Roma, 30 ottobre 2026 – Nel weekend tra 31 ottobre e 1° novembre 2026, in tutta Italia tornano le sagre, imperdibili per chi vuole gustare piatti tipici, prodotti di stagione e immergersi nelle atmosfere di paese. Dai borghi della Toscana fino alle piazze del Sud, gli eventi enogastronomici promettono di richiamare sia residenti che turisti. Più che un’occasione per mangiare bene, per molti centri si tratta di una tradizione che segna il passaggio tra autunno e inverno.
Sagre d’autunno tra castagne e vino novello
Nel cuore della Toscana, a Marradi, la tradizionale Sagra delle Castagne animerà piazza Le Scalelle fin dalla mattina del 31 ottobre. Gli stand apriranno alle 10, con volontari pronti a distribuire caldarroste e dolci locali a base di marroni. «Le castagne qui non mancano mai, sono parte della nostra storia», racconta Marco Fabbri, presidente della Pro Loco. Oltre a degustazioni golose, ci saranno laboratori per bambini e visite ai castagneti sulle colline vicine. L’attesa è palpabile: negli ultimi anni la festa ha richiamato sempre più famiglie, anche da fuori regione, come dalla provincia di Bologna.
Spostandosi verso il Lazio, il comune di Marino si prepara alla classica Sagra dell’Uva, rinviata a questo weekend dopo il maltempo di metà ottobre. Tra carrettini e musica in piazza Matteotti, spiccano le famose “fontane che danno vino”: secondo il sindaco Carlo Colizza, l’obiettivo è «riproporre le radici popolari senza dimenticare sicurezza e accessibilità». Per i visitatori ci saranno bottiglie di novello a prezzo contenuto e assaggi gratuiti dei dolci storici come la ciambella degli Sposi.
Specialità locali tra nord e sud
A Cuneo ritorna la celebre Fiera Nazionale del Tartufo Bianco. Dal 1° novembre alle 9.30 apre il Mercato del Tartufo sotto i portici di via Roma. Il prezzo si aggira intorno ai 250 euro all’etto, dicono gli espositori dell’associazione tartufai. I ristoranti locali proporranno menù dedicati al prezioso tubero: dai classici tagliolini all’uovo fino a piatti più creativi come il risotto al tartufo.
Nel centro storico di Sant’Agata de’ Goti, provincia di Benevento, la Sagra della Melannurca Campana IGP attira produttori da tutta la Valle Caudina. I banchetti aprono alle 11 con mele fresche, marmellate e liquori artigianali. Non manca la gara per la “mela più rossa”, giudicata da una giuria formata dai ragazzi delle scuole medie. «È un modo per mantenere vivo il legame tra agricoltura e giovani», spiega Michele Pilla, maestro elementare del posto.
Sapori di stagione e ricette antiche
Ad Amatrice (Rieti), ancora segnata dal sisma dieci anni fa, la comunità si stringe attorno alla Festa della Pasta all’Amatriciana. Gli stand aprono sabato alle 12 in piazza San Francesco: porzioni da gustare sul posto o da portare via per chi vuole dare una mano al territorio. «I nostri sughi hanno bisogno di tempo e pazienza», racconta Alessia Di Marco, volontaria della Croce Rossa locale. Accanto al cibo ci saranno piccoli spettacoli musicali con artisti locali e raccolte fondi.
Nel salernitano, a Castel San Lorenzo, tutta l’attenzione è sul Vino Paesano. Le cantine apriranno alle 16 con degustazioni guidate; in programma anche eventi collaterali come la mostra fotografica “I colori della vendemmia”. Per i più piccoli c’è una caccia al tesoro tra i vigneti: un modo per coinvolgere anche le famiglie.
Consigli pratici e reazioni dal territorio
Dalle Pro Loco e amministrazioni locali arrivano indicazioni sui prezzi dei ticket degustazione: variano dai 3 ai 10 euro, secondo il luogo e la specialità scelta. In sagre come quelle di Cuneo e Marradi conviene arrivare presto: i parcheggi vicino al centro storico sono pochi.
Non mancano però i timori per il meteo incerto: in molti borghi gli organizzatori hanno previsto tensostrutture o spazi coperti per non rischiare annullamenti in caso di pioggia. «Qui in autunno basta poco perché cambi tutto», dice Giuseppe Venturi, volontario storico alla sagra delle castagne di Marradi.
Per chi vuole un weekend diverso dal solito, le sagre sono anche l’occasione giusta per scoprire piccoli paesi lontani dal turismo di massa. Il consiglio che gira spesso – anche dagli operatori – è semplice: “muoversi piano”, prendersi tempo per chiacchierare con i produttori e godersi una passeggiata nei vicoli addobbati per l’occasione.