Zante, 18 luglio 2026 – La famosa Spiaggia del Relitto di Zante, icona del turismo greco, resterà off limits per tutta l’estate 2026. A comunicarlo oggi il Ministero del Turismo di Atene, che ha evidenziato i nuovi pericoli legati a possibili frane. Intanto parte un intervento da 3,9 milioni di euro per mettere in sicurezza la scogliera che domina la baia e il celebre relitto della motonave Panagiotis, arenata sulla spiaggia dal 1980.
Il no deciso delle autorità greche
Dal prossimo lunedì 20 luglio non si potrà più entrare nella baia, dopo una relazione geologica commissionata dal Comune di Zakynthos. Gli esperti del politecnico di Patrasso, che hanno monitorato la zona, hanno segnalato “movimenti superficiali e microfratture” nella parte nord della parete rocciosa. Per il sindaco Nikos Aktypis si tratta di motivi abbastanza seri da imporre “una chiusura immediata per salvaguardare la sicurezza dei visitatori”. Da fine maggio si rincorrevano già le voci sulla possibile interdizione di Navagio Beach, ma solo oggi è arrivata la conferma ufficiale.
Un piano urgente per salvare spiaggia e relitto
Il progetto da 3,9 milioni, finanziato dal Ministero dell’Ambiente e dalla Regione delle Isole Ionie, agirà su tre fronti. Primo: installazione di reti paramassi e sensori per monitorare in tempo reale eventuali vibrazioni. Secondo: studio di sistemi per rallentare l’erosione marina che mette a rischio la stabilità della falesia. Terzo e più delicato: la messa in sicurezza del famoso relitto Panagiotis, ormai arrugginito ma simbolo visivo di Zante.
Sul relitto si agirà con trattamenti anticorrosione e rinforzi nelle parti più vulnerabili. “Solo così – ha spiegato l’assessore regionale all’ambiente Kostas Papadopoulos – potremo evitare che la nave svanisca nel giro di pochi anni”.
Turismo colpito duramente: le reazioni degli operatori
La chiusura pesa eccome sull’economia turistica locale. Secondo i dati della Camera di Commercio di Zakynthos, circa il 65% dei visitatori arriva sull’isola con l’obiettivo preciso di vedere Navagio. A soffrirne sono soprattutto i gestori dei caicchi in partenza ogni mattina dal porto di Porto Vromi. Tra loro c’è anche Nikos Stamatelopoulos, proprietario di una piccola compagnia nautica: “Questa stagione rischia davvero di saltare”, dice preoccupato, visto che molte prenotazioni sono già state cancellate da agenzie straniere.
Non mancano però voci a favore della chiusura: “Meglio perdere qualche mese che dover piangere vittime”, commenta Spiros Laskaris, guida ambientale locale. Negli ultimi anni la pressione turistica su quella spiaggia aveva toccato punte impressionanti, fino a ottomila persone al giorno in agosto.
Storia complicata e alternative temporanee
La Spiaggia del Relitto non è nuova a situazioni simili. Nel settembre 2018 una frana aveva ferito sette bagnanti; da allora sono state adottate limitazioni sugli sbarchi nelle ore più calde e divieti in caso di maltempo. Piccoli cedimenti si sono ripetuti negli anni successivi, confermando la necessità di tenere alta la guardia.
Per l’estate 2026 saranno comunque possibili visite panoramiche dalla falesia sopra la baia e tour in barca senza sbarco sulla sabbia. I lavori veri dovrebbero partire alla fine di luglio e andare avanti fino all’autunno.
Tra tutela ambientale e turismo: quale futuro?
Il dibattito sul domani della zona resta aperto. Da un lato ci sono le associazioni ambientaliste che chiedono limiti severi negli anni a venire per proteggere l’ecosistema dunale ormai fragile; dall’altro diversi operatori turistici spingono invece per una riapertura controllata, con ingressi limitati e visite guidate.
Il presidente della Camera di Commercio locale ha definito questa chiusura “un sacrificio necessario per salvare uno dei simboli dell’isola”, auspicando che Navagio possa riaprire “in sicurezza reale già dalla prossima primavera”. Nel frattempo il 2026 segna uno stop forzato che molti a Zante accettano con un misto di rassegnazione e speranza. E sullo sfondo resta immobile il relitto Panagiotis, destinato ora a resistere ancora un po’.