Milano, 16 ottobre 2026 – Milano, Bologna e Torino sono le tre città italiane che spiccano nella nuova classifica 2026 di Oxford Economics sulle metropoli dove si vive meglio nel mondo. Una lista di trenta centri, distribuiti tra Europa, Nord America e Asia, valutati su criteri ben precisi: servizi, ambiente, infrastrutture, opportunità di lavoro e qualità della vita in generale. Il rapporto è stato diffuso questa mattina e, come sottolineano gli autori, offre una fotografia del “benessere reale dei cittadini”, non si limita a guardare solo ai numeri economici.
Le città italiane che brillano nel ranking internazionale
Dopo mesi di analisi e raccolta dati, la classifica stilata da Oxford Economics comprende grandi metropoli come Zurigo, Vancouver, Monaco di Baviera e alcune capitali del Nord Europa. A guidare il gruppo italiano c’è Milano, che si piazza al ventesimo posto nel mondo. Seguono poi Bologna (ventiseiesima) e Torino (trentunesima, a pari merito con Stoccolma). Il punteggio finale tiene conto di sei indicatori principali: ambiente, sanità, istruzione, trasporti pubblici, sicurezza e reddito pro capite. In Italia, spiega il rapporto, le città che hanno puntato su trasporti sostenibili, smart city e servizi sociali hanno visto migliorare nettamente la qualità della vita.
“Non basta più guardare solo al Pil – ha spiegato Thomas Larkins, capo analista di Oxford Economics –. Conta soprattutto quello che si trova tutti i giorni intorno a te: il tempo che perdi per andare al lavoro, la facilità negli spostamenti, l’aria che respiri. Su questi fronti l’Italia sta iniziando a recuperare terreno.”
Milano, Bologna e Torino: perché sono in classifica
Milano si distingue per l’attrazione dei talenti dall’estero e per la spinta verso la mobilità elettrica. I dati raccolti tra aprile 2025 e giugno 2026 mostrano un calo delle emissioni in centro e un aumento delle piste ciclabili. “In molte periferie abbiamo visto una rinascita dei servizi”, racconta Silvia Frigerio del Politecnico di Milano. Questa edizione del rapporto include anche fattori “qualitativi”, come la percezione della sicurezza tra i residenti e la soddisfazione rispetto a scuole e ospedali.
Bologna, seconda tra le italiane, viene definita un “laboratorio” per coesione sociale e politiche familiari. L’amministrazione guidata dal sindaco Matteo Lepore mette in luce i progressi fatti sull’accessibilità agli asili nido e sulle offerte culturali nei quartieri popolari. “Oggi la città è meno congestionata rispetto a dieci anni fa”, dice un portavoce dell’assessorato all’urbanistica.
Infine Torino, terza italiana in classifica grazie a una trasformazione graduale ma decisa delle aree industriali con nuovi poli universitari e hub per start-up tecnologiche. Dal report emerge come i cittadini apprezzino soprattutto gli spazi verdi ampliati – Parco Dora è l’esempio più noto – e una rete di trasporti pubblici tra le più efficienti d’Italia.
Dove si vive meglio nel mondo nel 2026
In cima alla classifica troviamo città come Zurigo, Copenhagen e Melbourne, tutte con forte stabilità politica, bassissimi livelli di criminalità e grande attenzione all’ambiente. Gli esperti di Oxford Economics evidenziano come la pandemia abbia cambiato priorità: oggi contano molto di più la sanità efficiente e la qualità degli spazi pubblici.
Tra le metropoli asiatiche si fanno notare anche Singapore e Tokyo, entrambe in crescita grazie all’innovazione tecnologica e ai servizi digitali sempre più sviluppati. Di contro molte capitali europee arrancano a causa degli alti costi abitativi e del traffico congestionato. “Le città dove si vive meglio non sono sempre quelle più ricche – conclude Larkins – ma quelle capaci di ascoltare davvero chi ci abita.”
Le reazioni dall’Italia
Dopo la pubblicazione del rapporto sono arrivati commenti dai sindaci delle tre città italiane coinvolte: soddisfazione ma anche cautela nei toni. A Palazzo Marino il sindaco Giuseppe Sala ha definito il riconoscimento “uno stimolo per migliorare ancora su servizi e sicurezza”. Più prudente il collega torinese Stefano Lo Russo: “Siamo sulla strada giusta ma serve continuità negli investimenti per non perdere terreno.”
Intanto sui social molti cittadini mostrano orgoglio per vedere le loro città nella lista internazionale; non mancano però anche critiche legate ai prezzi delle case troppo alti o alla manutenzione insufficiente nei quartieri periferici – problemi noti a tutte le grandi città italiane.
Il rapporto completo di Oxford Economics è disponibile online da questa mattina; offre uno sguardo approfondito sulle performance delle singole città nei vari settori chiave e propone indicazioni utili sulle sfide urbane che ci aspettano nei prossimi anni.