Immersioni con gli squali senza gabbia: la nuova frontiera dell’adrenalina in Italia

Silvana Lopez

25 Agosto 2026

Città del Capo, 25 agosto 2026 – Ieri pomeriggio, nella baia di False Bay, a pochi chilometri dal porto di Città del Capo, un gruppo di sub ha fatto qualcosa di insolito: immersione tra gli squali senza gabbia. Un gesto che a molti potrebbe sembrare folle, ma che sta trovando sempre più seguaci tra appassionati e biologi marini decisi a rompere con i soliti stereotipi sui predatori del mare. Alle 15.30, sotto un cielo terso e con l’oceano leggermente mosso, l’istruttore sudafricano Peter Botha ha guidato la discesa dalla scaletta del battello “Sea Ghost” per un incontro ravvicinato. “Solo così si capisce davvero cosa sono gli squali: animali, non mostri”, ha detto Botha prima di tuffarsi in acqua, con la muta ancora umida dal sudore dell’attesa.

Faccia a faccia con gli squali

L’immersione è durata meno di un’ora ed è avvenuta a circa 4 miglia dalla costa. La visibilità era buona: l’acqua blu cobalto lasciava scorgere subito i primi due squali pinna nera. Nessuna protezione metallica a fare da barriera: solo pinne, maschera e il rispetto delle regole più semplici – niente movimenti bruschi, mani e piedi controllati, respirazione calma. “Non è uno sport per chi cerca solo brividi,” ha spiegato Julia Meyer, biologa tedesca in vacanza lì per caso, “ma un modo per capire che il vero rischio nasce dalla paura, non dall’animale”.

Spesso quando pensiamo agli squali ci vengono in mente immagini di denti aguzzi e attacchi spaventosi. Ma i numeri dicono altro: secondo la International Shark Attack File, nel 2025 si sono contati solo 65 incidenti nel mondo intero – meno dei morsi di cani in una sola città europea in un mese.

Paura e pregiudizi alimentati dai media

A bordo prima dell’immersione l’atmosfera era tesa: qualcuno scherzava nervoso mentre stringeva la maschera, altri cercavano di fissare con una foto la superficie piatta dell’acqua come a voler fermare il momento. “Ci si sente piccoli. Esposti,” racconta Simone Riva, sub milanese appena rientrato dall’esperienza. “Ma è proprio lì che capisci quanto sono più miti di quanto immaginiamo.” La paura degli squali è radicata nella cultura popolare – grazie anche a film come “Jaws” – ma non sempre corrisponde alla realtà degli studi scientifici.

Per Botha, “gli squali stanno alla larga dalla gente quanto noi da loro. Si avvicinano solo se curiosi o se attirarti dal cibo. Attaccano solo se provocati.” Sul campo lo confermano le immersioni precedenti: nessun problema né con gli squali toro né con quelli bianchi.

Uno sport in crescita tra i sub

Lo shark diving senza gabbia non è più una novità soltanto in Sudafrica: Australia, Bahamas, Messico e Fiji stanno vivendo un aumento delle richieste. L’operatore Sea Ghost segnala una crescita costante soprattutto tra turisti europei tra i 28 e i 45 anni. “Ci sono regole precise,” spiega Botha: briefing obbligatorio prima dell’immersione, guide esperte sempre presenti e niente esche artificiali (chumming) durante le immersioni dedicate all’osservazione.

Il costo si aggira intorno ai 210 euro per due ore tra navigazione e immersione guidata con attrezzatura inclusa. “Non è questione di coraggio o sfida,” chiarisce la biologa Meyer, “ma di rispetto ed educazione. Chi si informa bene difficilmente rimane deluso.”

Salvaguardia e impatto sull’ambiente

L’interesse crescente per questo tipo di esperienza porta anche benefici per la tutela degli squali. Secondo la World Wildlife Fund, molte specie rischiano l’estinzione a causa della pesca eccessiva e della domanda delle pinne. Il contatto diretto aiuta a cambiare prospettiva: “Chi li vede da vicino capisce meglio il loro ruolo nell’ecosistema,” osserva Riva. Molti sub raccontano che dopo averli incontrati vogliono sostenere progetti per proteggere il mare.

Al tramonto sul molo, volti rilassati raccontano più di mille parole: oltre all’adrenalina resta il senso di aver sfiorato qualcosa di antico e frainteso. Gli squali nuotano lì davanti – lontani dall’immaginario spaventoso ma davvero vicini a chi osa superare la paura.

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