Colombo, 22 luglio 2026 – Girare in tuk tuk per la Sri Lanka non è più solo un gioco da turisti. Sempre più viaggiatori scelgono di salire a bordo di questi coloratissimi e rumorosi tre ruote, ormai icona delle strade locali, per scoprire l’isola con i propri tempi. Dal permesso di guida alle dritte su percorsi e tariffe, ecco cosa serve sapere prima di partire.
Documenti e permessi: come ottenere la licenza per il tuk tuk
Non basta la patente italiana o europea per mettersi al volante di un tuk tuk in Sri Lanka. Serve il permesso di guida temporaneo, rilasciato dall’Automobile Association of Ceylon (AAC), con uffici a Colombo in Barnes Place. All’arrivo bisogna presentare la patente internazionale, il passaporto e una foto tessera. In media ci vuole un’ora per completare le pratiche, ma nei giorni più affollati si può arrivare anche a mezza giornata. Il costo si aggira intorno alle 4.500 rupie (circa 13 euro), pagamento anche con carta.
Un avvertimento: la polizia controlla spesso nei punti più turistici come Negombo, Kandy ed Ella. Chi guida senza permesso rischia multe salate e, in casi gravi, anche il fermo del mezzo.
Noleggio e assicurazione: prezzi e coperture
La scelta del tuk tuk giusto dipende da quanti siete e dove volete andare. I modelli più comuni sono quelli della Bajaj, noti per le cromature lucide e i sedili posteriori imbottiti. Il prezzo per il noleggio giornaliero varia tra le 2.500 e le 4.000 rupie, a seconda della stagione e dell’agenzia; nelle zone costiere i costi aumentano tra gennaio e marzo.
L’assicurazione è obbligatoria: solitamente una copertura base è inclusa nel prezzo, ma è sempre meglio verificare bene cosa copre, soprattutto in caso di incidenti o danni a terzi. “Chiedete sempre la polizza in inglese”, consiglia Akila Perera, che gestisce un autonoleggio vicino alla stazione centrale di Colombo. Alcune assicurazioni offrono protezioni extra contro furti o atti vandalici; qui il prezzo può salire fino a 6.000 rupie al giorno.
Le strade della Sri Lanka: rotte consigliate e insidie
La tratta classica Colombo–Kandy–Ella porta attraverso le splendide Highlands montane. Le strade principali (A1, A2) sono asfaltate ma spesso congestionate soprattutto dalle 7 alle 9 del mattino. I limiti vanno dai 40 ai 50 km/h nei centri abitati; sulle provinciali la segnaletica è poco affidabile, quindi occhi aperti su incroci nascosti o passaggi a livello senza barriere.
Nel sud dell’isola, tra Galle e Tangalle, il traffico rallenta: autobus affollati, camion lenti e persino mucche che attraversano la strada sono all’ordine del giorno. “Bisogna suonare prima delle curve strette”, spiega Indika Fernando, autista privato da vent’anni nella zona di Matara. Qui il clacson non è maleducazione ma serve davvero.
Consigli pratici: benzina, sicurezza e abitudini locali
Le pompe di benzina, quasi sempre 92 ottani, si trovano lungo le strade principali; nelle zone più isolate come Haputale o Trincomalee conviene portarsi una tanica extra. Un pieno costa circa 2.300 rupie e dura sui 150 chilometri.
Per quanto riguarda la sicurezza, il casco è obbligatorio solo per chi guida moto, non per i tuk tuk; però molte agenzie suggeriscono comunque di indossarlo. Se succede qualcosa chiamate subito il 119: la polizia arriva in tempi variabili – da un quarto d’ora nelle città fino a due ore nelle campagne.
Vivere l’isola da tuk tuk: esperienze e impressioni
Guidare un tuk tuk apre porte diverse rispetto ai classici percorsi turistici. Paesini come Haputale o Wellawaya restano fuori dal traffico degli autobus; basta fermarsi perché qualcuno vi offra tè caldo o frutta fresca.
La sera i mezzi si parcheggiano spesso nei cortili degli ostelli o davanti alle guesthouse: una pratica diffusa che aiuta a tenere lontani i ladri. “All’inizio sembra difficile”, racconta Elisa Gentili, trentenne modenese incontrata a Mirissa dopo sette giorni al volante, “poi prendi mano con il traffico e le salite… alla fine non vorresti più scendere”.
Insomma, guidare un tuk tuk in Sri Lanka richiede qualche scartoffia in più, attenzione alle regole locali e tanta pazienza – ma offre libertà vera e incontri che sul sedile posteriore di un taxi non avresti mai modo di vivere.