Napoli, 13 luglio 2026 – Non è il Colosseo di Roma né la celebre Torre Eiffel di Parigi, eppure quest’estate il posto più ambito dai turisti americani è proprio il sito archeologico di Pompei, a due passi da Napoli. I dati delle principali piattaforme di viaggio parlano chiaro: negli ultimi due mesi, Pompei ha registrato un balzo a doppia cifra nelle prenotazioni dagli Stati Uniti.
Pompei mette ko Colosseo e Louvre: è la meta preferita dagli americani
Negli ultimi giorni gli operatori del turismo confermano un dato sorprendente: Pompei ha superato le classiche attrazioni europee. Secondo Expedia e Booking.com, le richieste per i biglietti del sito campano sono aumentate del 23% rispetto al 2025, lasciando indietro Colosseo e Louvre. Dietro questo boom c’è sia il fascino senza tempo della città sepolta dal Vesuvio nel 79 d.C., sia una curiosità sempre più forte spinta da documentari e social network.
“Pompei colpisce per la sua unicità e per come sono rimaste intatte case, strade e affreschi”, spiega Linda Jacobs, tour operator di Boston, contattata telefonicamente. “Molti americani hanno già visitato Roma e Parigi; ora cercano qualcosa di diverso, un’esperienza più vera”. Solo ieri il sito ha venduto oltre 13 mila biglietti, con più della metà acquistati da gruppi degli Stati Uniti.
Perché scelgono Pompei: esperienze autentiche e turismo lento
Il boom di Pompei non è un caso isolato, ma parte di una tendenza più ampia. I turisti americani vogliono evitare la folla e scegliere viaggi a tema. Secondo gli albergatori campani, il 64% delle richieste dagli USA riguarda pacchetti esperienziali come visite notturne fra le rovine, degustazioni nei vigneti alle pendici del Vesuvio e camminate fino al cratere.
Marco Esposito, presidente dell’Associazione Guide Campane, racconta: “Oggi la gente vuole sentire la storia sotto le dita, non solo scattare una foto veloce. Da maggio la richiesta di tour personalizzati è cresciuta parecchio”. Una delle novità che piace di più sono i laboratori di restauro aperti al pubblico nelle Domus appena riaperte.
Un volano per l’economia locale
L’arrivo massiccio dei turisti americani a Pompei – soprattutto nei weekend – si fa sentire anche sull’economia della zona. Nei dintorni degli scavi i negozi di souvenir parlano di “vendite record” grazie a oggetti ispirati a mosaici e affreschi; bar e ristoranti propongono menù a tema come “Pompeian lunch” o “Roman street food”. Per una camera doppia in un hotel quattro stelle del centro si spendono ora tra i 190 e i 240 euro a notte, secondo Trivago.
“Non abbiamo mai visto così tanti americani tutti insieme qui”, racconta Carlo Messina, proprietario di un ristorante su via Plinio. “Arrivano con guide private, ordinano spesso pasta con le vongole o mozzarella fresca locale. E restano più a lungo: ormai la permanenza media è salita a quattro giorni”.
L’altra faccia della medaglia: come gestire l’afflusso
Il Comune ha risposto mettendo più controlli e prolungando l’orario degli scavi fino alle 20 nel weekend estivo. Ma qualche problema resta: i treni per Napoli vanno spesso pieni all’inverosimile e il parcheggio principale si riempie già entro le 10 del mattino nei giorni clou.
Alessandra Capasso, assessora al Turismo del Comune di Pompei, sottolinea: “Siamo felici che il sito abbia visibilità mondiale, ma dobbiamo stare attenti a non esagerare con i numeri per proteggere i reperti. Per questo puntiamo su ingressi limitati e prenotazioni obbligatorie online”.
La voce dei turisti
Ieri mattina, poco dopo le 9 all’ingresso degli scavi c’era Karen Smith, 54 anni da Chicago, arrivata con marito e figli: “Avevamo pensato Roma, ma tutti ci hanno detto che Pompei era qualcosa di diverso. Volevamo capire com’era la vita prima dell’eruzione”. Sua figlia Allison guardava in silenzio i calchi delle vittime.
Con l’estate che entra nel vivo, Pompei si conferma così crocevia tra passato millenario e nuovi gusti del turismo globale – con gli americani in prima fila nella riscoperta del sito vesuviano.