Bangkok, 3 novembre 2026 – Ogni anno, in Thailandia, sono milioni i turisti che arrivano, italiani compresi, attratti dalle luci di Bangkok e dalle acque limpide di isole come Phuket e Koh Samui. Ma dietro quel quadro da cartolina ci sono regole che spesso si ignorano, e trasgredirle può trasformare la vacanza in un vero incubo. Non si tratta solo di buona educazione: multe, sanzioni e perfino il rischio di finire in carcere sono dietro l’angolo per chi non rispetta la legge locale.
Templi e immagini sacre: occhio alle regole
La prima cosa da tenere a mente è il rispetto per i templi buddisti. Le guide lo ripetono sempre: entrare con spalle o gambe scoperte, toccare statue o sedersi rivolti con i piedi verso un’immagine del Buddha è considerato un’offesa grave. E le autorità non scherzano: solo quest’estate a Wat Pho, nel cuore storico di Bangkok, quattro turisti sono stati multati. La multa? Circa 1.500 baht a testa, cioè 40 euro. “Abbiamo visto poliziotti all’ingresso fermare un gruppo di giovani italiani: uno indossava pantaloni corti, un altro ha fatto un selfie salendo su una balaustra”, racconta Paola, guida locale ad alanews. Nei casi più seri, come profanare immagini sacre, si rischia perfino l’arresto.
Spiagge vietate e souvenir da lasciare lì
Non tutto quello che sembra un bel ricordo si può portare via. Sulle spiagge thailandesi è vietato prendere sabbia, conchiglie o frammenti di corallo. All’aeroporto internazionale di Phuket capita spesso che turisti inconsapevoli vengano fermati con piccoli sacchetti “ricordo”. Le pene? La legge ambientale prevede fino a cinque anni di carcere o una multa fino a 100.000 baht (circa 2.600 euro) per chi cerca di esportare coralli. Gli agenti alla frontiera ormai usano scanner speciali per scovare oggetti vietati nei bagagli.
Motorini e casco: niente sconti
È una scena ormai classica: turisti che noleggiano scooter senza pensarci troppo, poi girano tra strade trafficate delle località balneari. Ma la polizia non fa eccezioni. Il casco è obbligatorio sempre – sia per chi guida sia per chi sta dietro – e va mostrata la patente internazionale se richiesta. A Chiang Mai, a settembre scorso, un italiano di 25 anni è stato multato con 500 baht per guida senza documenti. In situazioni più gravi – incidenti o guida in stato d’ebbrezza – si rischiano anche processi penali.
Truffe: prezzi alti e resto sbagliato
Nei mercati notturni o sulle spiagge più affollate le trappole non mancano mai: taxi senza tassametro, gite promesse e mai fatte, raggiri sul resto dato male apposta. Il ministero del Turismo thailandese ha pubblicato una lista aggiornata di consigli: evitare venditori troppo insistenti e noleggi improvvisati resta la regola d’oro. “Il problema più frequente sono i prezzi gonfiati”, dice Thanaporn Siriwan, capo dell’ufficio turistico di Phuket. Se qualcosa non torna? Meglio chiamare subito la polizia turistica al numero diretto 1155: spesso risolvono tutto sul momento.
Comportamenti vietati: sigarette elettroniche e chewing gum
Non ci sono solo regole legate a cultura o ambiente. La Thailandia ha vietato le sigarette elettroniche da anni: portarle significa rischiare confische immediate e multe salate fino a 10mila baht. Negli ultimi tempi alcuni turisti italiani sono stati trattenuti in aeroporto proprio perché avevano dispositivi “svapo” nascosti nei bagagli a mano. Stesso discorso per il chewing gum buttato per terra: nella capitale si rischiano multe fino a 2mila baht. E attenzione anche all’alcol dopo mezzanotte: vendita e consumo all’aperto sono proibiti.
Prima di partire: informarsi è fondamentale
“Non esiste una lista unica di regole”, spiega Andrea Peruzzi, console italiano a Bangkok, “ma negli ultimi anni la loro applicazione è diventata molto severa”. Il consiglio ai viaggiatori diretti in Thailandia è semplice: informarsi bene prima della partenza, seguire le indicazioni ufficiali e ricordarsi che abitudini innocue in Europa possono causare problemi seri qui dall’altra parte del mondo.
In fondo, resta una certezza: la Thailandia accoglie i visitatori con calore ma vuole rispetto per la sua cultura e le sue leggi. Meglio ricordarselo subito… e lasciare certi souvenir sugli scaffali dei negozi.