Scopri il Giardino Segreto delle Camelie nel Parco di Boboli: Apertura Straordinaria per la Primavera

Giulia Ruberti

27 Marzo 2026

Firenze, 27 marzo 2026 – Nel cuore di Firenze, tra i vialetti silenziosi del parco di Boboli, ha riaperto in questi giorni uno degli angoli più nascosti e riservati della città: il Giardino delle Camelie. Accessibile solo in certi periodi dell’anno, soprattutto in primavera, questo spazio offre a fiorentini e turisti l’occasione di scoprire un luogo ricco di storia, tradizione botanica e suggestioni ottocentesche.

Un’oasi verde poco conosciuta nel parco di Boboli

Dietro una piccola cancellata secondaria, vicino alla Grotta del Buontalenti ma lontano dal giro classico dei visitatori, il Giardino delle Camelie è una vera e propria oasi di tranquillità. In questi giorni i cespugli secolari di camelia japonica sono in piena fioritura: corolle bianche, rosa e rosse che spiccano tra le foglie lucide, attirando sia fotografi sia appassionati di botanica.

Non tutti sanno che questo angolo verde nasce alla fine del Settecento, voluto dalla corte dei Lorena. Per molto tempo è stato riservato alle passeggiate private delle duchesse e delle dame di compagnia. “Da qui si gode una vista unica sull’Oltrarno e sulle architetture rinascimentali”, ha raccontato ieri mattina Francesca Ciappi, responsabile del patrimonio verde delle Gallerie degli Uffizi, indicando un punto panoramico poco frequentato.

Fioriture attese e visite su misura

L’apertura stagionale — che andrà avanti fino a metà aprile, salvo maltempo — ha subito attirato l’attenzione. Questa mattina alle 10 già una piccola folla aspettava davanti all’ingresso secondario in via Romana: molti fiorentini ma anche turisti giapponesi attratti dalla fama della camelia nel loro Paese. Le visite si svolgono solo su prenotazione e con gruppi piccoli (massimo 20 persone per turno).

Le guide sottolineano la particolarità del giardino: qui si coltivano oltre venti tipi diversi di camelia, alcuni molto rari in Italia e arrivati come doni da giardini botanici europei. “Quando le camelie sbocciano — racconta Matteo Rinaldi, uno dei custodi — molti restano sorpresi dal profumo delicato che si diffonde nell’aria. Pochi sanno che alcune varietà sono state citate negli annali dei collezionisti ottocenteschi”.

Tradizione e tutela per il futuro

L’apertura controllata nasce da una collaborazione tra le Gallerie degli Uffizi e la Soprintendenza ai Beni paesaggistici. L’obiettivo è doppio: proteggere la biodiversità di un giardino fragile — spesso danneggiato dal maltempo o dal passaggio incontrollato dei visitatori — ma anche far conoscere sempre più le specie ornamentali storiche.

Ogni gruppo è accompagnato da un esperto che racconta la storia della camelia in Toscana: dalle prime importazioni dalla Cina fino al boom collezionistico ai tempi dei Granduchi. Nei fine settimana sono previste anche dimostrazioni pratiche su innesti e potature, pensate per coinvolgere famiglie e scolaresche.

Come partecipare e prossimi appuntamenti

Per entrare nel Giardino delle Camelie è necessario prenotare online sul sito ufficiale degli Uffizi. Il costo è compreso nel biglietto del Parco di Boboli, che resta calmierato per i residenti a Firenze (10 euro intero, 3 euro ridotto per studenti sotto i 25 anni). I posti per ogni visita vanno via rapidamente, avvertono dall’organizzazione.

Le visite guidate partono ogni ora dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18, escluso il lunedì (giorno di chiusura del complesso museale). Nel giardino non sono permessi picnic né cani; all’uscita c’è un piccolo bookshop temporaneo con volumi storici e piante in vaso di camelia, coltivate dal vivaio delle Gallerie.

La Firenze segreta che pochi conoscono

Camminando lungo i sentieri ombreggiati tra siepi curate e statue antiche si capisce il valore di questa riapertura. Per molti è la scoperta di una Firenze meno nota, lontana dai percorsi turistici più battuti. “Ho vissuto qui trent’anni senza sapere che esistesse questo posto”, ha confessato Anna Marini, pensionata del quartiere Santo Spirito.

Un piccolo evento nel calendario primaverile della città che regala un incontro ravvicinato con la storia — ma anche con una natura sorprendente — dietro le quinte del più famoso parco monumentale fiorentino.

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