Torino, 26 luglio 2026 – Domenica 26 luglio in Piemonte si aprono le porte di decine di castelli, ville e borghi storici: torna l’appuntamento con Castelli Aperti, ormai un classico nel calendario culturale regionale. Dalle prime ore del mattino fino a sera, dimore d’epoca sparse tra le colline delle Langhe, il Monferrato e le valli del Cuneese si svelano al pubblico. Coinvolte anche le province di Torino, Novara, Asti, Alessandria, Vercelli, Biella e Verbano-Cusio-Ossola. Un invito rivolto non solo ai cittadini ma anche alle famiglie. «Vogliamo promuovere un turismo consapevole e alla portata di tutti», spiega Marta Balocco, referente del circuito.
Castelli Aperti, decine di siti visitabili in tutta la regione
Dietro ai portoni dei manieri – spesso privati e poco conosciuti fuori dal territorio – si nasconde un patrimonio che racconta secoli di storia locale. Per citarne alcuni: il Castello di Masino a Caravino, quello di Aglié nel Canavese, la rocca di Costigliole d’Asti e la villa ottocentesca di Cerrione, nel Biellese. Dall’associazione organizzatrice fanno sapere che “i visitatori potranno scegliere tra visite guidate, laboratori per bambini e degustazioni”, con appuntamenti sparsi durante tutta la giornata.
Gli ingressi variano: alcuni siti richiedono la prenotazione online, altri permettono l’accesso diretto fino a esaurimento posti. I biglietti partono da circa 7 euro (dati confermati sul sito ufficiale), mentre in molte residenze l’ingresso è gratuito per i minori di 12 anni. «Ci teniamo a mantenere prezzi accessibili», aggiunge Balocco, «perché questa rete sostiene anche i piccoli proprietari che si occupano della manutenzione».
Langhe e Monferrato protagonisti: mete e curiosità
Tra le mete più gettonate ci sono le colline delle Langhe, già Patrimonio Unesco: qui, tra vigneti e cascine, spiccano i bastioni di Serralunga d’Alba (XIV secolo), il castello di Grinzane Cavour e la torre medievale di Barbaresco. La giornata punta anche alla riscoperta dei borghi storici, spesso fuori dai grandi circuiti turistici: a Rosignano Monferrato si potrà partecipare a una passeggiata narrata lungo le antiche mura; a Mombello Monferrato è invece in programma una caccia al tesoro per bambini.
Non solo architettura o arte: molti proprietari aprono cortili e sale interne per offrire degustazioni di prodotti tipici – vini locali, formaggi, nocciole – o brevi concerti all’aperto. «Per noi è importante offrire un’esperienza completa», racconta Luca Ferrero, gestore del Castello di Pralormo. Spesso i visitatori fanno più tappe nello stesso giorno: «C’è chi arriva presto per evitare la folla», confida una guida ad Alba intorno alle 9.30, «altri invece preferiscono godersi l’atmosfera del tramonto».
Un’occasione anche per i piccoli centri: l’impatto sul territorio
Per molte amministrazioni comunali questa domenica è una sorta di banco di prova. Nei piccoli centri il passaggio di gruppi organizzati o turisti singoli rappresenta un’occasione in più. «Ogni anno notiamo un aumento della presenza nei bar e nelle trattorie locali», dice il sindaco di Gattinara, Giorgio Pivetta. Secondo gli operatori dell’ATL Piemonte, l’evento dà una spinta importante all’indotto delle attività ricettive soprattutto fuori stagione.
Non mancano però le difficoltà: alcune dimore storiche – soprattutto quelle private – devono fare i conti con vincoli architettonici o problemi logistici. Inoltre il maltempo che ha colpito luglio ha costretto qualche proprietario a cancellare visite negli spazi verdi. Eppure lo spirito rimane positivo: «Ci arrangiamo come possiamo», dice sorridendo Carla Roggero dal Castello di Monticello d’Alba, «dopotutto la priorità è far scoprire questi luoghi».
Castelli Aperti: informazioni pratiche e numeri dell’edizione 2026
Secondo i dati forniti dagli organizzatori sabato mattina, sono circa 80 i siti confermati per questa edizione. I numeri degli anni scorsi fanno ben sperare: nel 2025 si erano superati i 60mila visitatori tra maggio e settembre. «Il trend è in crescita», precisano dalla segreteria del circuito, «anche tra i più giovani».
Per l’elenco completo delle residenze aderenti basta consultare il portale ufficiale castelliaperti.it. Gli orari variano da luogo a luogo; in diversi casi si potrà entrare fino alle 19. Sui social già impazzano foto dei primi visitatori: scorci di torri medievali all’alba, famiglie davanti ai portoni con stemmi nobiliari, dettagli rubati nei giardini interni.
Alla fine – spiegano gli organizzatori – è proprio questa varietà che rende forte l’iniziativa: «Nessun itinerario è uguale all’altro». Per chi resta in città o cerca una gita fuori porta senza allontanarsi troppo dai centri abitati, l’appuntamento con Castelli Aperti resta uno degli eventi culturali più seguiti dell’estate piemontese.