Rodi, 13 ottobre 2026 – Visitare l’isola di Rodi oggi vuol dire scegliere una delle mete più gettonate del Mediterraneo, un mix di antichità da scoprire, spiagge affollate e una vita che alterna momenti di calma a picchi improvvisi di turismo. Prima di partire, però, chi si prepara al viaggio dovrebbe avere chiaro dove andare, come arrivarci e cosa aspettarsi davvero appena messo piede a terra, magari al porto di Mandraki o all’aeroporto internazionale “Diagoras”, a circa 15 chilometri dal centro storico.
Come arrivare a Rodi: voli diretti e traghetti dal Pireo
La maggior parte dei turisti arriva a Rodi con voli diretti dalle principali città italiane – Milano, Roma, Venezia – serviti sia da compagnie low cost che dai vettori tradizionali. In estate i collegamenti si intensificano e i prezzi possono cambiare anche nel giro di poche ore. Un’alternativa scelta da molti è il traghetto dal porto del Pireo, ad Atene: il viaggio dura più di tredici ore ma permette di arrivare con l’auto al seguito, noleggiata o propria. Una soluzione comoda per chi vuole muoversi senza limiti tra calette nascoste e valli interne.
Al molo, nelle ore centrali il via vai è intenso. I tassisti attendono con cartelli ben visibili, mentre gli autobus turistici fanno la spola tra la parte nuova e quella antica della città. “Qui vedi arrivare gente da ogni angolo del mondo”, racconta Giorgos, autista urbano. Il sistema è semplice: si compra il biglietto direttamente a bordo (intorno ai due euro), si guarda la cartina e si scende dove capita, magari davanti alle imponenti mura medievali.
Le zone da non perdere: città vecchia, Lindos e Prasonisi
Chi sbarca a Rodi città viene subito avvolto dall’imponenza delle mura costruite dai Cavalieri di San Giovanni: una cinta solida che racchiude vicoli freschi e piazze lastricate. Camminare qui significa perdersi tra botteghe di spezie, taverne raccolte e chiese ortodosse ornate da icone dorate. Quando cala la sera, verso le 21, la folla si sposta lungo via Socratous dove risuonano lingue diverse accompagnate da musica leggera. Molti residenti preferiscono invece rifugiarsi nei locali più tranquilli della Nea Agora o nei dintorni del porto.
Imperdibile è Lindos, a circa 50 chilometri a sud-est. “Ci sono stata per vedere l’acropoli al tramonto”, racconta Elena da Milano. La salita è ripida; qualche anziano offre ancora giri in asino ma stanno diminuendo – le polemiche sul loro sfruttamento hanno raggiunto anche questo angolo dell’isola. Sotto l’acropoli si trova una spiaggia con sdraio colorate e bar che offrono un po’ d’ombra dal sole cocente.
Più a sud c’è Prasonisi: qui il vento attira surfisti e appassionati di kite da tutta Europa. Una sottile lingua di sabbia separa l’Egeo dal Mediterraneo; in estate si attraversa a piedi in mezzo a tavole da surf, sedie pieghevoli e tende da campeggio.
Sicurezza e consigli pratici: dalle spiagge agli spostamenti
Girare per Rodi è sicuro – soprattutto nelle zone turistiche –, ma il traffico può diventare un po’ caotico in alta stagione. Chi noleggia un’auto deve fare attenzione sulle strade strette dei paesini come Archangelos o Afandou, dove le regole sulle precedenze non sono sempre rispettate. Le multe per divieto di sosta fioccano vicino alle attrazioni principali: conviene usare i parcheggi ufficiali, spesso a pagamento (tariffe dai 3 ai 6 euro per mezza giornata).
Le spiagge pubbliche non mancano ma spesso non sono ben attrezzate. “Mi aspettavo qualche servizio in più”, ammette Marco, bolognese in vacanza con la famiglia. Alcuni stabilimenti noleggiano lettini e ombrelloni a prezzi variabili tra i 10 e i 25 euro al giorno. Occhio al sole già forte dalle 11 del mattino – le scottature sono dietro l’angolo.
Per quanto riguarda la sicurezza personale, le autorità locali avvertono su furti occasionali nelle zone dei locali notturni più frequentati: meglio non lasciare nulla incustodito sulle spiagge o dentro le auto parcheggiate.
Norme di comportamento ed etichetta locale
Gli abitanti dell’isola – poco più di 120mila residenti – hanno imparato col tempo ad accettare i turisti con una certa apertura. Tuttavia restano regole non scritte: vestirsi con rispetto nei luoghi religiosi; evitare rumori forti nelle ore pomeridiane di riposo (dalle 15 alle 17); non fotografare persone senza permesso. Nei ristoranti tradizionali capita spesso che alla fine del pasto venga offerto un dolcetto o un bicchierino di ouzo; rifiutare può sembrare scortese.
“Gli italiani qui si sentono quasi come a casa”, spiega Maria Papadopoulou che gestisce una pensione vicino alla spiaggia di Faliraki. “Basta poco per entrare in sintonia con la gente del posto – anche solo un semplice kalimera al mattino”.
Chi parte preparato sa che Rodi non è solo mare affollato e sole cocente: il vero fascino emerge nei villaggi meno frequentati dai turisti e nella vita quotidiana degli isolani che, anche a ottobre come d’estate inoltrata, seguono i loro ritmi senza fretta.