Città del Capo, 22 giugno 2026 – Un gruppo di appassionati subacquei si è tuffato senza gabbia tra gli squali bianchi nelle acque fredde che bagnano Dyer Island, al largo della costa sudafricana. L’appuntamento, fissato all’alba di domenica, nasce da un’idea semplice ma ambiziosa: sfatare il mito degli squali come predatori feroci e imprevedibili. “Ci hanno sempre raccontato che incontrare uno squalo sia una sentenza – ha detto Matthew Clarke, istruttore britannico che vive nella Western Cape – ma in realtà basta poco per capire che non è così”.
L’esperienza diretta con gli squali
Il gruppo si è radunato alle 6.30 al porto di Gansbaai, un piccolo villaggio di pescatori famoso proprio per gli squali bianchi. Niente gabbie, solo muta in neoprene e bombole d’aria. “Quando mi sono trovato faccia a faccia con uno squalo lungo tre metri, non ho provato paura, solo curiosità”, ha raccontato Clarke. L’immersione è durata venti minuti. Intorno a loro, cinque squali nuotavano lentamente, mantenendo una certa distanza. L’obiettivo era chiaro: cambiare l’idea che il pubblico ha di questi animali, dimostrando che si possono osservare da vicino senza rischiare nulla.
Rischio calcolato e misure di sicurezza
Qui non si parla certo di azzardo. “Abbiamo passato mesi a studiare il comportamento degli squali e scelto un punto lontano dalle zone dove si nutrono”, spiega Rachel Mokoena, biologa marina sudafricana coinvolta nell’organizzazione. “Secondo i dati del Marine Dynamics Institute, gli attacchi agli esseri umani in queste condizioni sono rarissimi”, aggiunge Mokoena. Gli istruttori hanno seguito regole precise: immersioni in piccoli gruppi, niente oggetti luccicanti addosso, movimenti lenti e controllo costante tra subacquei. La decisione di togliere la gabbia è arrivata dopo settimane di osservazioni dirette e dopo il via libera delle autorità locali.
Paure da sfatare e dati scientifici
Lo squalo resta uno “spauracchio del mare”. Ma i numeri parlano chiaro: secondo il Global Shark Attack File nel 2025 ci sono stati solo 63 attacchi non provocati nel mondo – meno dei morti causati da fulmini o meduse. “Molto spesso temiamo ciò che non conosciamo. La maggior parte degli squali non vede l’uomo come preda”, ha spiegato Mokoena durante un briefing a bordo. Nel Western Cape l’ultimo attacco mortale risale al 2018.
Reazioni dal gruppo e impatto sul territorio
Per molti è stata una sorpresa. Luc Morel, francese di 41 anni, ammette: “All’inizio tremavo, poi ho capito che erano loro a guardarci con più diffidenza”. Qualcuno ha definito quell’incontro “surreale ma tranquillo”. Tornati a riva verso le 9.20 la tensione è svanita in sorrisi e pacche sulle spalle. “Vogliamo cambiare la narrazione – dice Clarke – gli squali sono fondamentali per l’equilibrio marino, devono essere protetti non cacciati”.
L’eco della spedizione ha raggiunto anche i pescatori locali, divisi tra paura e rispetto per questi predatori. Alcuni hanno già chiesto incontri pubblici per parlare dei risultati e valutare le ricadute turistiche per Gansbaai.
Futuro e divulgazione scientifica
Gli organizzatori puntano a far diventare questa esperienza un modello per la sensibilizzazione: “Abbiamo ripreso tutto con telecamere subacquee e porteremo le immagini nelle scuole”, annuncia Mokoena. Nei prossimi mesi sono previsti incontri con studenti e progetti di citizen science per monitorare gli squali bianchi nella zona. Il Dipartimento per la Conservazione della Biodiversità del Sudafrica guarda con interesse all’iniziativa come esempio da replicare altrove.
Non tutti però guardano avanti senza riserve: una parte della comunità scientifica invita alla prudenza. “Ogni incontro resta comunque imprevedibile”, avverte Johannes Brandt dell’Università di Città del Capo. Ma per gli organizzatori la strada è chiara: solo conoscendo davvero questi animali e superando la paura irrazionale potremo pensare a una convivenza vera tra uomo e squalo.
Sul molo di Gansbaai il vento si è alzato prima di mezzogiorno. Le barche sono tornate vuote verso riva ma, per qualcuno oggi il mare non sarà più lo stesso.