Rimini, 19 agosto 2026 – In questi giorni d’agosto, la visita di Papa Leone XIV a Rimini ha acceso i riflettori su una terra ricca di spiritualità e bellezza, proponendo a pellegrini e curiosi un viaggio tra le meraviglie dell’arte sacra in Romagna. Un percorso che intreccia fede e cultura, dal cuore di Rimini fino ai mosaici bizantini di Ravenna, passando per capolavori firmati da grandi come Piero della Francesca.
Un viaggio tra arte e fede sulle tracce del Pontefice
La scelta di Rimini come tappa da parte di Leone XIV – atteso in città dal 21 al 23 agosto con celebrazioni in Piazza Cavour e al Tempio Malatestiano – ha richiamato migliaia di persone sulla riviera. Ma non tutti sanno che proprio qui si snoda un vero e proprio itinerario nella storia dell’arte sacra. «Speriamo che questa visita spinga a riscoprire luoghi spesso dimenticati dal grande pubblico», ha detto don Matteo Ferretti, responsabile della Diocesi per la cultura.
Si parte dal Tempio Malatestiano, nel cuore di Rimini, in via IV Novembre. Qui si trova un affresco del 1451 firmato da Piero della Francesca, che ritrae Sigismondo Pandolfo Malatesta inginocchiato davanti a San Sigismondo. Lo stile è limpido, con uno sguardo quasi sospeso nel tempo. A pochi passi, le pietre delle navate raccontano secoli di fede intrecciata alla storia della città.
Ravenna: il splendore dei mosaici bizantini
Non si può parlare di arte sacra in Romagna senza fare tappa a Ravenna. I mosaici delle sue basiliche – soprattutto quelli di San Vitale e di Sant’Apollinare in Classe – continuano ad attirare visitatori da ogni parte del mondo. Anche chi non conosce il culto cristiano resta colpito dalla luce che si sprigiona dalle tessere d’oro e turchese, illuminando volti e storie risalenti al VI secolo. «Ho visto centinaia di volte il corteo dell’imperatrice Teodora, ma ogni volta è come la prima», confessa Paola Martini, guida storica locale.
La Basilica di San Vitale, consacrata nel 547, mostra una delle immagini più famose dell’imperatore Giustiniano con la moglie Teodora, sottolineando il ruolo centrale che Ravenna aveva nell’Impero d’Oriente. I restauri appena conclusi a maggio hanno riportato nuova luce ai dettagli originali.
Forlì e la Madonna del Popolo
Spostandosi verso l’interno, a Forlì brilla la Madonna del Popolo, conservata nella Pinacoteca civica. L’opera è attribuita a Marco Palmezzano (fine XV secolo), un artista capace di mescolare la tradizione rinascimentale con i colori vivi della Romagna. Nella sala 4 del museo passano ogni anno più di 20 mila visitatori, secondo l’assessorato alla cultura. «Sono i dettagli a colpire», sottolinea Elisa Bentivogli, storica dell’arte: «le mani giunte dei fedeli sullo sfondo sembrano quasi muoversi».
Cesena: Biblioteca Malatestiana e tesori sacri
Non solo dipinti e mosaici: a Cesena la Biblioteca Malatestiana, riconosciuta dall’UNESCO come memoria del mondo, conserva uno dei più antichi codici sacri miniati d’Italia: il “Libro d’Ore” della seconda metà del Quattrocento. Il silenzio nelle sue antiche sale sembra fermare il tempo. I visitatori possono ammirare da vicino le pagine decorate, accompagnati dalle guide locali. In questi giorni gli ingressi sono cresciuti del 30% rispetto all’anno scorso.
Santarcangelo: fede popolare e mistero
Lungo la via Emilia, Santarcangelo di Romagna custodisce un altro gioiello: la Pieve di San Michele. Una delle chiese più antiche del territorio (l’attuale edificio risale al X secolo), molto amata dai pellegrini anche per le leggende legate alle sue grotte sotterranee. «Ci sono storie su reliquie nascoste e miracoli silenziosi», racconta Laura Santini, volontaria parrocchiale.
Tra spiritualità e radici locali
La visita papale ha riacceso l’interesse per queste mete spesso fuori dai grandi circuiti turistici. Negli ultimi quindici giorni le richieste per visite guidate sono raddoppiate rispetto allo scorso anno, dicono gli operatori locali. «C’è una riscoperta delle radici profonde», commenta il sindaco di Rimini Juri Marcucci: «e questo fa bene non solo alla fede ma all’identità culturale delle nostre comunità».
Dalla pittura rinascimentale ai mosaici bizantini, dai codici miniati alle chiese sotterranee: la Romagna offre oggi un percorso capace di unire generazioni diverse sotto il segno della bellezza sacra. E chi arriva seguendo il Pontefice – anche solo per qualche ora – dovrebbe approfittarne per scoprire angoli nascosti e dettagli spesso trascurati.