Le 9 mete imperdibili da visitare in Borgogna, Francia: guida ai luoghi più suggestivi

Luca Mangano

15 Marzo 2026

Dijon, 15 marzo 2026 – Quando si nomina la Borgogna, o Bourgogne come la chiamano i francesi, subito vengono in mente le dolci colline punteggiate da filari ordinati di pinot nero e chardonnay, che sembrano rincorrersi fino ai campanili delle chiese medievali. Ma c’è un’altra faccia della Borgogna, meno fotografata ma altrettanto viva. In questi giorni, tra Beaune, Chablis e i piccoli borghi sparsi nella Côte d’Or, il paesaggio è cambiato. I visitatori, tanti anche fuori stagione, vogliono qualcosa di diverso dalle solite degustazioni. Lo confermano gli operatori turistici: “Non si fermano più solo alle cantine storiche, ci chiedono cammini nei boschi, mercati contadini e corsi di cucina”, spiega Marie Laurent, dell’ufficio del turismo di Dijon.

Non solo vino: la Borgogna delle esperienze

Da marzo a maggio la Borgogna mostra un volto meno levigato. I turisti si avventurano su sentieri poco battuti, che si snodano tra castagneti, orti domestici e paesini ancora segnati dai piccoli forni a legna. A Meursault, la cooperativa del luogo organizza passeggiate tra antichi muretti a secco seguite da laboratori sul pane tradizionale. “Abbiamo riscoperto ricette dimenticate – racconta Philippe Bernard, panettiere del villaggio – e le condividiamo con chi vuole vivere davvero la vita di campagna”.

Stessa atmosfera nelle botteghe artigiane di Autun: qui si imparano le basi della ceramica oppure si partecipa alla raccolta delle erbe selvatiche in certe domeniche. Per tanti visitatori italiani e stranieri il richiamo è un ritmo più lento. Non più solo castelli e grandi eventi enogastronomici. “Vogliono incontrare chi vive qui tutto l’anno”, aggiunge Laurent, “cercano autenticità”.

I mercati locali e la cucina domestica

La Borgogna è nota da tempo per la sua cucina regionale. Ma quest’anno l’interesse si concentra ancora di più sui piccoli produttori locali. Il sabato mattina nella piazza centrale di Semur-en-Auxois spuntano bancarelle con miele, formaggi fatti in fattoria, vini bio e verdure raccolte poche ore prima. C’è chi arriva con il primo treno da Parigi o chi parte da Milano per un weekend lungo.

“Le persone fanno domande precise”, racconta Claire Desmoulins, allevatrice e venditrice di formaggi caprini. “Vogliono sapere la storia delle nostre mucche, che tipo di fieno usiamo, vogliono vedere come lavoriamo”. L’attenzione alla provenienza è evidente: molti prenotano corsi di cucina nelle case private o in piccole pensioni rurali dove si preparano piatti come il boeuf bourguignon o il pain d’épices, insieme ai padroni di casa. Un’occasione per imparare ma anche per ascoltare storie familiari fuori dalle guide ufficiali.

Itinerari insoliti tra arte e storia minore

Oltre ai percorsi classici – dal Clos de Vougeot alla collina di Corton – cresce l’interesse per la Borgogna “nascosta”. Si scoprono abbazie poco note come quella di Fontenay o musei allestiti in vecchie scuole di paese. A Montbard una visita alla casa natale dell’inventore Buffon svela un passato industriale spesso ignorato.

Gli operatori dicono che questa voglia di autenticità coinvolge anche i giovani: “Molti under 35 prenotano visite guidate a laboratori di restauro o giornate nei vigneti durante la potatura – racconta Luc Garnier, organizzatore di tour all’aperto – più che bere vino vogliono capire com’è nato questo territorio”.

La sfida del turismo sostenibile

Ma non mancano le sfide: l’aumento dei turisti porta soldi ma anche responsabilità nuove. “Serve equilibrio”, ammonisce Laurent dell’ente turistico. L’aumento dei visitatori fuori stagione richiede una gestione attenta delle risorse come acqua, terra e servizi pubblici.

Anche i piccoli produttori – spesso famiglie – cercano modi per accogliere senza stravolgere ritmi e paesaggi locali. “Il rischio è trasformare tutto in museo”, ammette Desmoulins dal suo banco dei formaggi, “ma se vengono davvero ad ascoltarci e rispettano quello che trovano, il turismo può essere un’opportunità”.

In Borgogna oggi il viaggio passa anche dagli incontri semplici: una fetta di pane appena sfornato a Meursault al mattino presto; il profumo della terra dopo una notte piovosa a Chablis. Piccole cose quotidiane che raccontano un territorio capace ancora oggi di sorprendere chi decide di prendersi il tempo per scoprirlo davvero.

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