Città del Capo, 30 ottobre 2026 – Immergersi tra gli squali senza la gabbia di protezione: un gesto che a molti può sembrare una vera e propria follia. Eppure, qui in Sudafrica, ogni giorno decine di persone scelgono di buttarsi in queste acque, sfidando paure e pregiudizi e scoprendo una realtà ben lontana da quella che ci mostrano i film.
Immersioni tra gli squali senza protezioni
Sulla costa atlantica di Città del Capo, poco dopo le 8 del mattino, i gommoni lasciano Simon’s Town. A bordo, esperti locali insieme a piccoli gruppi di curiosi: turisti europei, appassionati di fotografia subacquea, qualche biologo marino. Destinazione? Shark Alley, quel tratto d’acqua tra Dyer Island e Geyser Rock famoso per la presenza massiccia di squali bianchi e bronzo.
A guidare le immersioni è un professionista come James van der Merwe, sudafricano con vent’anni alle spalle in questo mestiere. “Senza gabbia si capisce davvero chi sono questi animali,” racconta appena arrivati. “Serve rispetto: tenersi a distanza, osservare i loro comportamenti. Non sono delle macchine assassine; anzi, spesso nemmeno si accorgono dei sub.”
I partecipanti confermano: dopo i primi attimi di tensione, arriva la sorpresa. Gli squali si fanno vedere ma non aggrediscono, nuotano a distanza con calma e sembrano più interessati a capire chi c’è sotto il pelo dell’acqua. “Mi dava quasi l’idea che ci stessero studiando loro,” dice Marianne, francese al suo primo viaggio in Sudafrica. Nessuno urla né si mette a correre verso la superficie.
Oltre i pregiudizi: la realtà degli squali
Il mito dello squalo assassino è ormai radicato nella cultura pop – colpa anche di film come “Lo Squalo” – ma i numeri raccontano un’altra storia. Secondo il South African Shark Conservancy, nel 2025 nel mondo si sono contati 74 attacchi non provocati da squali. Di questi solo tre sono stati fatali. Nel frattempo, però, ogni anno si calcolano circa 100 milioni di squali uccisi dalla pesca e dall’inquinamento.
Gli istruttori sottolineano quanto sia importante togliere questo alone di terrore dagli squali. “Sono una parte fondamentale dell’ecosistema marino,” spiega Tamsin Pillay, biologa all’università di Stellenbosch. “Regolano le popolazioni dei pesci malati e aiutano a mantenere l’equilibrio della catena alimentare. Senza di loro il mare soffrirebbe.”
L’impatto sul turismo locale e le precauzioni
Lo shark diving senza gabbia sta diventando sempre più popolare e porta lavoro alle comunità costiere della zona. Nel solo 2025 oltre 30mila persone hanno scelto queste immersioni nella provincia del Capo Occidentale, generando un giro d’affari vicino ai 10 milioni di euro tra guide subacquee, noleggiatori e strutture ricettive.
Ma le regole restano ferree: immersioni con gruppi piccoli (mai più di sei persone), almeno due professionisti presenti per ogni uscita e divieto assoluto di toccare o dare da mangiare agli squali. Chi trasgredisce rischia multe salate.
Le emozioni dei partecipanti
“Quando sei lì sotto ti rendi conto che la paura nasce dall’ignoranza,” confida Riccardo, romano di 42 anni in viaggio con la moglie. La sua esperienza è simile a quella degli altri sub: chi parla di un momento “intimo”, chi della sfida con se stesso per superare le paure mentali. Molti tornano in superficie silenziosi, quasi sorpresi dalla calma con cui gli squali si muovono.
Al ritorno sul molo qualcuno mostra video o foto con orgoglio; altri invece tengono tutto dentro: “È qualcosa che fai per te stesso,” dice Marianne, “non per farlo vedere su Instagram.”
Riflessioni finali: paura e consapevolezza
L’esperienza dello shark diving senza protezione sembra cambiare davvero chi la vive: meno terrore e più rispetto verso questi animali. I numeri dicono che il rischio c’è ma è limitato; intanto cresce il turismo consapevole. Gli organizzatori spingono perché il settore venga regolamentato ancora meglio per proteggere sia i sub sia gli stessi squali.
Chi torna dalla Shark Alley lo racconta così: “Gli squali fanno parte del mare. E il mare non lo puoi possedere.” Un modo tutto nuovo – forse più vero – per imparare a guardare negli abissi senza paura.