Roma, 26 ottobre 2026 – Dai vulcani indonesiani avvolti nel fumo alle distese artiche illuminate dall’aurora boreale, fino a un gruppo di rinoceronti in corsa nella savana africana. Le immagini premiate ai Pano Awards 2026, il più prestigioso concorso mondiale dedicato alla fotografia panoramica, raccontano ancora una volta un pianeta sospeso tra bellezza e fragilità. Quest’anno la cerimonia si è svolta online, con una diretta streaming alle 21:00 ora italiana, e fotografi collegati da ogni angolo del mondo.
Un podio globale: dalle montagne islandesi alla savana africana
La giuria dei Pano Awards, formata da professionisti di livello internazionale come Peter Eastway e Daniel Kordan, ha valutato oltre 6000 fotografie inviate da più di 1500 autori. A spuntarla è stato lo spagnolo Miguel Ortega con uno scatto notturno del vulcano Semeru in eruzione, ripreso all’alba sull’isola di Giava: “Era tutto silenzio, poi la terra ha iniziato a tremare”, ha raccontato Ortega, “ho scattato mentre le prime luci cambiavano il colore del fumo”.
Secondo posto per la canadese Lena Dubois, che ha scelto il circolo polare artico per catturare una rara aurora boreale su un lago ghiacciato: “Tre notti senza dormire, poi all’improvviso il cielo si è acceso. Non ci sono parole per spiegare cosa si prova”, ha spiegato la fotografa. Il terzo premio è andato a Samuel Mthembu dal Sudafrica, autore di una panoramica aerea su un branco di rinoceronti in corsa nella riserva di Hluhluwe: “Volevo mostrare la loro forza ma anche la fragilità della specie”, ha confessato.
Natura sotto i riflettori: attenzione crescente alla sostenibilità
Gli organizzatori sottolineano come nelle ultime edizioni dei Pano Awards sia aumentata la presenza di immagini che raccontano grandi ecosistemi e segnali del cambiamento climatico. Quest’anno almeno un terzo delle foto finaliste affrontava temi ambientali, dagli incendi in California alle siccità in Australia.
“Si nota una ricerca più attenta a soggetti che mostrino sia la bellezza sia i pericoli che minacciano questi paesaggi”, ha detto Jeff Brown, fondatore della manifestazione. Alcune immagini – come quella premiata a Dubois – sono frutto di lunghe attese sul campo, spesso in condizioni meteo estreme. Un’altra tendenza emersa è l’uso sempre più sofisticato delle tecniche digitali di post-produzione per costruire fotografie panoramiche senza perdere naturalezza nell’immagine finale.
Italia sul podio: menzione d’onore per Paolo Ferrero
Anche l’Italia si fa notare in questa edizione 2026 dei Pano Awards. Una menzione d’onore è stata assegnata a Paolo Ferrero, torinese classe ’81, con un panorama notturno delle colline del Monferrato illuminate dalla luna piena. Ferrero ci ha raccontato: “Il Monferrato ha linee dolci che cambiano con le stagioni, volevo catturare quella calma unica della notte”. La sua foto è stata scelta nella categoria “Nature/Landscape”.
Tra i lavori segnalati anche quelli della milanese Martina Visconti, che ha ritratto la laguna di Venezia avvolta dalla nebbia fitta, e del romano Andrea Pinna, specialista in fotografie urbane a lunga esposizione.
Premi e nuovi volti
Il concorso mette in palio un montepremi complessivo superiore ai 60mila dollari australiani. Oltre ai premi principali nelle diverse categorie – natura, architettura, viaggi – la giuria ha voluto segnalare giovani talenti under 25 come la giapponese ventiduenne Akiko Mori, autrice di uno scatto panoramico di Tokyo bagnata dalla pioggia.
Nonostante le difficoltà sempre maggiori nel viaggiare in alcune zone del mondo, la partecipazione internazionale resta alta. “Molti fotografi puntano su destinazioni vicine o sfruttano archivi personali per proporre nuovi sguardi sugli stessi luoghi”, osserva Brown. “Questo apre spazi creativi anche a chi non può spostarsi troppo”.
Fotografia panoramica tra tecnica e racconto
I Pano Awards confermano quanto la fotografia panoramica sia capace di unire narrazione, documentazione e innovazione tecnica. Lo sottolinea anche Ortega, vincitore assoluto: “Un panorama non è solo larghezza – è uno sguardo che si prende il suo tempo e il suo impegno. Mostriamo quello che spesso sfugge”. Tra eruzioni vulcaniche, cieli artici e animali selvatici, l’obiettivo resta lo stesso: raccontare con un solo scatto la profondità e complessità del nostro mondo.