa 70 mila animali italiani viaggiano con le loro famiglie all’estero, ma più del 10% di loro – soprattutto cuccioli – arriva senza microchip. «Chi parte senza rischia multe fino a 500 euro e può vedere il proprio animale sequestrato temporaneamente», avverte Grassi.
Passaporto europeo aggiornato: cosa controllano alla frontiera
Altro documento fondamentale è il passaporto europeo per animali da compagnia. Lo rilasciano solo i veterinari autorizzati e contiene dati identificativi, proprietà e informazioni sanitarie essenziali. Tra queste, le vaccinazioni antirabbiche: dal 2026 la prima dose deve essere fatta almeno 21 giorni prima del viaggio.
I controlli sono aumentati soprattutto verso Grecia, Spagna e Croazia. A Trieste, una funzionaria della Polizia di frontiera conferma: «Spesso troviamo passaporti scaduti o incompleti. In quei casi si viene rimandati indietro o multati pesantemente». È importante portare sempre con sé il passaporto cartaceo e aggiornarlo a ogni vaccino o cambio di proprietà.
Vaccini certificati: regole più severe dopo i nuovi casi di rabbia
Sul fronte dei vaccini la parola d’ordine è attenzione, soprattutto per la rabbia. Negli ultimi tre mesi alcuni casi segnalati in Croazia e Polonia hanno fatto suonare un campanello d’allarme nell’Ue. Dal primo agosto sarà obbligatorio mostrare la certificazione del vaccino antirabbico fatta almeno 21 giorni prima del viaggio e registrata sul passaporto.
Non basta aver fatto il richiamo annuale; serve che il veterinario metta timbro e firma sul documento ufficiale. La validità varia da uno a tre anni a seconda del vaccino usato, ma è sempre bene controllare la scadenza prima della partenza. Se manca la copertura vaccinale si rischia il rimpatrio immediato o addirittura la quarantena dell’animale.
Cosa rischia chi non è in regola: multe, respingimenti e quarantene
Nei primi sei mesi del 2026 sono già tornati indietro 41 animali privi di documentazione aggiornata ai valichi del Brennero, Ventimiglia e Tarvisio. Molto spesso cani senza vaccino antirabbico o gatti con passaporto scaduto. Le sanzioni vanno dai 200 ai 700 euro per ogni animale coinvolto. Nei casi più seri può scattare anche la quarantena obbligatoria a carico del proprietario.
Non mancano le proteste: una coppia romana fermata a Chiasso racconta amaramente che credevano bastasse la vecchia tessera sanitaria del cane, ma sono stati bloccati tutta la notte al confine svizzero. Altri hanno dovuto rinviare o cancellare le vacanze.
Come prepararsi: consigli pratici prima della partenza
Le associazioni animaliste raccomandano di muoversi per tempo, almeno un mese prima della partenza. Massimo Comparotto, presidente dell’OIPA, consiglia: «Fate visita dal veterinario in anticipo per inserire il microchip e aggiornare il passaporto». Occhio anche alle regole particolari di alcuni Paesi (Regno Unito e Irlanda chiedono trattamenti antiparassitari extra), ai trasportini omologati e agli orari dei controlli doganali.
Solo così si parte tranquilli: valigia pronta, documenti in ordine e niente brutte sorprese alla frontiera. Un piccolo sforzo che stavolta mette d’accordo tutti – istituzioni, veterinari e proprietari d’animali.