Ulva, 30 agosto 2026 – Nell’arcipelago delle Ebridi Interne, davanti alla costa occidentale scozzese, l’isola di Ulva ha deciso di chiudere ai visitatori ogni domenica. Una scelta presa dalla piccola comunità locale — appena una trentina di abitanti secondo gli ultimi dati del consiglio — per “ritrovare spazio e tempo per la vita di tutti i giorni”, come ha spiegato ieri pomeriggio Fiona MacKinnon, portavoce del trust degli abitanti. La misura parte da subito, già da questa settimana, senza eccezioni nemmeno durante le feste.
Ulva chiude ai turisti la domenica: la decisione e le ragioni
La notizia è arrivata con una comunicazione pubblicata alle 10.30 sul sito del community trust e ha sorpreso diversi operatori turistici, facendo subito discutere anche sui social. Il traghetto che collega l’isola a Mull — unica via d’accesso — non partirà più la domenica. “Era necessario — ha detto MacKinnon —, sentivamo il bisogno di difenderci da un turismo troppo invadente. La domenica sarà il nostro giorno di pace”. D’estate Ulva può arrivare a ospitare fino a 150 visitatori al giorno: un numero che stravolge completamente i ritmi per chi ci vive.
Una comunità piccola e una pressione che cresce
Pur estendendosi su 20 chilometri quadrati, Ulva conta oggi poco più di venti residenti. Dal 2018 è gestita da un trust locale dopo essere stata acquistata dalla comunità tramite crowdfunding e un aiuto pubblico del governo scozzese. Negli ultimi anni, grazie ai social e ad alcune guide che hanno esaltato la natura selvaggia dell’isola e le sue passeggiate tra i boschi di querce con vista sull’Atlantico, il numero di turisti è aumentato notevolmente. “Ci sono giorni in cui fatichiamo anche solo a incontrarci”, racconta John Campbell, uno dei più anziani della comunità. “Chi vive qui vuole poter andare in chiesa o fare due chiacchiere con il vicino senza doversi preoccupare degli orari dei visitatori”.
Il modello delle Ebridi e la sfida della sostenibilità
Ulva non è la prima nell’arcipelago a mettere limiti: già Iona aveva chiuso alcune strutture durante le festività per garantire momenti di tranquillità agli abitanti. Dietro c’è il grande tema della sostenibilità del turismo nelle piccole isole: trovare un equilibrio tra economia e qualità della vita non è mai semplice. Il consigliere locale Donald MacLeod spiega che la scelta non vuole penalizzare i turisti ma favorire “una presenza più rispettosa e distribuita nel tempo”. Nessuna minaccia per gli operatori locali, assicurano gli abitanti: “Chi vuole venire troverà sempre accoglienza gli altri sei giorni”, dice MacLeod.
Reazioni contrastanti tra gli operatori locali
La decisione ha diviso gli imprenditori dell’isola. C’è chi teme cali negli incassi proprio nel periodo più caldo dell’anno. Altri invece pensano che la pausa domenicale possa diventare un punto a favore per Ulva, attirando visitatori più consapevoli e attenti all’equilibrio dell’isola. “Questa scelta ci rappresenta”, racconta Mary Robertson, proprietaria dell’unico caffè sull’isola, raggiunta alle 14.15 mentre sistemava i tavolini all’aperto. “Abbiamo sempre voluto mantenere un ritmo umano”.
Una piccola rivoluzione silenziosa
Al molo è comparso un cartello bianco con scritto: “Sunday – No Visitors”. Non si registrano polemiche tra i residenti che nei pub di Mull parlano sottovoce della novità. In paese, al calar del sole, si sente solo il vento tra gli alberi. Sarà forse una parentesi — o l’inizio di un nuovo modo di vivere il turismo nelle isole minori del Regno Unito. Intanto su Ulva la domenica tornerà ad essere sinonimo di silenzio e riposo, come volevano gli abitanti stessi.