Dormire nelle antiche celle delle monache a Castel Badia: il castello medievale di lusso in Alto Adige

Giulia Ruberti

19 Luglio 2026

Bolzano, 19 luglio 2026 – Un castello del XII secolo che si affaccia a picco sulla Val Pusteria, un gruppo di ragazze avvolte in abiti lunghi che si muovono tra saloni e cortili come in un film, ma con lo sguardo fiero e libero delle nuove generazioni. È quello che succede a Castel Badia, frazione di San Lorenzo di Sebato, a pochi chilometri da Brunico. Da giugno qui un hotel di lusso ha riscritto le regole dell’ospitalità in Alto Adige.

Il Medioevo che torna, con spa annessa

Appena oltrepassi il grande portone in legno ti sembra di entrare in un’altra epoca: pietra viva, arazzi alle pareti, soffitti a volta e vetrate che filtrano una luce carica di storia. L’odore del legno antico, le armature appese vicino alla scala principale – dettagli veri, niente finzioni. Eppure, basta seguire una delle giovani ospiti – velate per gioco, vestite Dior per scelta – per capire che qui si vive qualcosa di diverso dal solito turismo “di charme”.

La direttrice, Verena Mairhofer, ti accoglie con una frase semplice ma efficace: “Chi viene qui cerca tempo per sé, ma anche storie da vivere.” L’hotel ha ventisette suite, tutte diverse tra loro, ed è pensato come un rifugio per chi vuole privacy e servizi fuori dal comune. In fondo al corridoio est c’è la porta che conduce alla spa incastonata nella roccia, a tre metri sotto il cortile: piscina scavata nella pietra, vasche idromassaggio riscaldate e un silenzio che arriva direttamente dalle montagne.

Ospiti giovani con voglia di libertà

A colpire è l’età media degli ospiti. Niente classico pubblico da centro termale o residenza storica: sono giovani – quasi tutte donne tra i venti e i trent’anni – arrivate da Parigi, Dubai, Milano. Alcune sono già note su Instagram, altre preferiscono restare anonime. “Volevamo un posto dove stare insieme senza dover recitare una parte,” racconta Maya, 27 anni, manager londinese, mostrando la piccola biblioteca privata nella torre sud. “Le regole? Minime: rispetto degli altri e degli spazi comuni.”

Le ragazze si divertono a indossare veli – abiti lunghi color crema o indaco, niente imposizioni religiose – e passano la giornata tra la piscina coperta e il grande tavolo conviviale sotto i glicini nel cortile interno. Ma non rinunciano al contatto col mondo: dalle 11 alle 12 parlano solo inglese (“serve per tenere sveglia la mente”, scherzano), poi yoga al tramonto nella sala banchetti.

Lusso discreto e prezzi da nobili

Se pensate a lusso sfacciato siete fuori strada. La filosofia di Castel Badia punta sui dettagli misurati: colazioni con pane appena sfornato e miele locale, caminetti accesi anche d’estate nei salotti privati. “Abbiamo voluto portare qui il meglio dell’ospitalità altoatesina senza perdere autenticità,” racconta Evelyn Peer, maître della sala da pranzo. La cena ogni sera riprende temi medievali rielaborati dagli chef locali; si mangia tutti insieme su lunghe tavolate illuminate da candele. Non c’è menù fisso: i piatti cambiano in base al raccolto del giorno.

I prezzi partono da 620 euro a notte per una suite con vista valle fino a 2.300 euro per la torre principale con quattro piani privati e terrazza panoramica. La spa è riservata solo agli ospiti: niente day use o ingressi esterni; una regola non scritta ma rispettata da tutti.

Un progetto ambizioso che guarda avanti

Il progetto è nato da un gruppo di imprenditori locali guidati dalla famiglia Erlacher ed è costato tre anni di restauri e quasi dieci milioni di euro. “Qui serviva proteggere la storia senza trasformarla in un museo,” confida il capofamiglia Franz Erlacher durante una visita alle antiche cucine. E i numeri sembrano dare ragione: secondo l’Azienda di Soggiorno locale le prenotazioni internazionali nell’area sono aumentate del 17% dall’apertura.

Alla fine si ha la sensazione di trovarsi in una fortezza dove il passato fa solo da sfondo; il vero lusso resta la libertà di decidere come trascorrere il tempo. Qui – tra mura millenarie e ospiti giovani che non amano le etichette – il Medioevo incontra il presente senza nostalgie. E tutto succede sotto lo sguardo silenzioso delle montagne.

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