Milano, 25 ottobre 2026 – Gli italiani cambiano modo di viaggiare: dalle passeggiate a cavallo nelle valli del Trentino agli incontri con alpaca e lama in piccoli agriturismi lombardi, passando per le degustazioni di formaggi e le fughe di un weekend, il turismo nazionale si sta trasformando. Oggi chi prenota una vacanza cerca sempre più spesso esperienze vere, autentiche. Non si viaggia più solo per vedere, ma per “fare”. È questo il quadro che emerge dai dati degli operatori del settore e dai principali portali di prenotazione: il viaggio si fa esperienza, spesso all’aria aperta.
Le nuove passioni degli italiani
Gli ultimi dati dell’Osservatorio sul turismo italiano raccontano che nel corso dell’ultimo anno il 42% dei viaggiatori ha scelto destinazioni immerse nella natura. Passeggiate a cavallo, trekking in piccoli gruppi, attività di foraging e incontri con animali insoliti come lama e alpaca (sempre più presenti nelle aziende agricole tra Pavia e Bergamo) stanno lentamente scalzando il classico giro tra musei e monumenti. “La domanda è cambiata. Chi viaggia vuole qualcosa che resti dentro, un ricordo diverso”, spiega Valentina Rossini, responsabile marketing di un noto portale di agriturismo.
Le esperienze a contatto con la natura sembrano avere preso il sopravvento sui pacchetti organizzati di un tempo. Sempre più famiglie, coppie e gruppi di amici scelgono micro-avventure: una notte in una yurta in Piemonte, una lezione di mungitura nelle campagne emiliane o un’escursione tra i boschi alla scoperta di tartufi e castagne.
Degustazioni e weekend “adrenalinici”
Non solo natura e relax. Federalberghi segnala una crescita dell’interesse verso le esperienze enogastronomiche: dal piccolo caseificio della Val d’Orcia alla cantina biologica del Collio. Il fine settimana diventa così un viaggio sensoriale, fatto di profumi, sapori locali e tavolate condivise. In Umbria e Molise spuntano offerte per assaggi guidati e laboratori di cucina regionale. “Gli italiani vogliono qualcosa in più: non basta comprare prodotti tipici, vogliono capire come si fanno e magari mettersi alla prova”, racconta Giorgio Zanetti, titolare di una tenuta agricola vicino Norcia.
Tra i giovani non manca la voglia di emozioni forti. Escursioni in kayak, arrampicate sulle falesie liguri o sessioni di rafting in Val di Sole sono tra le attività più gettonate negli ultimi mesi secondo un’indagine Airbnb. Ma gli operatori sottolineano che questa ricerca dell’avventura va sempre a braccetto con il bisogno di sicurezza e autenticità. “Chi sceglie queste esperienze vuole adrenalina ma sempre sotto la guida di professionisti”, dice Marta Petrucci, istruttrice Fidal.
L’importanza della dimensione “piccola”
Anche la scala del viaggio cambia. Si preferiscono strutture a conduzione familiare o piccole aziende agricole con poche camere – spesso in borghi poco conosciuti o nelle aree interne del Paese. Secondo l’Istat, negli ultimi due anni la richiesta di alloggi rurali è aumentata del 28%. Perché? Perché c’è una voglia diffusa di staccare dalla vita frenetica delle città senza però finire immersi nella confusione.
In provincia di Siena molti turisti arrivano proprio per dormire in una vecchia casa colonica restaurata tra vigne e uliveti. “Qui ognuno ritrova il suo ritmo”, racconta Anna, che gestisce un B&B con sei posti letto a Radicofani. Niente grandi eventi o tour per folle numerose: la vera attrazione è il silenzio della campagna.
Un turismo più sostenibile
Dal mondo del turismo arriva un messaggio chiaro: la trasformazione delle abitudini dei viaggiatori italiani riflette anche un’urgenza ambientale sempre più sentita. Le strutture più richieste sono quelle che puntano su filiere corte, energia pulita e rispetto del territorio. A Bolzano ad esempio molti masi offrono vacanze a impatto zero: niente plastica, prodotti locali al 100%, percorsi da fare a piedi o in bici.
“La sensibilità verso questi temi è cresciuta molto – spiega Riccardo Bianchi, presidente Agriturist Trentino – . Chi viene qui oggi vuole capire come funzionano le aziende agricole, come si coltiva ciò che mangiamo”. Una curiosità concreta che orienta anche la scelta delle mete: meglio una vallata alpina poco frequentata piuttosto che località affollate.
In fondo, quello che cercano i nuovi viaggiatori italiani è forse semplice: uno spazio vero dove rallentare davvero. E magari imparare – camminando all’alba tra i prati o ascoltando una storia sotto un portico – che viaggiare può ancora essere un modo per sentirsi parte del posto dove si è arrivati.