Montenegro on the road: cosa vedere tra costa, laghi e parchi naturali

Uno scorcio di Cattaro, una città del Montenegro

Uno scorcio di Cattaro, una città del Montenegro | Unsplash @olga brajnovic - Okviaggi.it

Redazione

21 Aprile 2026

Per attraversare il Montenegro in modo sensato non basta qualche giorno isolato: servono un’auto e un margine di tempo sufficiente a collegare costa, laghi, passi di montagna e città storiche senza comprimere troppo le tappe. Il Paese è piccolo ma molto vario, con Adriatico, aree lacustri, canyon e massicci alpini concentrati in spazi ridotti; per chi arriva dall’Italia, gli scali più pratici restano Podgorica e Tivat. La valuta è l’euro, pur in assenza di adesione all’Unione europea.

Podgorica, punto di partenza e di ritorno

L’itinerario può iniziare e finire a Podgorica, città spesso sottovalutata ma utile per leggere la stratificazione più recente del Montenegro. Gran parte del centro è stato ricostruito dopo la Seconda guerra mondiale e l’impronta urbana è moderna, con resti storici concentrati a Stara varoš, la Torre dell’Orologio e alcune tracce del vecchio insediamento alla confluenza dei fiumi. Attorno compaiono palazzi del periodo jugoslavo, interventi brutalisti, il ponte Millennium e la grande Cattedrale della Resurrezione di Cristo. Nei parchi di Gorica e Petrovića restano monumenti partigiani e la vecchia residenza reale, oggi museo.

Il primo anello: Lago di Scutari e memoria jugoslava

Lasciata la capitale, la strada scende verso il Lago di Scutari, il più grande dei Balcani e uno dei principali parchi nazionali del Paese. Prima di arrivarci si incontra anche il grande spomenik di Barutana, uno dei simboli memoriali della zona. Dal belvedere di Pavlova Strana si apre la vista sulla curva del Rijeka Crnojevića, mentre più in basso restano Rijeka Crnojevića e Virpazar, quest’ultimo utile come base per il parco e per le escursioni in barca. Se si ha un mezzo proprio, si può deviare anche verso Murici Beach o salire verso punti panoramici meno frequentati come Stegvas.

Verso sud: Ulcinj, Stari Bar e la costa albanese

La fascia meridionale del Montenegro cambia registro. Ulcinj è il punto più a sud della costa montenegrina e presenta un contesto multietnico e bilingue, con la città vecchia arroccata come una fortezza sopra il mare. Poco più a nord, Stari Bar offre un altro tipo di paesaggio: un centro storico in rovina, con strutture bizantine, romane e ottomane, cinto da mura e immerso tra ulivi antichi. È una sequenza meno “da cartolina” rispetto ad altre località costiere, ma utile per capire la densità storica della zona.

Budva, la parte più affollata del litorale

Più a nord compare Budva, che resta la località balneare più evidente del Paese. Il lungomare è dominato da alberghi, locali e stabilimenti privati, ma il centro storico conserva mura, chiese e case in pietra chiara affacciate sul mare. In estate la città diventa una delle aree più dense della costa, con traffico, nightlife e spiagge molto frequentate; fuori dagli orari di punta, la parte vecchia recupera una dimensione più ordinata. La fascia costiera di Budva conta 20 spiagge distribuite su 25 chilometri di litorale.

Cetinje, Lovćen e la discesa verso le Bocche

Risalendo verso l’interno si arriva a Cetinje, la vecchia capitale, che conserva la memoria del periodo in cui il Montenegro era un principato autonomo. Tra palazzi storici, ex ambasciate e il monastero cittadino, il passato politico del Paese resta ben visibile. Poco distante si apre la Grotta di Lipa, mentre sopra la città si alza il massiccio del Lovćen, legato al mausoleo di Petar II Petrović-Njegoš. Dal versante del monte, la vecchia strada a tornanti scende verso il mare e introduce alle Bocche di Cattaro, uno dei tratti più riconoscibili del viaggio.

Kotor, Perast, Risan e Herceg Novi

Kotor è il centro più noto delle Bocche: città veneziana, stretta tra mura, vicoli e scalinate, con un centro storico riconosciuto dall’UNESCO. L’afflusso di crocieristi può essere consistente, ma nelle stagioni più tranquille la visita resta gestibile. Sulla stessa sponda si incontrano Perast, raccolta su una sola strada con palazzi barocchi e la Madonna dello Scalpello raggiungibile in barca; Risan, più semplice e funzionale come base; e Herceg Novi, che combina fortezze, scalinate e un’atmosfera più ordinaria rispetto a Kotor.

Nikšić e l’accesso al nord

Lasciata la costa, il tracciato riprende verso l’interno. La salita da Herceg Novi a Nikšić porta in un paesaggio più asciutto e meno levigato, punteggiato da spomenik e da un contesto urbano più funzionale che estetico. Nikšić è nota soprattutto per la birra, per i grandi viali e per il monumento partigiano sulla collina di Trebjesa. È un’interruzione pratica prima della parte più montuosa del viaggio.

Durmitor e Žabljak

Il cambio di scala arriva con il Parco nazionale del Durmitor. La strada verso Žabljak attraversa gallerie, dirupi e vedute improvvise sul lago Piva e sulle gole sottostanti. Il parco è riconosciuto dall’UNESCO e comprende cime oltre i 2.300 metri, canyon profondi e laghi glaciali. Il Lago Nero, vicino a Žabljak, resta uno dei punti più accessibili e leggibili dell’area, con due bacini circondati da conifere e un sentiero che permette di girarlo interamente. In questa zona si trovano anche il Bobotov Kuk, il canyon del Tara, il ponte di Đurđevića Tara e gli Stećci medievali riconosciuti dall’UNESCO.

Ostrog e il rientro verso Podgorica

La chiusura dell’anello passa da Ostrog, che si raggiunge con una strada stretta scavata nella roccia. Il monastero è uno dei principali luoghi religiosi dei Balcani occidentali, costruito a ridosso della parete e visitato ogni anno da pellegrini e viaggiatori. In alternativa, prima di rientrare a Podgorica, si può deviare verso la foresta di Biogradska Gora, oppure dedicare le ultime ore a siti minori nei dintorni della capitale, come Dajbabe o Ždrebaonik. Il ritorno alla città consente di chiudere il viaggio senza forzare i tempi, anche perché l’aeroporto resta a breve distanza dal centro.

Cosa rende il Montenegro diverso

Il tratto più evidente del Paese non è un singolo luogo, ma la successione rapida di ambienti molto diversi: costa, laghi, fortezze, città ottomane, monasteri, canyon e altopiani. Le Bocche di Cattaro hanno una forte componente storica, il Lago di Scutari concentra natura e piccoli centri di passaggio, mentre il nord del Durmitor sposta il viaggio su un registro quasi alpino. È questa discontinuità, più che un’attrazione specifica, a definire il Montenegro come itinerario.

Indicazioni pratiche

Sul piano operativo conviene prevedere un’auto, meglio se automatica, e non dare per scontati tempi rapidi di percorrenza: i tratti di montagna, i tornanti e i passaggi stretti impongono una guida prudente. In estate la costa si congestiona, soprattutto a Budva e Kotor. Per il periodo, maggio-giugno e settembre-ottobre restano i mesi più gestibili per chi vuole vedere i luoghi senza folle; l’estate è più adatta a mare e vita notturna. Per i documenti, ai viaggiatori italiani basta la carta d’identità valida per l’espatrio. Per telefono e dati, invece, il roaming non segue automaticamente le regole dell’Unione europea, quindi conviene controllare le tariffe prima della partenza.

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