Viaggiare in Europa con Animali Domestici: Nuove Regole UE su Microchip, Passaporto e Vaccini

Silvana Lopez

23 Aprile 2026

Roma, 23 aprile 2026 – Dal mese prossimo, chi viaggia con cani, gatti o furetti dentro l’Unione Europea o verso Paesi extra UE deve fare i conti con regole più rigide. Sul tavolo ci sono microchip obbligatorio, passaporto aggiornato e vaccinazioni certificate: la Commissione europea ha infatti deciso di alzare il livello dei controlli alle frontiere, dopo che sono cresciuti i casi di animali respinti o messi in quarantena, come confermano gli ultimi report delle autorità sanitarie.

Microchip: cosa cambia e quando serve davvero

Chi si muove con il proprio animale – cane, gatto o furetto che sia – deve avere un microchip elettronico. La norma UE 576/2013 lo impone da tempo, ma ora si stringono i controlli in entrata e uscita. Il microchip deve essere messo da un veterinario autorizzato: “Non basta il tatuaggio, serve un codice identificativo leggibile ovunque in Europa”, spiega la dottoressa Anna Rossetti, responsabile dell’ambulatorio ASL Roma 2. Chi non ce l’ha rischia che l’animale venga fermato in dogana, anche solo per qualche ora.

Il microchip viene registrato nella banca dati nazionale e compare sul passaporto veterinario. Le multe cambiano da paese a paese: in Italia si va dai 100 ai 500 euro.

Passaporto veterinario: sempre aggiornato e completo

Un altro passaggio obbligato è il passaporto europeo per animali da compagnia, rilasciato dalle ASL o da veterinari accreditati. Dentro ci sono tutti i dati dell’animale e del proprietario, più le informazioni su vaccini e trattamenti antiparassitari. Deve essere compilato per intero e tenuto sempre aggiornato, anche quando cambia il proprietario.

“Ultimamente abbiamo visto tanti passaporti incompleti o scaduti, soprattutto per chi viaggia verso Balcani o Nord Africa”, racconta il dottor Paolo Ricci, veterinario a Fiumicino. Se manca qualche documento la Polizia di Frontiera può trattenere l’animale per giorni in attesa di verifiche.

Vaccini: regole chiare dentro e fuori l’UE

Per viaggiare nell’UE è obbligatorio il vaccino contro la rabbia, fatto almeno 21 giorni prima della partenza e valido nel passaporto. Senza quello, niente ingresso o quarantena assicurata. “Attenzione ai richiami – avverte la dottoressa Rossetti – perché il vaccino dura 12 mesi o fino a 3 anni, a seconda del tipo”.

La situazione si complica se si torna da Paesi extra-UE: oltre al vaccino serve anche un test sierologico fatto almeno tre mesi prima del rientro. I Paesi più controllati sono Marocco, Egitto, Albania e Turchia.

Irregolarità? Si rischiano blocchi e costi salati

Non sono rari i problemi alle frontiere: “Solo negli ultimi sei mesi – ricorda Ricci – tre animali dalla Russia sono rimasti bloccati a Malpensa per documenti non a norma”. In questi casi l’animale viene messo in isolamento in strutture convenzionate, con spese a carico del proprietario. Nei casi peggiori può esserci anche il respingimento definitivo.

Le autorità italiane consigliano di controllare tutto con largo anticipo e consultare il veterinario almeno due mesi prima di partire. “Meglio un controllo in più che ritrovarsi bloccati”, conclude Rossetti.

Viaggiare tranquilli: qualche dritta utile

Gli esperti suggeriscono di portare sempre copia dei certificati vaccinali e i contatti del veterinario. Occhio alle date dei richiami e alle regole specifiche dei Paesi che si attraversano o dove si arriva. Per chi adotta un animale all’estero e lo porta in Italia valgono le stesse norme: microchip registrato prima della partenza, vaccino antirabbia valido, passaporto internazionale e test sierologico se serve.

Viaggiare con il proprio amico a quattro zampe – cane, gatto o furetto – richiede un po’ di preparazione per evitare sorprese. Un dettaglio spesso sottovalutato ma che alla frontiera può fare la differenza tra una vacanza senza intoppi e ore d’attesa in dogana.

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