Rimini, 13 ottobre 2026 – Da domani la Fiera di Rimini riapre i battenti, pronta a ospitare i protagonisti dell’industria del turismo. Operatori, aziende e istituzioni arriveranno da tutta Italia – e non solo – per un’edizione che si preannuncia decisiva per il settore. Dal 14 al 16 ottobre, padiglioni e corridoi si animeranno di incontri, presentazioni e confronti con un unico obiettivo: rilanciare un comparto ancora scosso da mesi di incertezze e grandi cambiamenti. È un fatto noto: la ripresa post-pandemia ha cambiato le carte in tavola, costringendo tutti – dagli albergatori ai tour operator – a riscrivere le proprie regole.
La Fiera di Rimini si conferma snodo centrale per il turismo
L’appuntamento, che si svolge nel grande quartiere fieristico di Via Emilia 155, comincerà domattina alle 9:30 con la cerimonia inaugurale, dove saliranno sul palco rappresentanti del Ministero del Turismo e della Regione Emilia-Romagna. Gli organizzatori di Italian Exhibition Group prevedono più di 1.500 espositori e oltre 60.000 visitatori professionali nei tre giorni della manifestazione. Un ritorno ai numeri pre-pandemia, se tutto andrà secondo le previsioni.
Gli stand sono quasi pronti fin dal tardo pomeriggio di oggi; fuori dal padiglione il piazzale è un brulicare ordinato di furgoni e tir, con personale impegnato a sistemare carrelli e trolley – piccoli dettagli che raccontano bene l’attesa che c’è nell’aria. “Siamo qui dalla mattina presto, c’è voglia di fare e di rilanciare. Il turismo resta un asset fondamentale”, spiega Roberto Canducci, proprietario di una struttura alberghiera a Riccione.
Le sfide del settore: sostenibilità, digitalizzazione e nuovi mercati
Al centro della discussione ci sono problemi ancora aperti. La prima parola chiave – ribadita anche dagli interventi istituzionali previsti per domani – è la sostenibilità. In programma ci sono diversi panel su gestione delle risorse ambientali, mobilità green e turismo responsabile. “Non possiamo più permetterci sprechi o scelte miope”, ha detto ieri Margherita Tosi, assessora al Turismo della Regione.
Poi c’è la parola d’ordine digitalizzazione, presente in quasi tutti i comunicati stampa degli espositori. Prenotazioni online, servizi personalizzati e promozione sui social ormai sono la norma richiesta dagli operatori. Ma una recente indagine Federalberghi diffusa stamattina evidenzia come solo il 45% delle strutture italiane abbia completato il processo digitale.
Infine, la questione dei nuovi mercati da conquistare: particolare attenzione è rivolta ai turisti stranieri provenienti da Asia e Nord America. “Dobbiamo saperci rivolgere a questi nuovi flussi, investendo su competenze professionali e lingue straniere”, dice Marco Lombardi, presidente dell’associazione nazionale tour operator.
Eventi, workshop e networking: cosa accade nei padiglioni
La tre giorni non sarà solo una vetrina statica: il calendario propone workshop tematici, incontri B2B e presentazioni con dati aggiornati sul settore. Tra gli appuntamenti più attesi c’è la “Borsa del Turismo Internazionale”, in programma alle 14 del 15 ottobre, che riunirà operatori da oltre 40 Paesi. I visitatori avranno modo di incontrare fornitori di tecnologie innovative, tour operator specializzati e startup attive nel travel tech.
Nel Padiglione C1 ci sarà un confronto tra imprenditori sull’ospitalità diffusa nei borghi italiani – una formula che ha guadagnato terreno dopo la pandemia. Spazi saranno dedicati anche al turismo accessibile e alle esperienze enogastronomiche locali.
Già oggi nei corridoi si respira un’atmosfera operosa ma prudente: “C’è ottimismo ma restano molte incognite: dai costi dell’energia alla difficoltà nel trovare personale fino alla concorrenza delle grandi piattaforme online”, racconta Anna Vannucci, responsabile marketing per una catena alberghiera toscana.
Impatti attesi sull’economia locale
Per Rimini e la riviera romagnola questa manifestazione è anche un’occasione economica importante. Gli hotel lungo Viale Vespucci sono già pieni – dicono le associazioni di categoria – mentre ristoranti e bar si preparano ad accogliere centinaia di ospiti ogni ora del giorno.
La Camera di Commercio locale stima che l’indotto generato dalla Fiera nelle ultime edizioni abbia superato i 30 milioni di euro, grazie a soggiorni, servizi logistici ed eventi collaterali. Quest’anno la cifra potrebbe salire ancora. “Non è solo business: è la vita della città che riparte”, sottolinea Matteo Gennari, presidente degli albergatori riminesi.
Sguardo al futuro: il turismo cambia pelle
In attesa dei dati ufficiali sull’affluenza – previsti per mercoledì mattina – l’impressione tra gli addetti ai lavori è quella di un settore in movimento continuo. Lo scenario globale resta incerto; le sfide non mancano. Ma qui alla Fiera di Rimini la voglia di ripartire si sente forte quasi ad ogni passo tra i padiglioni.
Operatori, aziende e istituzioni cercano nuove strade per rendere il turismo italiano più solido e competitivo. Tre giorni non bastano a sciogliere tutti i nodi ma – come racconta sorridendo uno degli addetti davanti allo stand delle startup – “è già tanto ritrovarsi faccia a faccia a parlare guardandosi negli occhi”.