Immersioni con gli squali senza gabbia: la nuova avventura estrema che sta conquistando l’Italia

Silvana Lopez

25 Giugno 2026

Milano, 25 giugno 2026 – Immaginatevi a tuffarvi in mare aperto, senza protezioni, con gli squali a pochi metri da voi. Ieri pomeriggio, proprio tra La Maddalena e Caprera, un gruppo di appassionati – tra istruttori, ricercatori e semplici curiosi – ha deciso di vivere questa esperienza unica: il “shark diving senza gabbia”. Un’immersione sotto controllo, certo, ma a stretto contatto con animali spesso etichettati come predatori spietati. E allora la domanda si fa largo: sono davvero loro i “mostri” dei mari?

Shark diving, tra paura e realtà

Ieri intorno alle 14.30 una piccola barca stava ferma a una cinquantina di metri dalla costa. Il sole picchiava forte mentre i dodici partecipanti sistemavano le attrezzature in un silenzio carico di tensione; qualche sguardo tradiva un po’ di nervosismo. “Non pensavo proprio che l’avrei fatto – ha raccontato Marco R., impiegato di Padova –, credevo fosse roba da temerari”. Prima del tuffo c’è stata una breve lezione con i biologi della Società Italiana di Biologia Marina: “Gli squali sono molto meno pericolosi di quanto si immagini”, ha detto la dottoressa Elisabetta Capone, “ogni anno nel mondo si registrano una decina di attacchi gravi, spesso dovuti a errori o difesa”.

I numeri aiutano a spegnere tanti timori: secondo l’International Shark Attack File, la probabilità di essere attaccati da uno squalo è minima rispetto ai rischi quotidiani (incidenti stradali o domestici). Qui a La Maddalena, poi, gli squali sono quasi tutti di piccola taglia: verdesca e palombo sono i più comuni, raramente compare il mako. E nessun grande bianco all’orizzonte, almeno secondo chi conosce bene queste acque.

Un tuffo tra paura e curiosità

L’immersione è durata meno di venti minuti in un’acqua limpida con ottima visibilità. Subito sotto la superficie si percepiva una tensione palpabile: le pinne delle verdesche nuotavano lente poco lontano. “Li ho visti avvicinarsi tranquilli, quasi indifferenti”, ha detto Sara L., studentessa di biologia marina. È stato il momento in cui tutti hanno capito una cosa: nessun movimento brusco o segno di aggressività da parte loro. Gli squali, come ricordato dai biologi nel briefing, sono animali diffidenti e attaccano solo se strettamente necessario.

Tra i partecipanti c’era anche Jeff T., un ragazzo americano della Florida: “Ho nuotato con gli squali anche a casa mia – ha raccontato sorridendo dopo l’immersione –, ma qui l’acqua è più trasparente”. Un’esperienza nuova pure per chi pensa di averle viste tutte.

Lo squalo: mito o realtà?

Perché allora gli squali fanno così paura? Molto lo deve al cinema e ai media: basti pensare a “Lo Squalo” di Spielberg dagli anni ’70 fino alle cronache estive che puntano spesso sull’allarmismo. Eppure, dati della FAO dicono altro: ogni anno l’uomo ne uccide tra i 70 e i 100 milioni per pesca e pinne. Un colpo durissimo agli ecosistemi marini. “Serve più informazione vera e meno sensazionalismo”, sottolinea Capone. “Il vero rischio ce l’hanno loro”.

Negli ultimi anni associazioni come Shark Alliance e WWF Italia hanno avviato campagne per proteggere questi animali e smontare miti sbagliati. Studi recenti mostrano come molte specie siano in forte calo, mettendo a rischio la biodiversità.

Nuotare tra squali: più che adrenalina

Non è solo un modo per cercare brivido: chi sceglie queste immersioni vuole anche conoscere davvero il mare. “Non si tratta di coraggio o follia – spiega Marco R. –, ma piuttosto di capire dove finiscono le paure e dove comincia la realtà”. Nel 2025 il turismo subacqueo dedicato agli squali è cresciuto del 15%, secondo i dati dell’associazione Diving Italia.

Le regole sono rigide: niente tocchi agli animali, distanze rispettate e zero cibo in acqua. Tutto sotto controllo degli istruttori certificati. “Solo così ha senso farlo”, conclude Capone. Niente azzardi, solo rispetto e conoscenza diretta.

Mentre il sole tramontava piano sulla costa sarda, i partecipanti risalivano sulla barca. Qualcuno rideva nervosamente per le paure ancora vive, altri già pensavano al prossimo tuffo a settembre. Tra chi si butta senza gabbia e chi preferisce restare sulla barca resta un fatto certo: gli squali non sono mostri, ma creature fragili e fondamentali per il mare che ci circonda. E chi li incontra da vicino torna spesso diverso — almeno per un po’.

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