Acquaviva Picena, 15 agosto 2026 – Scoperto un nuovo ambiente sotterraneo nel sito archeologico di Fontegrande, uno dei complessi termali romani più importanti delle Marche. Si tratta probabilmente di un frigidarium, la sala dove si faceva il bagno freddo. A svelare questa novità sono stati gli archeologi della Soprintendenza, guidati da Marco Ferrara, che ieri pomeriggio intorno alle 17 hanno annunciato il ritrovamento durante un controllo sulla stabilità delle strutture più antiche.
Una scoperta che fa rumore nel cuore delle Marche
L’ambiente individuato sembra proprio una sala di raffreddamento, tipica delle terme imperiali, riconoscibile grazie al pavimento in cocciopesto e alle tracce di canalette. “È molto probabile che sia il frigidarium,” ha detto Ferrara. “Abbiamo trovato i resti di una vasca e alcune parti di mosaico con disegni geometrici semplici, risalenti al III secolo.” Una notizia che riporta l’attenzione su Fontegrande, a sud di Acquaviva Picena e a pochi chilometri dalla costa adriatica.
Gli scavi vanno avanti a ritmo serrato da luglio grazie al sostegno della Regione Marche e alla collaborazione con l’Università di Macerata. Non è la prima volta che emergono reperti importanti: già nel 2022 era stata scoperta una sala ipocausta con pilastrini in mattoni, che aveva catturato l’interesse degli esperti.
Fontegrande, un gioiello delle terme romane
Fontegrande è uno dei complessi termali romani meglio conservati dell’Italia centrale. Documentato fin dal 1878, si estende su più di 1500 metri quadrati e comprende diverse sale: lo spogliatoio (apodyterium), la sala calda (calidarium), quella tiepida (tepidarium) e ora questo probabile frigidarium appena riportato alla luce. “Alcune tubature in piombo sono ancora visibili,” racconta Elisa Giusti, archeologa del team. “Si capiscono bene le soluzioni ingegneristiche usate dai Romani per riscaldare e far circolare l’acqua.”
Gli studi indicano che il complesso è stato usato almeno fino al IV secolo d.C., poi lentamente abbandonato, probabilmente a causa del declino dell’Impero romano e dei cambiamenti nelle città. Tra fine Ottocento e primi Novecento erano già partiti i primi rilievi sistematici sul sito.
Reazioni immediate e cosa ci aspetta
La notizia ha fatto presto il giro tra cittadini e appassionati. Stamattina diversi visitatori sono rimasti più del solito per osservare da vicino la zona transennata con nastro rosso. “Non ci aspettavamo una sorpresa così grande – racconta Laura Pace, guida locale – qui d’estate si viene soprattutto per la quiete.” Ora però l’aria è diversa: tutti aspettano con ansia nuovi aggiornamenti.
Anche il sindaco di Acquaviva Picena, Matteo Carletti, è intervenuto ieri sera durante la processione dell’Assunta: “Fontegrande fa parte della nostra identità,” ha detto. “Questo ritrovamento ci ricorda quanto sia importante investire nella tutela e nello studio della nostra storia.” Dal Comune fanno sapere che già la prossima settimana ci sarà un incontro con la Soprintendenza per parlare di misure di tutela e progetti pubblici.
Valore archeologico e rilancio del turismo
Questa scoperta non riguarda solo la ricerca scientifica: apre anche nuove possibilità per il turismo culturale locale. L’estate scorsa i dati avevano segnalato un calo degli arrivi stranieri nelle zone interne delle Marche. Ora si spera che la riapertura parziale del sito e l’interesse mediatico diano una spinta nuova. “Abbiamo bisogno di luoghi che raccontino storie vere – spiega Valerio Romano, presidente della Pro Loco – Fontegrande può diventare un punto chiave nei percorsi culturali della valle del Tronto.”
La squadra della Soprintendenza sta già organizzando nuovi rilievi con laser scanner, saggi stratigrafici extra e analisi dei materiali nelle prossime settimane. Solo allora si potrà decidere se aprire stabilmente al pubblico questa nuova area, magari con visite guidate dedicate.
Nel frattempo cresce la curiosità: le pietre antiche di Fontegrande stanno tornando a raccontarci la loro storia — e la comunità non vede l’ora di scoprire cosa ancora nascondono.