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Shanghai Disneyland: il Parco Disney che Sfida Walt Disney con Attrazioni Uniche

Silvana Lopez by Silvana Lopez
24 Agosto 2026
in Soggiorni e dintorni
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Soggiorni e dintorni

Città del Capo, 24 agosto 2026 – Nuotare tra gli squali senza gabbia: per molti un azzardo, qui invece è diventato realtà. Succede in Sudafrica, dove un gruppo di sub ha scelto di sfidare i luoghi comuni sulle creature marine più temute. L’appuntamento è nell’Oceano Atlantico, poco oltre le coste di Gansbaai, meta ogni anno di centinaia di appassionati pronti a immergersi nelle acque fredde senza alcuna protezione metallica. Perché? Per conoscere davvero gli squali, al di là dei miti e delle paure che li hanno resi protagonisti di racconti e film.

L’esperienza diretta tra le onde

“Pensavo fosse follia”, racconta Marco Bellini, biologo marino milanese, alla sua prima immersione senza gabbia. Era appena l’alba, poco dopo le 7.15, quando il battello ha raggiunto una secca a meno di due miglia dalla riva. “Ci aspettavamo il panico — confessa — invece abbiamo provato solo rispetto”. Nei minuti che precedono il tuffo si scambiano consigli veloci: “Movimenti lenti, occhi aperti, niente urla”. Poi si entra in acqua. Il primo impatto con il freddo gelido, il respiro che si fa corto.

In pochi attimi spuntano le sagome. Nessuna barriera tra loro e i sub: solo il blu profondo e il silenzio rotto dai battiti del cuore. “Gli squali non si avvicinano con aggressività”, spiega Bellini. “Sono curiosi ma cauti. Stanno a distanza e girano piano intorno a noi. Solo allora capisci che non sono come te li immagini.”

Oltre la paura: il racconto degli esperti

Gli istruttori del centro locale Shark Explorers, guidati da Lindelwa Motsoeneng, dicono che la paura spesso è ingiustificata. “La sicurezza è la nostra priorità”, spiega Motsoeneng con fermezza. “Abbiamo regole chiare: niente oggetti luccicanti, restare uniti e rispettare sempre i segnali degli animali”. E i numeri confermano: “Dal 2015 nessun incidente grave”.

A colpire chi partecipa — raccontano — non sono tanto le dimensioni degli squali (alcuni superano i tre metri), ma la loro attenzione e prudenza. “Sei tu l’ospite”, riflette Serena Lupo, fotografa subacquea romana che documenta queste immersioni da quasi due anni. “Non cercano lo scontro; si avvicinano solo se capiscono che non rappresenti una minaccia”.

Perché rischiare: il fascino della scoperta

Ma cosa spinge a immergersi tra i grandi predatori senza protezioni? “La curiosità nasce dal voler rompere i pregiudizi”, risponde Lupo. Dopo decenni di film e storie che hanno alimentato paure profonde, c’è chi sente il bisogno di rivedere il rapporto uomo-squalo. Non è solo adrenalina o sfida personale; c’è anche una missione educativa: “La paura spesso nasce dall’ignoranza”, sottolinea la fotografa.

Un messaggio condiviso dalle guide sudafricane che — tra briefing in barca e silenziosi ritorni verso la costa — ricordano quanto sia importante proteggere queste creature. In mare aperto si impara a fidarsi del buon senso e della conoscenza delle abitudini animali più che delle barriere fisiche.

I numeri e il contesto internazionale

I dati 2025 dell’International Shark Attack File (ISAF) mostrano come gli incidenti durante immersioni senza gabbia siano rarissimi: su oltre 70mila immersioni guidate nel mondo negli ultimi tre anni, solo 4 casi di contatto accidentale e nessun decesso nell’area tra Gansbaai e False Bay. “La realtà è molto diversa da quella raccontata dai media”, commenta Motsoeneng.

Restano comunque le precauzioni: ogni gruppo deve avere almeno due sub esperti; a bordo ci sono dispositivi acustici d’emergenza; condizioni meteo controllate con attenzione. Tutto per evitare brutte sorprese.

Il valore umano dell’incontro

Al di là delle statistiche resta però ciò che ti resta dentro quando torni a bordo: visi stanchi ma sorridenti; storie condivise tra spruzzi d’acqua e asciugamani umidi. “Non dimenticherò mai quello sguardo”, confida Bellini parlando del suo primo incontro ravvicinato con uno squalo pinna nera.

Da queste esperienze nasce una nuova narrazione: gli squali tornano ad essere animali reali, fragili e preziosi dentro un ecosistema da capire piuttosto che temere. Forse questa è la scoperta più grande fatta sotto la fredda superficie dell’Atlantico meridionale.

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