Sydney, 18 agosto 2026 – Partire da Sydney per Perth a bordo dell’Indian Pacific vuol dire attraversare l’Australia da costa a costa in quattro giorni, un viaggio che mette insieme spiagge, deserti e città in un’unica, lunghissima corsa su rotaia. Il treno, uno dei più lunghi al mondo, parte ogni settimana dalla stazione di Sydney Central: sono le 14.15 di un martedì d’agosto quando le porte si chiudono e il convoglio si mette lentamente in movimento, con quel classico stridio dei freni che si affievolisce appena il treno lascia alle spalle la periferia della metropoli.
Un continente che scorre dal finestrino: viaggio tra due oceani
Sono circa 4.352 chilometri a dividere Sydney da Perth. Sul treno dell’Indian Pacific questa distanza si traduce in quattro giorni e tre notti tra paesaggi che cambiano continuamente. Nei primi chilometri si lasciano dietro le colline verdi del Nuovo Galles del Sud, mentre la linea si curva verso ovest e le voci dei passeggeri si fanno più basse. John, pensionato di Newcastle, racconta di aver scelto questo viaggio “per vedere com’è davvero l’Australia dentro, non solo quella delle cartoline”.
Nelle carrozze Gold e Platinum la vita scorre lenta: ci si ritrova nel vagone ristorante dove lo chef propone agnello locale accompagnato da vini della Barossa Valley. “Non immaginavo che il deserto potesse essere così silenzioso”, confida Elizabeth, turista inglese seduta al finestrino. Il personale di bordo passa spesso, sorride e chiacchiera senza fretta.
Attraverso il Nullarbor: deserto infinito e cieli cobalto
Il momento più suggestivo del viaggio è l’attraversamento del Nullarbor Plain, un tratto arido di oltre 478 chilometri dove i binari corrono dritti come una freccia: niente curve, solo terra rossa e cielo azzurro che sembrano inseguirsi all’orizzonte. Qui il treno rallenta appena; non è raro svegliarsi nel cuore della notte vedendo luci isolate o sagome di canguri aggirarsi vicino ai binari.
Non ci sono stazioni né paesi per centinaia di chilometri. La fermata più famosa è quella a Cook, minuscolo insediamento nel South Australia con quattro case basse, qualche camion abbandonato e un cartello consumato che dice “Population: 4”. “Scendere a Cook dà davvero l’impressione di essere su un altro pianeta”, scherza Angela, 43 anni, di Melbourne.
Tappe simbolo: Broken Hill, Adelaide e Kalgoorlie
Il treno fa alcune fermate importanti in città emblematiche dell’outback australiano. La prima tappa è Broken Hill, città mineraria dove nell’aria si sente l’eucalipto. Qui i passeggeri possono visitare gallerie d’arte o semplicemente camminare sotto il sole tra strade polverose.
Più avanti arriva la sosta ad Adelaide, elegante capitale del South Australia: poche ore per una passeggiata veloce tra parchi e caffè storici. “Abbiamo fatto una degustazione lampo di Shiraz prima di risalire a bordo”, raccontano ridendo alcuni amici neozelandesi.
All’alba del terzo giorno il convoglio raggiunge Kalgoorlie, nel Western Australia, famosa per le sue miniere d’oro. Qui molti capiscono davvero quanto sia lungo questo viaggio: sono passate più di 60 ore dalla partenza e la strada verso l’Oceano Indiano è ancora lunga.
Vita sull’Indian Pacific: ritmi rilassati e incontri inattesi
Le giornate sul treno scorrono tra colazioni abbondanti e chiacchiere nel vagone lounge. C’è chi legge gialli o resta incantato davanti al paesaggio lento che scorre fuori dai finestrini ampi: qualcuno fotografa stormi di galah rosa sopra gli arbusti o cerca dingo nei pressi della ferrovia.
Non c’è wifi né schermi digitali – solo la compagnia degli altri viaggiatori e quella sensazione un po’ sospesa di essere “in mezzo a tutto e a niente”, come dice Simon, insegnante in pausa da Brisbane. L’atmosfera richiama le grandi traversate ferroviarie di un tempo: una pausa vera dalla frenesia delle città australiane.
Arrivo a Perth: oceano in vista e gratitudine
L’approdo alla East Perth Terminal è previsto verso le 15 del quarto giorno. Quando il treno rallenta avvicinandosi alla città – tra vecchi magazzini abbandonati e i primi grattacieli che segnano la vicinanza dell’Oceano Indiano – tanti passeggeri confessano di sentirsi cambiati dal viaggio.
“Non credevo di poter stare seduto quattro giorni senza annoiarmi”, ammette Marco, turista romano incontrato sul binario. Forse sta proprio qui il segreto dell’Indian Pacific: trasformare una lunga traversata in una piccola epopea personale fatta di paesaggi sempre nuovi, incontri improvvisi e la lenta scoperta dell’Australia più vera.