Finalisti World Architecture Festival 2026: le meraviglie architettoniche tra hotel, musei e aeroporti

Giulia Ruberti

28 Luglio 2026

Londra, 28 luglio 2026 – Nella sede della Royal Institute of British Architects sono stati svelati i finalisti del World Architecture Festival 2026. La lista è variegata: si va da hotel di lusso e musei futuristici fino a aeroporti all’avanguardia e ville immerse nella natura. Una giuria internazionale, fatta di progettisti e critici di primo piano, ha selezionato una rosa ristretta di progetti provenienti da quattro continenti, pronti a sfidarsi per i premi nelle diverse categorie. La cerimonia finale è in programma a Lisbona dal 2 al 4 dicembre.

Il valore del riconoscimento internazionale

Il World Architecture Festival – o WAF per chi lavora nel settore – è ormai il palcoscenico più seguito per l’architettura contemporanea. Ogni anno richiama studi, imprese e investitori da ogni parte del mondo. L’edizione 2026 ha fatto segnare un vero boom di candidature: oltre 1.200 progetti da 56 Paesi. «Essere nominati al WAF significa entrare nell’élite mondiale della progettazione», ha detto Paul Finch, direttore del Festival, durante la presentazione trasmessa in streaming alle 10 ora locale.

Hotel in quota e aeroporti del futuro

Tra le strutture ricettive spiccano quest’anno il Senda Andina Retreat, un eco-hotel sospeso sulle Ande argentine firmato dallo studio Morón&Ortiz di Buenos Aires, e The Vesper, nuova icona del lusso sostenibile a Singapore. Attira l’attenzione anche il Seaside Columns Resort di Sopot, in Polonia, con facciate ispirate all’architettura baltica.

Per gli aeroporti, tra i finalisti c’è il Terminal 3 dell’aeroporto di Denver, opera di Foster+Partners, noto per la sua “intelligenza verde” nei sistemi di risparmio energetico e gestione dei flussi. Non mancano sorprese dall’Asia: il nuovo Hangzhou East Hub unisce trasporti integrati e servizi culturali in un unico grande complesso.

Musei tra memoria e innovazione

La categoria dei musei racconta le tendenze globali. Si va dal Memoriale del Futuro di Oslo – dedicato alle tecnologie del domani e firmato dallo studio Snøhetta – al Museo della Ceramica Mediterranea di Caltagirone (Italia), apprezzato per l’uso intelligente dei materiali locali e il dialogo con il tessuto urbano. In Spagna c’è il Museum of the Moving Coast di Cadice: una struttura “dinamica”, pensata per resistere ai cambiamenti climatici e all’erosione.

Ville immerse nel paesaggio

Nel settore delle abitazioni private, occhi puntati sulla Floating House sul Lago di Como dello studio italiano A2T, che ha puntato su pannelli fotovoltaici integrati e vetrate panoramiche. In Australia è nella short-list anche la Bay House nel Victoria: una villa che si fonde letteralmente con le dune costiere.

Dal punto di vista progettuale – si legge nella nota ufficiale del WAF – cresce la sensibilità verso la sostenibilità ambientale e l’efficienza energetica, così come la capacità di integrare architettura e paesaggio senza forzature.

Le voci degli architetti e le prospettive

Tra i candidati non mancano le emozioni. «Per noi è già una vittoria essere arrivati fin qui», ha confessato Jorge Morón (Morón&Ortiz) al telefono con la redazione. Più pragmatico Enrico Tartaglia di A2T: «Vogliamo dimostrare che si può costruire qualità rispettando i vincoli naturali».

Non mancano però anche polemiche sui criteri di selezione, soprattutto da Paesi esclusi dalla lista finale. Resta però l’impressione generale che questa competizione – come ha sottolineato Finch – premi soprattutto «la diversità culturale come vero valore aggiunto».

L’Italia e gli altri Paesi europei

L’Italia si presenta con tre nomination tra musei e residenze private. Oltre alla Floating House sul Lago di Como e al Museo della Ceramica Mediterranea c’è una menzione speciale per il restauro della Casa Vanvitelliana a Caserta, lodata per aver valorizzato un edificio settecentesco con tecnologie moderne.

Tra gli altri Paesi europei ci sono Germania, Francia, Danimarca e Regno Unito. Lisbona si prepara ad accogliere i finalisti a dicembre: lì saranno svelati i vincitori delle diverse categorie e il premio “World Building of the Year 2026”.

Gli organizzatori sottolineano che le architetture in gara offrono uno spaccato dello stato attuale della progettazione mondiale, tra memoria e innovazione. Ora non resta che aspettare Lisbona per scoprire chi salirà sul gradino più alto.

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