Benidorm, 14 ottobre 2026 – Il titolo di Città Verde Europea 2028 va a Benidorm, nota località spagnola della Costa Blanca, celebre per i suoi grattacieli affacciati sul Mediterraneo, le lunghe spiagge e un turismo stagionale che ogni estate supera il milione di visitatori. La notizia è arrivata stamattina direttamente da Bruxelles, dove il comitato europeo ha riconosciuto il lungo percorso di trasformazione della città. Qui, tra lungomare, quartieri residenziali e torri alberghiere, la vera sfida è stata sempre quella di far convivere il turismo di massa con una gestione ambientale sostenibile, partendo dalla risorsa più preziosa della zona: l’acqua.
Sostenibilità e turismo di massa: la convivenza è possibile
A convincere la giuria europea non sono stati soltanto i numeri – 11 milioni di pernottamenti all’anno su appena 70.000 abitanti, dati del municipio alla mano – ma soprattutto la capacità di Benidorm di contenere l’impatto del turismo intensivo. Il sindaco Toni Pérez ha spiegato con chiarezza: “Abbiamo puntato tutto sulla gestione intelligente delle risorse. Ogni litro d’acqua viene monitorato con attenzione. Sappiamo esattamente quanto consumano alberghi, case vacanza e stabilimenti balneari”.
I dati raccolti dal comune confermano una riduzione del consumo idrico pro capite superiore al 15% rispetto al 2018. Un risultato ottenuto grazie a un sistema centralizzato che mette insieme dati dai contatori digitali, previsioni meteo e flussi turistici. Le piscine degli hotel vengono riempite solo quando serve davvero, mentre l’irrigazione dei giardini pubblici avviene all’alba o dopo il tramonto. “Solo così – dice Pérez – evitiamo sprechi nei mesi più difficili”.
Gestione dell’acqua e protezione delle spiagge
Al centro della strategia verde di Benidorm c’è proprio l’acqua. La città si trova in una delle zone più aride dell’Est spagnolo e durante l’alta stagione le ondate di calore hanno spesso messo sotto stress il sistema idrico locale. Eppure le spiagge di Levante e Ponente continuano a sventolare la Bandiera Blu per la qualità delle acque e dei servizi offerti.
“Abbiamo investito molto nella depurazione e nel riuso”, spiega Vicente Mayor, responsabile dei servizi ambientali comunali. Oggi il 98% delle acque reflue viene trattato e riutilizzato per irrigare le aree verdi pubbliche o per raffreddare gli impianti turistici. Una mossa che ha ridotto notevolmente la pressione sulle falde acquifere.
Ma non finisce qui: la pulizia quotidiana della battigia e un servizio di raccolta differenziata attivo anche in spiaggia hanno permesso a Benidorm di mantenere i livelli di balneabilità richiesti dagli ultimi standard europei. “Il trucco? Non lasciare nulla al caso – sottolinea Mayor – nemmeno nei weekend più affollati d’agosto”.
Mobilità elettrica e urbanistica verticale
Benidorm ha puntato molto anche su un modello di urbanistica verticale: i grattacieli riducono il consumo del suolo permettendo più spazio per parchi e piste ciclabili lungo il lungomare. Le navette elettriche collegano i quartieri al centro città e alle spiagge principali ogni dieci minuti durante la stagione turistica.
Un rapporto dell’Università di Alicante del 2025 certifica che negli ultimi cinque anni Benidorm ha dimezzato le emissioni generate dal trasporto privato grazie agli incentivi per veicoli elettrici e alle zone a traffico limitato intorno agli hotel principali. “Funziona bene – conferma Maria Sánchez, receptionist in un albergo del Rincón de Loix – ormai qui tutti si muovono a piedi o in bici”.
Un modello che fa scuola nel Mediterraneo
La Commissione europea ha scelto Benidorm come esempio da seguire per tutte le città balneari alle prese con cambiamenti climatici e overtourism. L’obiettivo è chiaro: dimostrare che turismo e ambiente possono andare d’accordo. “Siamo partiti quasi per necessità – ammette il sindaco Pérez – ma ora vogliamo diventare un punto di riferimento anche oltre i confini spagnoli”.
La cerimonia ufficiale per consegnare il titolo di Città Verde Europea 2028 è fissata per giugno prossimo. Nel frattempo, Benidorm continua a muoversi tra nuove sfide ambientali e una stagione turistica che si preannuncia ancora una volta affollata, senza mai rinunciare al mare e alla sostenibilità che le sono valsi questo importante riconoscimento europeo.