Mascienda Guadalupe: la prima masseria messicana in Italia che unisce design e accoglienza pugliese

Giulia Ruberti

20 Luglio 2026

Bari, 20 luglio 2026 – Jennifer Andreu, architetta argentina trasferitasi in Puglia, ha dato nuova vita a una masseria seicentesca nelle campagne tra Monopoli e Fasano, creando un luogo dove si intrecciano design sudamericano e tradizione locale. Tutto è partito quasi per caso, durante una visita nel 2018. Oggi, nella sua “hacienda” circondata da ulivi e muretti a secco, accoglie ospiti da tutta Europa in cerca di ospitalità autentica, ambienti curati e silenzio.

Quando mondi lontani si incontrano nei dettagli di ogni giorno

Nell’estate del 2018 Jennifer Andreu – originaria di Cordoba, laureata a Buenos Aires – arrivò in Puglia spinta dalla curiosità. L’amica Roberta l’aveva convinta a passare qualche giorno nelle campagne intorno a Monopoli. Racconta: “Mi sono sentita subito a casa. C’erano i colori della mia terra ma tutto sembrava nuovo.” La masseria – comprata poco dopo con il marito Paolo – era un vecchio casale in pietra, malandato, con stalle abbandonate. “Ma la luce del tramonto cambiava tutto. È stato allora che abbiamo capito che poteva nascere qualcosa di speciale.”

Il restauro è durato due anni. Jennifer, che aveva già lavorato su boutique hotel a Bariloche e Mendoza, ha portato nella masseria una selezione di arredi sudamericani: tessuti naturali di Jujuy, lampade intrecciate a mano da artigiane di Salta. Ma nulla sarebbe stato possibile senza l’aiuto dei maestri locali: “Antonio mi ha insegnato la pazienza per i muretti; Lucia la precisione delle cuciture nelle tende di lino.” Un racconto fatto di piccoli gesti.

L’ospitalità che nasce dalla tavola

In questa masseria-hacienda, l’accoglienza ha un ritmo lento e sincero. Gli ospiti – soprattutto tedeschi, belgi e olandesi ma anche tanti italiani – vengono accolti all’alba da Jennifer e dalla sua squadra con un caffè forte e dolci tipici come le cartellate. Sui tavoli non mancano i fichi appena raccolti e la ricotta fresca dei vicini. “Non volevo un hotel freddo o impersonale,” spiega la proprietaria. Ogni camera porta il nome di una donna della famiglia: c’è la stanza di Maria, bisnonna pugliese di Paolo; quella di Carmen, zia argentina di Jennifer.

Spesso verso le 19 si organizza una cena comune sotto la pergola: piatti semplici come orecchiette fatte a mano e carne alla brace alla gaucha. Gli ospiti sono invitati a partecipare alla preparazione dei piatti. “È il modo migliore per conoscersi davvero,” dice Jennifer. Dai commenti lasciati online emerge chiaro che sono soprattutto la calma dell’atmosfera – fatta anche di silenzi condivisi e notti stellate – a lasciare il segno.

Turismo rurale e sostenibilità: scelte concrete

Non è solo questione di estetica: la masseria punta deciso sulla sostenibilità. L’edificio si alimenta con pannelli solari sui tetti esposti alla luce del mattino. Quasi tutti i prodotti serviti arrivano da pochi chilometri; molte verdure provengono dall’orto coltivato insieme a una cooperativa sociale di Fasano. “Qui il rispetto per la terra viene prima del guadagno,” sottolinea Jennifer Andreu. “Non si spreca acqua, tutto viene recuperato.” Un principio che trasmettono anche ai bambini con laboratori sull’olio e sulla raccolta delle erbe spontanee.

Durante l’anno qui si organizzano eventi diversi: laboratori di ceramica, concerti folk, incontri con chef locali e argentini. Poche settimane fa il cortile si è riempito per un concerto al tramonto della cantante Martina Villegas, artista argentina in tour in Italia.

Un boom nel turismo tra Monopoli e Fasano

Secondo i dati dell’associazione Pugliaperta, nel 2025 il numero di visitatori nelle masserie tra Monopoli e Fasano è cresciuto del 22%. Oltre trenta strutture nella zona hanno scelto una formula mista che unisce accoglienza tradizionale e influenze internazionali. Gli operatori spiegano che “non si cercano solo camere belle o piscine ma esperienze legate alle storie delle famiglie che qui hanno messo radici”.

Per Jennifer Andreu questa scommessa è vinta: “Vogliamo mostrare che la bellezza nasce dal mescolare mondi diversi”. E sorride davanti al portone appena imbiancato della masseria: “Quando cala il sole e i bambini corrono nell’aia sembra l’Argentina… poi senti le cicale pugliesi e capisci dov’è casa.”

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